Nella mattinata di ieri, i ragazzi delle classi dell’Indirizzo Turistico dell’ ISISS STEFANELLI, nell’ambito di un progetto di alternanza scuola lavoro hanno “letteralmente” fatto rivivere il Belvedere di San Leucio, il complesso monumentale che, insieme al Palazzo Reale di Caserta e all’Acquedotto del Vanvitelli, sono considerati dall’Unesco Patrimonio dell’Umanità.

Originariamente, questo pezzo di territorio che, fiancheggiava il Parco della Reggia, era il feudo dei Conti Acquaviva di Caserta, poi, nel 1750, passato nelle mani dei Borboni che, in un primo momento, pensarono di farne un “romitorio”, ossia un posto solitario dove poter trascorrere del tempo in tranquillità, lontano dagli intrighi della Corte casertana.

Nel tempo però, i Borboni si affezionarono sempre più a questa seconda residenza al punto che acquisirono altri pezzi di territorio di quello che oggi è il Complesso Monumentale del Belvedere di San Leucio. Carlo di Borbone, re delle Due Sicilie, vi creò una comunità autonoma, nota come Real Colonia di San Leucio, basata su uno statuto apposito del 1789 che si ispirava ad un modello di giustizia e di equità sociale, nuovo per quei tempi, che stabiliva leggi e regole valide solo per questa comunità e pensò di formare i giovani del luogo mandandoli in Francia ad apprendere l’arte della tessitura, per poi farli lavorare negli stabilimenti reali. Ai giovani del posto si aggiunsero artigiani provenienti da altre zone d’Italia e dalla Francia, allettati dai molti benefici di cui usufruivano i lavoratori delle seterie. A questi veniva infatti data una casa all’interno della colonia, ed era inoltre prevista anche per i familiari la formazione gratuita per la quale il re istituì la prima scuola dell’obbligo d’Italia, femminile e maschile, e che includeva discipline anche professionali. Inoltre le ore di lavoro erano 11, mentre nel resto d’Europa erano 14, non c’era nessuna differenza tra gli individui, qualunque fosse il lavoro svolto, l’uomo e la donna godevano di una totale parità in un sistema meritocratico che garantiva un bonus in danaro che gli operai ricevevano in base al livello di bravura raggiunto. Era abolita la proprietà privata, ma, nel contempo, era garantita l’assistenza agli anziani e agli infermi, esaltando, in tal modo, il valore della fratellanza. Si trattò di una forma di socialismo illuminato.

Il re Carlo nel 1759 dovette però partire per la Spagna dove ascese al trono con il nome di Carlo III e le sorti del suo Regno, fra cui anche il Real sito del Belvedere passarono nelle mani del suo erede al trono Ferdinando IV di Borbone che, avendo molto a cuore la Colonia, progettò di allargarla per costruirvi una nuova città da chiamare “Ferdinandopoli”, un vero modello di architettura industriale, concepita su una pianta circolare con un sistema stradale radiale ed una piazza al centro per farne anche una sede reale, all’interno della quale, anche qui, vigeva un codice di leggi sociali particolarmente avanzate.

Un vero e proprio viaggio nella storia, quindi, quello che hanno fatto stamattina i ragazzi delle classi IV A, IV B, V A e V B dell’indirizzo Turistico dell’Isis ‘Nicola Stefanelli’ di Mondragone, coordinati dalle loro insegnanti: Antonietta Turco, Giovanna Nardella, Carmela Papaccio e Pina Cristiani, che, per diversi mesi e, con vero entusiasmo, hanno dedicato il loro tempo alla realizzazione del progetto, supervisionati dalla Dirigente Scolastica Giuseppina Casapulla.

Il progetto, fatto nell’ ambito dell’ alternanza scuola lavoro, ha avuto come finalità la rivalutazione del Real Sito di San Leucio, proprio nell’ottica dell’indirizzo scolastico da essi scelto che mira a formarli come operatori del turismo, un settore di mercato che, data l’enormità del nostro patrimonio artistico, culturale e storico non dovrebbe conoscere crisi ma che, purtroppo, ahinoi, non siamo stati ancora in grado di monetizzare.

Gli alunni hanno rivestito diversi ruoli, alcuni hanno dato informazioni sul sito, facendo da guide turistiche, mentre altri si sono impegnati a far rivivere la “Ferdinandopoli”, indossando i costumi dell’ epoca, prestati gentilmente dall’ Istituto d’ Arte di San Leucio. Inoltre hanno girato un video, che fungerà anche come spot pubblicitario. In occasione dell’evento finale di oggi, i ragazzi hanno anche disegnato, rigorosamente a mano, gli inviti, le brochure pubblicitarie, ed hanno creato, personalmente, delle “carose”, cioè gadget, che hanno venduto all’ evento ed al quale hanno partecipato, oltre ai turisti intervenuti, anche i genitori che hanno potuto usufruire di un pullman messo a disposizione dall’ Istituto Stefanelli. Lo stesso sindaco di Caserta, Carlo Marino, presente all’Evento, si è personalmente complimentato con gli studenti ed il corpo docenti per la riuscita dello stesso.

di Girolama Mina Iazzetta