Valeria Corvino: l’arte proviene dall’anima

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Valeria Corvino è una rinomata artista napoletana. Le bellezze artistiche e architettoniche del territorio partenopeo hanno costituito per lei una vera e propria guida, nel suo percorso nel mondo dell’arte.
Nel tempo, ha perfezionato sempre più il suo stile, assecondando la sua propensione verso l’equilibrio e l’armonia, ma soprattutto l’anatomia e la bellezza del corpo umano. Valeria è l’esempio vivente che l’arte, quella pura e genuina, è una forza che proviene dall’interno e, come ogni sentimento, ha lo scopo di essere donato a chi la ammira.

«Ho cominciato ad amare l’arte quando ero solo una bambina, il mio percorso è iniziato da piccolissima ed è progredito sempre di più dentro di me, negli anni ho semplicemente continuato a fare quello che la carica che era in me dettava, creando, dipingendo, lasciandomi guidare. La mia anima cammina in parallelo con la mia creatività».

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Valeria, come è iniziato e come si è sviluppato il suo percorso artistico?

«Sono partita da zero, dopo l’Accademia delle Belle Arti, all’età di 27 anni ho iniziato il mio lavoro come professionista a casa. Un giorno mi fu regalata una mostra; a partire da quel momento il mio pensiero artistico è cambiato completamente. Mi sono resa conto che attraverso la vendita di un’opera, il compratore da un valore a ciò che è stato realizzato e l’artista in qualche modo offre un vero e proprio pezzo della sua anima e questa è una grande fortuna. L’arte quindi, quella proveniente dall’anima, può essere venduta».

Quali sono i soggetti delle sue opere?

«Il soggetto principale delle mie opere è il mondo classico, inteso come canone di perfezione e di equilibrio. Ciò che aggiungo all’armonia delle statue classiche, è un particolare iperrealista, ovvero la bocca, questo perché l’inquinamento dell’immagine mi affascina. I miei ultimi progetti, invece, vedono rappresentata Marilyn Monroe, stigmatizzata in mille modi diversi. Si tratta di un mio progetto primordiale la cui scelta del soggetto non è casuale. Marilyn è una donna con la D maiuscola, è un’icona di sensualità, di femminilità, di bellezza, una bellezza differente da quella classica che dipingo nelle statue, che va oltre e che, nella sua unicità, lascia il segno».

Com’è stato collaborare con un grande artista come Renato Zero?

«Io e Renato siamo uniti da un vero e proprio legame di amicizia! L’ultimo progetto risale a quest’estate quando tre giorni prima di andare in stampa mi ha telefonata chiedendomi di realizzare le copertine per i prossimi tre album. Così ho lavorato giorno e notte senza fermarmi mai ed è nato questo bellissimo progetto che è la copertina dell’album di “Zerosettanta” composto da 3 volumi, la cui uscita del primo è stata inaugurata il giorno del suo settantesimo compleanno».

I tre volumi sono accompagnati da tre copertine che ritraggono le sembianze di un giovane Renato Zero, nelle vesti di un guerriero, o meglio di un ‘”Angelo Ferito” che dà il titolo ad uno dei brani contenuti nell’album. Uno stile singolare che riesce a rendere “viva” un’immagine su tela. Una combinazione di forme e colori che rispecchiano perfettamente la personalità del cantautore. Le 4 copertine differiscono l’una dalle altre per la posizione degli occhi del cantante.
Valeria circa un anno fa ha ospitato nella sua dimora l’evento “Dinner conversations”, un progetto in cui le donne celebrano le donne sostenendosi a vicenda, condividendo esperienze e ispirandosi l’una all’altra, lanciato da Natasha Slater con una serie di cene al femminile.

Come è stata questa esperienza?

«“Dinner conversations” è stata un’esperienza meravigliosa poiché io amo le donne; le donne hanno un grande potere, sono polivalenti e la mia speranza è che questa forza possa essere compresa da tutti. Natasha è una donna fantastica e ogni giorno si batte per ottenere la parità e i diritti delle donne in campo lavorativo. Attraverso queste “dinner conversations” che avvengono una volta al mese, ho avuto l’onore di ricevere nella mia casa 50 donne di una bellezza infinita, bellezza che proviene dall’interno e le fa splendere. Tutte donne con figli, famiglie, impegni ma che nella loro vita lottano con la gioia sul volto, segnando realmente un cambiamento per il nostro mondo».

di Benedetta Calise

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N° 213 GENNAIO 2021

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