Il 19 ottobre, nell’aula magna dell’Orto Botanico di Napoli, docenti e studenti del panorama internazionale scientifico hanno partecipato alla II edizione della Tavola Rotonda, organizzata dal Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali dell’Università Federico II.  

Hanno aperto i lavori il  Magnifico Rettore Gaetano Manfredi, e il Direttore del Centro Servizi Veterinari dell’Università degli Studi di Napoli Federico II Prof.re Paolo de Girolamo, Luigi Navas, Presidente dell’Ordine dei Medici Veterinari della Provincia di Napoli e Aniello Anastasio, Vice-Direttore del Dipartimento di Medicina Veterinaria e Produzioni Animali, che hanno messo in evidenza come, attraverso l’utilizzo di animali come modelli sperimentali, si possano identificare elementi chiave per la gestione del processo di invecchiamento, delle malattie croniche e degenerative e della prevenzione e cura del cancro.  

Lucio Miele, Professore e Capo Reparto dell’ LSU, Scuola di Medicina, Dipartimento di Genetica, New Orleans, LO, USA, nel proprio lavoro: “Reduce, reuse, recycle: preclinical models to purpose “old” medications to enhance tumor immunity in cancer”, ha illustrato come riutilizzare “vecchie” cure ad alta specificità per l’immunoterapia contro il cancro ad alta capacità di adattamento e complessità , e come tumori diversi rispondano in maniera diversa ai vari approcci che ora sono in via di sviluppo.   

Successivamente è intervenuto  Eugenio Luigi Iorio, Presidente dell’Osservatorio Internazionale dello Stress Ossidativo di Salerno, con “TAO redox and oxidative distress syndrome, implications in veterinary medicine”. Lo stress ossidativo è un fattore emergente di rischio per la salute, associato all’invecchiamento precoce e a oltre un centinaio di patologie.  La Diagnostica Molecolare consente oggi di misurarlo in maniera semplice, rapida e affidabile. Le specie chimiche reattive (SCR) e, in particolare, le specie reattive dell’ossigeno (Reactive Oxygen Species, ROS), sono potenzialmente lesive. Per questo motivo, gli organismi viventi hanno sviluppato nel corso di millenni di evoluzione un complesso sistema di difesa, costituito dall’insieme degli antiossidanti. 

Francesca Pentimalli, Adjunct Associate Professor alla Temple University, Philadelphia, PA, USA e Contrattista presso il Centro Ricerche Oncologiche di Mercogliano, Istituto Nazionale Tumori di Napoli, fondazione “Pascale”, ha illustrato il suo lavoro:  “Mouse models for translational cancer research: current challenges and perspectives”,  al quale ha collaborato il  Professore Antonio Giordano, oncologo, patologo, genetista, ricercatore e professore universitario di fama mondiale. Grazie ai loro studi sono giunti alla conclusione che il cancro al polmone e il mesotelioma  potrebbero in futuro essere controllati attraverso strategie terapeutiche condotte con farmaci mirati a inibire la proteina AKT e quindi a riattivare l’attività di oncosoppressore della proteina RBL2/p130.  

Immaculata De Vivo, Prof.ssa al Dipartimento di Epidemiologia dell’ Harvard Medical School, Boston, MA, USA , nel suo lavoro, “Telomere dynamics across species”, ha esposto la relazione tra la lunghezza dei telomeri, le ripetizioni alla fine dei cromosomi e la suscettibilità alle malattie, in particolare il cancro. La lunghezza dei telomeri (TL) e la telomerasi giocano un ruolo centrale nella carcinogenesi e hanno sia determinanti genetici che ambientali. Nel 2007 è stato sviluppato un nuovo metodo quantitativo PCR (Q-PCR) per misurare la lunghezza dei telomeri che ha permesso di studiare i loro effetti sulla salute. Utilizzando il metodo Q-PCR ora si può  misurare la lunghezza  dei telomeri nei linfociti del sangue periferico  per prevenire l’invecchiamento accelerato e l’insorgenza di malattie croniche, incluso il cancro.  

L’evento si è concluso con Giovanni Scapagnini, Prof.re dell’Università degli Studi del Molise a Campobasso e Visiting Professor presso l’Institute of Human Virology di Baltimora (MD, USA). Egli ha presentato il lavoro “Animal models in longevity studies”. Nei suoi studi, si è soffermato sul comportamento di particolari animali, particolarmente longevi o addirittura ‘immortali’, come la Turritopsis nutricula, comunemente nota come medusa immortale, in grado di tornare allo stato di polipo dopo aver raggiunto la fase di medusa adulta. 

Alla discussione sui lavori sono seguiti i ringraziamenti per l’organizzazione scientifica a Francesca Ciani, Natascia Cocchia e Simona Tafuri.

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