Venezia 79 Oliver Stone

Venezia 79, Oliver Stone: “Il nucleare sarà la nostra salvezza”

Updated 2022/09/12 at 8:04 PM
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Il cambiamento climatico sta facendo notare sempre di più i suoi effetti a tutte le latitudini tra siccità, alluvioni, eventi estremi di ogni tipo, ma oltre l’allarme per le catastrofi sempre più grave è il fabbisogno ogni giorno maggiore di elettricità ed energia in generale. Il nuovo lavoro di Oliver Stone, Nuclear, il 9 settembre in prima mondiale a Venezia 79, provoca, mette insieme dati, immagini spettacolari, interviste e scrive la ricetta anche se controcorrente.

Venezia 79, Oliver Stone: “Il nucleare sarà la nostra salvezza”

Puntare all’energia nucleare, costruire nuovi reattori anziché abbatterli è l’unica soluzione possibile per sostituire i combustibili fossili, dal momento che l’energia green ‘pulita’ non risolve, è appena al 10%. Lo ha sostenuto Oliver Stone, regista statunitense.

Stone ha spiegato che “c’è stato, a partire dagli anni 70, un grande inganno. Il movimento antinucleare, finanziato in parte dalla Arco, il grande gruppo petrolifero, ha convinto governi, media, opinione pubblica che il nucleare era negativo, tossico, pericoloso. Ci hanno confuso tra armi nucleari come la bomba atomica e l’energia nucleare”.

Partito dal film Una seconda verità di Al Gore, che nel 2006 avvertiva del cambiamento climatico in arrivo, Oliver Stone ha impiegato due anni di intenso lavoro per realizzare il suo documentario e portarlo a Venezia. il  documentario, scritto con il professore del Mit Joshua S. Goldstein, presente all’incontro di Venezia, è sorprendente, anche quando afferma con dati e interviste che il disastro di Chernobyl, 50 vittime accertate e qualche migliaio di morti per cancro, è stato meno grave di quello che tutti pensano e che le vittime di Fukushima sono state causate da uno tsunami senza pari abbattutosi sul reattore nucleare, mentre “le disgrazie dell’industria, l’inquinamento cui siamo sottoposti ne fa ben di più di morti”.

Il regista documenta poi gli effetti positivi di chi il nucleare non l’ha mai abbandonato, come la Francia con i suoi 56 reattori e oggi fuori dalla crisi energetica, la Cina che ne sta brevettando di nuovi, micro e potentissimi come l’India, la Russia che ne ha 35 (come l’America), di cui uno in mare nell’Artico, il primo reattore galleggiante che fornisce energia autonoma ad una intera città e un altro nuovissimo autofertilizzante. “La situazione è deprimente, ma il mio approccio è positivo, la paura è l’ostacolo più importante, la gente ha paura del nucleare, bisogna invertire il flusso di questa convinzione” ha dichiarato Stone.

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