“URCA!” – Il nuovo album della Polosud Records

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Polosud Records pubblica il disco di un progetto collettivo che vede protagonisti 12 cantautori dell’area napoletana

 

Un incontro tra dodici differenti creatività, dodici percorsi artistici e altrettanti brani originali che la Polosud Records di Napoli – guidata da Ninni Pascale – pubblica il 16 dicembre 2020. “URCA!” è il titolo e il nome di un progetto collettivo nato dall’incontro tra 12 cantautori dell’area napoletana: il sottotitolo è, semplicemente, “Cantautrici e Cantautori”.
Dodici i brani inediti di questo album, registrato negli spazi dello studio Kammermuzak di Carlo di Gennaro e il cui mastering è stato firmato da Max Carola nel suo Maxsound Vibe Studio. Il coordinamento “sul campo” tra le differenti ‘anime’ del disco è stato curato dal musicista Michele Signore, “che in questo progetto ha creduto sin dal primo momento riuscendo a far vivere magicamente la musica tra mille idee, voci, colori e temperamenti diversi” come hanno spiegato gli stessi protagonisti di “URCA!”.
Andreasbanda (di Andrea Campese), Gabriella Pascale, Giovanna Panza, Gabriella Rinaldi, Massimo Mollo, Peppesmith (Ciro Mattei), Ugo Gangheri, Antonella Monetti, Antonio Del Gaudio, Myriam Lattanzio e Marco Francini sono gli undici artisti che hanno impreziosito questo disco: a loro si aggiunge il cantautore Michele Contegno, scomparso nel 2011, che è qui presente con il brano “Al sud del sud dei santi”.
Un CD di dodici ‘veterani’ cantautori napoletani. – spiega il musicologo e critico musicale Gianni Cesarini, che ha firmato il booklet del disco – Viviamo “mala tempora” a tutti i livelli, il degrado culturale è lampante, il panorama desolante, muzak a gogo, musica spazzatura nell’epoca del mercantilismo esacerbato, nell’epoca della post-verità, della mortificazione della bellezza. E qui abbiamo dodici artisti veri, non dediti al mercimonio, che offrono un variegato florilegio. Dodici diversi stili riflessi da dodici diverse anime, in un percorso che mostra come Napoli attraverso la storia di pentagrammi assolutamente ineguagliabili sia stata, ed ancora è, una realtà musicale e culturale che ci onora e vanta. Dodici cantautori che si esprimono in parte in lingua napoletana e nell’altra in lingua italiana. (…) I contenuti dei testi eludono luoghi comuni e banalità per dirci cose che contano, che importano, che scuotono la coscienza, testi a volte con lampi di genio o frammenti poetici”.

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