Uomini forti, destini forti: Napoli goditi la vetta

Pasquale Di Sauro 09/10/2022
Updated 2022/10/09 at 10:06 PM
7 Minuti per la lettura

C’è solo un’arma per combattere l’esaltazione, si chiama maturità. Un uomo forte è un uomo maturo, una squadra forte, è una squadra unita ed è solo insieme che si può andare decisi verso un destino vincente. Napoli in vetta alla classifica della Serie A, gli azzurri battono la Cremonese a domicilio e si regalano un meritato premio per questo inizio di stagione pressoché perfetto: quello di guardare tutti dall’alto.

La corazzata di Spalletti comanda in Italia – e in Europa – e quello del tecnico toscano è un capolavoro. Calmo, consapevole, fiducioso, fermo. 63 anni, una vita fatta di calcio, l’allenatore del Napoli risponde alle tante domande degli addetti ai lavori e ai pensieri dei tifosi con l’unica cosa che conta davvero, i risultati. 9 partite, 23 punti, primo posto in campionato: Uomini forti, destini forti.

Ditemelo voi

«Chi è il titolare tra Politano e Lozano, io non lo so, ditemelo voi». Così Luciano in una conferenza stampa per rispondere ai futili interrogativi, nell’era delle cinque sostituzioni e delle tre gare a settimana, sui titolari di questa rosa completa e di qualità. Spalletti è stato chiaro:«Esiste il titolare dei sessanta minuti e il titolare dei trenta minuti, e quello dei trenta è ancora più importante». 73′ entra Lozano, gol del 3 a 1 che chiude la partita. Parlando di titolari e riserve, nota di merito anche per Leo Skiri Østigård che ha il compito di sostituire Rrahmani (uscito per infortunio), in un momento di partita affatto semplice, il norvegese mantiene la calma, nervi saldi e si fa trovare pronto anche se per pochi minuti di gioco.

Gioca uno, gioca l’altro, vinco lo stesso

Simeone contro l’Ajax in Champions è partito dalla panchina, considerando l’assenza di Osimhen e le “vecchie” regole mai scritte del turn-over, molti si aspettavano lui dall’inizio contro la Cremonese. E invece Spalletti conferma Raspadori. 57′ del secondo tempo, entra il “Cholito” gol del 2 a 1 decisivo. Si potrebbero portare altri esempi di staffette come quella tra Mario Rui e Olivera (anche lui in gol dalla panchina) ma è chiaro ed evidente a tutti, la forza di questo Napoli è nell’unione di intenti. Nota bene: 46′ del primo tempo, Anguissa dopo una grande azione personale in area di rigore calcia invece di servire Raspadori in ottima posizione per battere a rete. Il camerunese va subito a scusarsi con l’attaccante che lo lo rincuora per l’occasione sciupata. Dettagli invisibili di un’importanza enorme.

Cazzimma

A proposito di dettagli. Khvicha Kvaratskhelia è un calciatore georgiano di 21 anni. Al minuto 24′ si lamenta con l’arbitro per un trattamento a palla lontana poco carino del suo diretto marcatore. Il signor Abisso chiede all’esterno del Napoli di continuare a giocare e di non protestare: minuto venticinque Kvaratskhelia si inserisce sulla fascia opposta a quella di sua competenza, entra in area e di “cazzimma” conquista un calcio di rigore. Ma il fuoriclasse azzurro numero 77 ha ancora un regalo per i compagni, innescato da Simeone al 93′ si avventa sul pallone puntando la porta di Radu, pensa al tiro, poi generosamente serve Lozano che solo insacca il gol che chiude definitivamente la partita. 9 partite di campionato e già sono finiti gli aggettivi per descrivere così tanto talento.

Sangue sudamericano

Al gol del “Chucky” (primo in stagione per il messicano) il match è chiuso. Mancano poco meno di due minuti al triplice fischio. C’è però ancora spazio per una prova di forza della squadra partenopea: 95′ cross di capitan Di Lorenzo, gol di Mathías Olivera. Da terzino a terzino, minuto 95! Si è già accennato invece alla rete più importante delle quattro realizzate allo Stadio “Zini” di Cremona, quella di Simeone che consente agli azzurri di riportarsi in vantaggio dopo il pareggio di Dessers al 47′ del secondo tempo.  Stagione 1989-1990, Cremonese – Napoli 1-1, Maradona di testa sigla il gol del pareggio. Non è intenzione di chi scrive fare paragoni blasfemi ma da argentino ad argentino: il “Cholito” decolla al 76′ su una parabola disegnata magistralmente da Mario Rui e schiaccia in porta una rete da attaccante di razza, vera sliding doors della partita.

Testa e gambe

Nel calcio nessuna partita è facile e nessun risultato è scontato, ma senza voler scomodare la retorica, che il Napoli nella sua storia recente abbia sofferto le “piccole” è un dato di fatto. Non serve andare troppo indietro nel tempo, basti pensare alla dolorosa trasferta di Empoli l’anno scorso, ma quella era un’altra squadra. Volendo riferirsi a questo gruppo, l’esempio è il pari casalingo contro il “modesto” Lecce in questa stagione. Ciò per dire che il cammino è lungo, pieno di trappole e insidie, gli impegni da affrontare tanti, nessuno semplice, la Cremonese si è resa pericolosa dopo il gol del pari, se non si affrontano queste partite con testa e gambe forti, si rischia di perdere punti per strada. Il risultato finale di 1-4 racconta anche questo, mai abbassare la guardia: Spalletti sul 1-2 grida come un matto contro Lozano chiedendogli di stare nel campo piuttosto che isolarsi sull’esterno, serviva la lotta, fare la “guerra” nei minuti finali.

Pagelle

Mercoledì appuntamento europeo contro l’Ajax al Maradona, al Napoli basterà un punto per la qualificazione matematica agli ottavi. In campionato il prossimo appuntamento è con il Bologna davanti ai propri tifosi, presenti questa sera in massa a Cremona per sostenere gli azzurri. Intanto Osimhen è recuperato, pronto a tornare in campo ed aiutare squadra e reparto. Chi farà spazio al nigeriano? Risparmiatevi questa domanda.

Meret 6

Di Lorenzo 7.5

Rrahmani 6.5 (Østigård 6)

Kim 7

Mario Rui 7.5 (Olivera 7)

Lobotka 7

Ndombele 6 (Simeone 7.5)

Anguissa 6.5

Politano 7 (Lozano 6.5)

Raspadori 6.5 (Zielinski 6)

Kvaratskhelia 7.5

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