Una strategia per combattere la prostituzione minorile

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Tra le fasce della popolazione maggiormente colpite dalla quarantena forzata spicca quella dei minori, per cui i divieti dovuti al covid hanno costituito, più che per chiunque altro, un grave danno a livello psicofisico.

Ne abbiamo parlato con Giuseppe Scialla, Garante dell’Infanzia e l’Adolescenza della Campania. Questa Autorità, istituita in Italia nel 2011, ha l’obiettivo di promuovere l’efficace attuazione della Convenzione di New York per la tutela dei diritti del fanciullo, di cui l’anno scorso è stato celebrato il trentesimo anniversario.
“Vado avanti attraverso alcune segnalazioni che mi arrivano ogni giorno o intervengo dove è possibile nelle situazioni di degrado, dove spesso vengono a mancare i diritti, attraverso le forze dell’ordine e con l’aiuto dei comuni e delle politiche sociali.” ci spiega Scialla.
Durante il periodo della quarantena il suo più grande impegno è stato cercare di assicurarsi che bambini e adolescenti, costretti a vivere in un ambiente ciscoscritto, potessero godere ugualmente di un “humus familiare immune da pericoli”.
“Il fatto che i bambini non abbiano subito gravi problemi sul piano della patologia non vuol dire che non li abbiano subiti su piani diversi. Purtroppo le istituzioni, attente ad osservare le situazioni sanitarie hanno destinato loro poca attenzione. Ma i piccoli hanno subito invece una serie di problemi serissimi che hanno molto influenzato la loro crescita positiva.”

Non è solo l’aspetto della vita sociale e la separazione dagli affetti, infatti, che ha influito sulla loro condizione. Molti minori, ci racconta il dottor Scialla, hanno dovuto abbandonare il calendario delle vaccinazioni; per altri anche le lezioni a distanza sono state difficili da seguire. A peggiorare la situazione c’è stato poi l’aumento delle separazioni, estremamente dolorose per i bambini in un momento in cui è loro impedita qualsiasi valvola di sfogo.

Ma non è tutto; durante il lockdown si sono accesi i riflettori su un’altra grave tematica troppo spesso ignorata. L’uso sregolato della tecnologia e dei social da parte di minori, senza consapevolezza dei pericoli del web, ha portato ad una crescita dei fenomeni di pedopornografia. Lo scandalo dei gruppi Telegram che ha attirato l’attenzione mediatica non ha escluso infatti ragazzini e bambini.
“La polizia postale in questo periodo si è però rivelata veramente efficiente – commenta a riguardo il Garante – sono stati denunciati in molti.”
Scialla ci parla poi del suo impegno nel fronteggiare una tematica quanto mai attuale: la prostituzione minorile. A febbraio di quest’anno solo a Roma sono stati aperti decine di casi per la prostiuzione di minori a partire dai 10 anni. Ma anche in Campania i casi sono numerosi, ci conferma il Garante, molte segnalazioni arrivano da comuni come Mondragone e Castel Volturno.
“Tutti questi bambini, spesso figli di immigrati, sono lanciati a questi fenomeni per avere un sostentamento economico familiare.”
Il lavoro delle forze dell’ordine che si sono attivate per reprimere questo crimine è ammirevole, sostiene, ma non sufficiente alla gravità del caso. Piaghe come quella della prostituzione minorile infatti non si curano solo con la polizia, c’è bisogno di una risposta sociale concreta che costruisca alternative sicure per chi non sa come sopravvivere se non consegnandosi alla malavita.

Per capire come intervenire per proteggere i minori da fenomeni come questo, la presidenza del Consiglio dei ministri ha istituito un osservatorio, gestito dal ministero della famiglia e dell’infanzia.
“Ci auguriamo che loro possano darci una mappatura territoriale sulla quale calcolare una strategia di intervento. Noi non abbiamo potere di iniziativa, ma di sollecito e speriamo di far sedere le istituzioni tutte intorno a un tavolo e pianificare una serie di azioni strategiche per intervenire.
È questo l’augurio che ci facciamo sapendo che questi sono problemi seri e sempre emergenti.”

di Marianna Donadio

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°209
SETTEMBRE 2020

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