Una nuova luce per il sito Unesco: grande progetto nel centro storico di Napoli

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Una nuova luce per il Centro Storico di Napoli che, come sappiamo, dal 1995 è stato dichiarato patrimonio dell’umanità dall’UNESCO per i suoi eccezionali monumenti. Tra questi importanti siti storici, due in particolare sono il focus di un grande progetto di riqualificazione: il Complesso di Santa Maria La Nova e il Museo del Teatro di Figura meridionale e campano.
Il tutto è a cura dei progettisti: arch. Stefano de Pertis, arch. Giuseppe Capuozzo, arch. Fabio Dumontet e ing. Aniello Camarca; e dei relativi collaboratori: arch. Valeria Mormone, arch. Mariarosaria Infantino, arch. Guilherme N. Adad, arch. Anna Giusi Raimo.
La progettazione individua gli interventi volti al restauro conservativo dei corridoi del Chiostro di San Francesco ed alla valorizzazione ambientale di questo spazio che appartiene alla collettività e che può essere destinato ad attività socio-culturali. Inoltre, il progetto valorizza quelli volti al completamento del Museo del Teatro di Figura mediante la rifunzionalizzazione di alcuni ambienti da destinare a spazio di accoglienza con biglietteria e bookshop, oltre la conseguente realizzazione del percorso di accesso al livello seminterrato in cui si sviluppa il museo. In ultimo è prevista la realizzazione degli impianti relativi alla biglietteria ed il completamento degli impianti esistenti nel museo.
Prima di entrare nello specifico della riqualificazione dei due beni, bisogna fare un breve cenno storico per capire l’importanza che hanno avuto nel corso del tempo. Il Complesso di S. Maria La Nova fu edificato a partire dalla fine del XIII secolo quando, con la venuta degli Angioini a Napoli, Carlo I d’Angiò volle la costruzione del Maschio Angioino sul luogo dove sorgeva la primitiva Chiesa francescana Santa Maria ad Palatium, che ospitava fin dal 1210 l’Ordine dei Frati Minori.
Durante 8 secoli di storia trascorsi dalla fondazione ad oggi il complesso di origine medievale ha subito notevoli trasformazioni, forme e consistenza attuali risalgono alle trasformazioni cinquecentesche. Per quanto riguarda, invece, il Museo dedicato al Teatro di Figura dell’Italia meridionale nasce da un progetto presentato nel 2003 volto alla salvaguardia di un eccezionale patrimonio di manufatti del teatro di figura in imminente pericolo di dispersione.

Il museo recupera, ricostruisce e celebra la plurisecolare tradizione del teatro popolare risalente ai primi del ‘700. Nel Complesso di Santa Maria la Nova, saranno avviati lavori finalizzati al restauro conservativo del Chiostro di San Francesco e sono mirati alla valorizzazione del camminamento mediante interventi di restauro conservativo sulle pareti e i muretti di confine con il giardino.

Le fasi di restauro sono consistite in primo luogo in un’ ispezione e verifica del corsetto e dei relativi pozzetti che si sviluppano lungo il camminamento; infatti alcuni punti di elevata umidità sono proprio in corrispondenza di tali pozzetti e sono state verificate eventuali perdite; poi si è passati alla verifica delle condizioni degli intonaci individuando quelli in fase di distacco, operando, ove possibile, con delle opere di consolidamento tramite micro perforazioni e colature di malta di calce idraulica; dove le malte si presentavano invece assolutamente incoerenti o eccessivamente degradate si è proceduto alla relativa spicconatura; tutti gli stucchi sono stati oggetto di un intervento di rimozione di tutti gli strati di pittura sovrammessi e le parti di stucco mancanti, ricostruite mediante malta di calce idraulica.

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Per il Museo del Teatro, invece, i criteri progettuali alla base della riqualificazione ed allestimento degli spazi destinati dal bando alla Biglietteria e al collegamento con le sale sottostanti, da definire più in generale come spazio di accoglienza del Museo, hanno mirato a realizzare un intervento che sapesse restituire (e promuovere) una nuova immagine del Museo da far associare immediatamente – date le caratteristiche dell’interessante collezione da esporre – all’importanza e qualità del lavoro artigianale.

Gli elementi fondamentali del progetto sono stati quelli di realizzare una sala di accesso/accoglienza al museo, dove potesse trovare spazio un’area destinata a biglietteria/bookshop, e il suo collegamento nella sala adiacente, mediante l’apertura di un vano di passaggio, dove già era stata realizzata una scala di collegamento con le sale del museo al livello inferiore. Questo passaggio, dovendo superare il vuoto della scala avviene mediante la realizzazione di una passerella in ferro e legno di fattura molto semplice e lineare, avvolta da una scocca in lamiera che al suo interno permette il passaggio degli impianti di collegamento tra le due sale; il pavimento in legno massiccio di castagno stacca dal punto di vista materico le due zone tra loro collegate pavimentate con cocciopesto.

Lo spazio della biglietteria è caratterizzato da un arredo modulare circolare in acciaio e legno trattato con vernice ignifuga che si sviluppa attorno al pilastro centrale. I vari settori circolari accolgono le diverse funzioni quali desk info-point/biglietti, espositori per libri e gadgets, una panca. Nei due angoli della sala opposti tra loro e non occupati dagli ingressi/uscite trovano posto un piccolo bagno per il personale di sala ed un ripostiglio.
Nella struttura metallica è stato integrato il sistema di illuminazione. La geometria del sistema di arredo ha consentito di creare una circolarità di percorso tra entrata e uscita dal museo. Al fine di dare completezza al Museo, sono stati previsti una serie di allestimenti, nonché la catalogazione e risistemazione di tutto il materiale presente. Si è reso necessario verificare anche che tutti i materiali costituenti l’allestimento, rispettassero la classe di reazione al fuoco prevista, confermando la validità dei certificati già emessi in fase di primo allestimento. Altri luoghi sono stati interessati da questo tipo di interventi, come: la sala “Teatro”, la sala “Pupi Armati”, la sala “Scenografie Cartelloni e Manifesti”, la sala “Circo” e la sala “Pupi di Camorra”.

di Raffaele Gala

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°229 – MAGGIO 2022

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