Unesco programma acque

Unesco, uno specifico programma per monitorare le acque sotterranee

Redazione Informare 07/09/2022
Updated 2022/09/08 at 1:37 AM
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L’UNESCO ha istituito il World Water Assessment Program (programma di monitoraggio delle acque mondiali) nel 2000, attualmente con sede in Italia, per avere una panoramica globale periodica per le Nazioni Unite su quantità e qualità, uso e gestione delle risorse di acqua dolce.

Il Rapporto mondiale delle Nazioni Unite sullo sviluppo delle risorse idriche che, nel 2022, è intitolato “Acque sotterranee – Rendere visibile la risorsa invisibile”, accende i riflettori sulle acque sotterranee, ponendo l’attenzione sul ruolo, sulle sfide e sulle opportunità specifiche che esse presentano nel contesto della valorizzazione, della gestione e della governance delle risorse idriche a livello mondiale. Le acque sotterranee, che rappresentano circa il 99% delle acque dolci allo stato liquido della Terra e possono garantire enormi vantaggi sociali, economici e ambientali, anche in relazione all’adattamento ai cambiamenti climatici.

Le acque sotterranee alimentano il flusso di base di fiumi e torrenti, rappresentando una fonte essenziale di acqua da cui dipende il rischio di prosciugamento di questi corsi durante i periodi di siccità. Dalle acque sotterranee proviene già la metà del volume dei prelievi idrici per uso domestico effettuati dalla popolazione mondiale e circa il 25% di tutti quelli destinati all’irrigazione, che alimentano il 38% delle terre irrigate a livello mondiale. Tuttavia, nonostante la sua enorme importanza, questa risorsa naturale viene spesso trascurata e di conseguenza sottovalutata, mal gestita e addirittura sovrasfruttata. In un contesto di crescente scarsità idrica in numerose aree del mondo, non è più possibile ignorare l’enorme potenziale delle acque sotterranee e la necessità di una gestione attenta di questa risorsa.

Le acque sotterranee offrono servizi di approvvigionamento, che consentono il prelievo di acque sotterranee per l’uso (umano) dell’acqua; servizi di regolazione, che riflettono la capacità degli acquiferi di regolare i regimi di quantità e qualità delle acque sotterranee; servizi di supporto, a sostegno degli ecosistemi dipendenti dalle acque sotterranee; servizi culturali, relativi alle attività di intrattenimento, alle tradizioni e ai valori religiosi o spirituali, associati a particolari aree piuttosto che ad acquiferi specifici. Le acque sotterranee offrono inoltre diverse opportunità aggiuntive, quali ad esempio la crescita della produzione di energia geotermica, l’incremento delle capacità di stoccaggio al fine di migliorare la sicurezza idrica e l’adattamento agli impatti dei cambiamenti climatici. Infatti, le acque sotterranee costituiscono una risorsa essenziale per l’agricoltura irrigua, l’allevamento del bestiame e altre attività collegate, tra cui la trasformazione agroalimentare.

Per poter soddisfare la domanda globale di acqua e di prodotti agricoli da qui al 2050, tenendo conto di un incremento della domanda di alimenti, mangimi e biocombustibili stimato al 50% rispetto ai livelli del 2012, è di fondamentale importanza aumentare la produttività agricola attraverso un’intensificazione sostenibile dei prelievi di acque sotterranee, riducendo al contempo l’impronta idrica e gli impatti ambientali della produzione. Purtroppo, l’inquinamento causato dall’agricoltura è un grave pericolo: il nitrato contenuto nei fertilizzanti chimici e organici costituisce il principale contaminante di origine umana delle acque sotterranee. Il non corretto utilizzo o smaltimento di insetticidi, erbicidi e fungicidi può essere causa di inquinamento delle acque sotterranee con sostanze cancerogene e tossiche.

Ancora, la dipendenza di numerose città dalle acque sotterranee è in costante crescita: si stima che oggi quasi il 50% della popolazione urbana mondiale soddisfi il proprio fabbisogno idrico grazie alle acque sotterranee. In numerosi paesi europei le acque sotterranee vengono utilizzate principalmente come acqua potabile, il che evidenzia la necessità di monitorare la qualità dell’acqua in ragione dei potenziali rischi per la salute. Nell’Unione europea le sostanze inquinanti che con maggiore frequenza determinano un cattivo stato delle acque dal punto di vista chimico sono i nitrati e i pesticidi.

di Fabio Di Nunno

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