Usa: ci risiamo! Veto in CdS che nega il riconoscimento dello Stato della Palestina

Luca Capone 20/04/2024
Updated 2024/04/20 at 3:23 PM
3 Minuti per la lettura

Si è votato il 19 aprile nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu la bozza di risoluzione che raccomandava all’Assemblea Generale l’ammissione dello stato di Palestina come membro delle Nazioni Unite. Il risultato è un copione che abbiamo già visto più volte dal 7 ottobre il veto degli Stati Uniti, unico paese ad opporsi, di fronte a 12 voti favorevoli e 2 astenuti. Il voto contrario degli Usa, uno dei 5 paesi avente diritto di veto nel CdS, blocca di fatto la risoluzione, che altrimenti sarebbe passata con un’ampia maggioranza superiore a quella necessaria di 9 voti favorevoli.

Un’ambiguità che immobilizza

Non è la prima volta che si realizza uno scenario di questo tipo. È infatti il quarto caso in 6 mesi in cui gli Stati Uniti pongono il veto su una risoluzione del CdS, dopo il veto alla tregua permanente per permettere l’immissione di aiuti umanitari a Gaza, e i due veti al cessate il fuoco.

La linea politica che gli Usa portano nelle sedi diplomatiche istituzionali cozza terribilmente con le dichiarazioni di funzionari di governo – tra tutti il segretario di Stato Antony Blinken e il Presidente Joe Biden – che da mesi ci propinano la narrazione di una ricerca di un accordo diplomatico per la soluzione del “due Stati per due popoli”, mentre nelle sedi opportune fa di tutto per evitare questa soluzione.

Usa che sono peraltro ormai rimasti isolati nella loro colpevole inerzia nella questione diplomatica. Lo dimostra il cambio di rotta effettuato da paesi come Corea del Sud, Giappone e Francia. Quest’ultimi sono alleati degli Usa che sino ad ora erano appiattiti sulla linea dell’ambiguità in CdS, e che soprattutto hanno ricevuto negli ultimi giorni continue sollecitazioni dietro le quinte da parte di Washington per seguirli nel voto contrario. Tentativi vani, poiché questi 3 paesi hanno votato favorevolmente.

La reazione dell’Anp e di Hamas

È arrivata prontamente la risposta delle istituzioni palestinesi, che parlano di una “palese aggressione”. Il presidente dell’ Autorità Nazionale Palestinese, Abu Mazen, ha dichiarato che “questa politica aggressiva degli Stati Uniti nei confronti della Palestina, del suo popolo e dei suoi diritti legittimi rappresenta un palese attacco al diritto internazionale e un incoraggiamento alla continuazione della guerra genocida contro il nostro popolo, che spinge ulteriormente la regione sull’orlo dell’abisso”.
Hamas ha invece in una nota fatto sapere che “il nostro popolo proseguirà nella sua lotta fino alla creazione di uno Stato palestinese indipendente e pienamente sovrano con Gerusalemme come capitale”.

Situazione sempre più tesa quindi, col medio-oriente che è un’enorme polveriera e l’occidente, piegato dagli Usa, completamente inerte e complice.

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