Informareonline-servizi-educativi

L’Università Federico II chiude le aule studio, gli studenti: “Scelta inaccettabile”

Ciro Giso 27/11/2021
Updated 2021/12/02 at 1:15 PM
2 Minuti per la lettura

Scuola e Università sono tra le istituzioni che hanno sofferto di più a causa della pandemia, e continuano a subire ancora, tra chiusure e quarantene, gli effetti del virus.

Così negli scorsi giorni, alla Federico II di Napoli, si è riaccesa la polemica sulle aule studio. Gli organi di Ateneo, infatti, hanno scelto di chiudere per il momento queste aule per “motivi di sicurezza“. Senza non poche polemiche da parte dei sindacati universitari, che chiedono invece la riapertura sicura di questi spazi.

L’Università: “Gli studenti non indossano la mascherina in aula studio”

La comunicazione è arrivata ieri, cogliendo di sorpresa tutti. In una lettera firmata da Maurizio Pinto, responsabile della ripartizione Prevenzione e Protezione, l’ateneo federiciano sottolinea “il mancato rispetto dell’obbligo di mascherina”. “Nonostante – continua il comunicato – abbiamo ricordato a tutti l’importanza di questo adempimento”.

Così, da un giorno all’altro, un intero ateneo ha perso l’accesso alle aule studio. La chiusura delle aule è temporanea, a partire da oggi, 27 Novembre, e riapriranno solo a nuova comunicazione. La tanto discussa circolare sarà pubblicata presto integralmente sul sito di ateneo.

Gli studenti: “Noi colpevolizzati, scelta inammissibile”

«Prima le aule studio erano aperte anche grazie alle nostre lotte» spiega Cristina Trey, consigliera degli studenti alla Federico II: «Poi sono state chiuse all’improvviso dandoci tutta la colpa. Ma esistono dati o verbali che confermano ciò? Tutto ciò non è dato saperlo.»

E continua: «Semplicemente l’ateneo ha scaricato su di noi le sue inadempienze». Sono tante le carenze, secondo gli studenti, da parte dell’università: «Non è stato potenziato personale che potesse verificare l’effettivo rispetto di queste norme, né sono aumentate le sanificazioni delle aule, frequentemente sovraffollate»

«Ora è necessario trovare nuovi luoghi dove studiare» aggiunge Cristina, che assieme ai ragazzi e le ragazze del sindacato universitario Link Napoli ha denunciato l’accaduto. «Non ci fermeremo qui, ci faremo sentire perché è necessario invertire la rotta presa dall’istruzione pubblica e garantire i nostri diritti».

di Ciro Giso

Condividi questo Articolo
Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.