Una finestra sull’arte: William Turner

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Care lettrici e cari lettori,

sperando di fare cosa gradita, oggi ho deciso di condividere con tutti voi la presentazione del più grande paesaggista romantico, il pittore inglese Joseph Mallord William Turner (Londra 1775-1851).

Turner attraverso le vibrazioni della luce provava ad esprimere la sua spiritualità e a suscitare forti emozioni nel fruitore, prediligendo le rappresentazioni di eventi atmosferici naturali come tempeste e bufere di neve, incendi, naufragi. Nei suoi temi paesaggistici i panorami si allargano e si vaporizzano, le forme si dissolvono in immagini di pura luce e di colore che creano atmosfere evanescenti, solari ed evocative.

Autoritratto di Turner 

Questo genio della pittura si congeda dalla forma e riesce a catturare l’attimo. La sua arte è un’estasi pura.

Di famiglia modesta, Turner riceve una sommaria istruzione e mostra ben  presto una spiccata tendenza verso la pittura. Sviluppa un carattere ombroso ed eccentrico, incline alla depressione.  A nove anni colora già delle incisioni e vende i primi disegni ai clienti del padre.

Nel 1789 entra nella Royal Accademy School dove riceve una formazione tradizionale consistente nella copia di calchi antichi e vi rimane fini al 1793. Alla Accademy School Turner espone per la prima volta i suoi acquerelli e più tardi, nel 1796, i suoi lavori a olio.

Turner comincia a godere di una certa popolarità: viene eletto membro della Royal Accademy, dove in seguito insegnerà per trent’anni.

L’artista inglese inizia una serie di esperimenti pittorici seguendo lo stile dei suoi pittori preferiti: il gallese Richard Wilson e il francese Claude Lorrain.

Nel 1814 Turner per garantirsi una certa tranquillità economica tale da permettergli di continuare la sua ricerca pittorica, si occupa della stampa di una serie di incisioni tratte dai suoi acquerelli e nelle sue incisioni sviluppa la tecnica a bulino influenzando tutti i maggiori artisti del secolo.

Turner viaggia a lungo in Europa e il fiume Reno, nel tratto che va da Colonia a Mains, lo colpisce profondamente e gli sara’ d’ispirazione per 51 acquerelli.

 Nel 1815 Turner dipinge quello che riteneva il suo capolavoro: “Didone fonda Cartagine, olio su tela, cm155,6x232cm, Londra, National Gallery.

Secondo il racconto dell’Eneide di Virgilio, Didone era fuggita da Tiro, città fenicia nel Libano, con le ceneri del marito Sicheo, assassinato dal fratello di lei, e aveva trovato rifugio sulle coste dell’Africa settentrionale, dove aveva deciso di fondare una nuova città, la futura Cartagine. Davanti a Didone, vestito con un mantello scuro e l’elmo da guerriero, sta Enea, di cui la regina si innamorerà e che sara’ la causa del suo suicidio.

Nel 1819 Turner, all’età di 44 anni e nel pieno della sua maturità artistica, si reca per la prima volta in Italia vistando Venezia, Firenze, Roma e Napoli. Questo viaggio è una tappa fondamentale per lo sviluppo artistico di Turner: il suo colore, la sua visione cromatica diventano più pure, scompaiono i grigi e i marroni, nascono i toni arancioni, viola, gialli, blu. Alle tele ad olio viene rimproverata la mancanza di finitezza.

 

Risale al 1820 il dipinto “Roma dal Vaticano, olio su tela, (cm176,5x332cm), Londra, Tate Gallery. Nel 1828 dipinge “Jessica”, olio su tela, cm119x89cm, Petworth House, Sassex.

Nel 1834, Turner, rimasto molto colpito dall’incendio del Parlamento, inizia lo studio dei rapporti tra fonti diverse di luce e dipinge il quadro

L’incendio del Parlamento in cui si contrappongono la luce del tramonto e il fuoco. Olio su tela, cm92,7×123,2cm, Cleveland Museum of Art.

Trattenimento musicale”, 1835, olio su tela, cm121x90,5cm, Londra, Tate Gallery.

Nel 1836 in uno dei suoi frequenti soggiorni in Europa, Turner, che interromperà i suoi viaggi solo nel 1845 per seri motivi di salute, visita ancora una volta la Francia, la Svizzera e la Valle d’Aosta che gli sara’ di ispirazione per una raccolta di acquerelli di soggetto alpino.

Nel 1842 Turner dipinge Tempesta di neve, olio su tela, cm91,5x122cm, Londra Tate Gallery.

Il dipinto si ispira a una tempesta sul mare. In questa e nelle altre marine che appartengono a questo periodo l’artista esprime la sua nuova interpretazione della realtà in una visione di atmosfera e di colore.

Turner pone la natura a soggetto vivente dei suoi quadri e arriva a descrivere la lotta tra la natura e l’uomo, una natura potente. Turner esegue questo dipinto come si trattasse di rappresentare sulla tela la lotta degli elementi. In questo dipinto Turner non mira a rappresentare in modo narrativo impressioni, come il turbinio della neve e il vento battente, bensì di tradurle in un linguaggio pittorico. Poiché il suo obiettivo non era tanto la riproduzione oggettiva, quanto piuttosto la visualizzazione di una sensazione, di un sentimento, la riconoscibilità dell’oggetto era un aspetto trascurabile. In questo si pone come importante precursore della pittura astratta moderna e influenzò anche gli impressionisti.

Nel 1843 Turner esegue il dipinto “San Benedetto verso Fusiolio su tela, cm62x92,6cm, Londra, Tate Gallery.

Nel 1844 Turner dipinge ”Pioggia, vapore, velocità. La grande Ferrovia Occidentale, olio su tela , cm91x122cm, Londra, National Gallery.

In questo quadro appare la più antica raffigurazione di un treno.

Turner aveva quasi settant’anni quando dipinse questa tela che fu ehttps://images.app.goo.gl/FvG3NwQiANtnQ7PH9sposta alla Royal Accademy. Poco tempo prima aveva compiuto un breve viaggio in treno e, affacciandosi al finestrino mentre il convoglio avanzava sotto un temporale, era rimasto affascinato dalla miriade di effetti visivi creata dalla turbinosa mescolanza delle nubi, del fumo della vaporiera, delle piogge e dei raggi di sole.

La velocità della locomotiva sembra unirsi al movimento del colore, ma ancora una volta è la luce, sotto la pioggia scintillante, la vera protagonista. Ciò che più si avverte in quest’opera non è tanto un inno al progresso , un dichiarato entusiasmo delle nuove conquiste meccaniche: Turner resta sempre un pittore romantico. ***La corrente artistica del Romanticismo, sorta all’inizio del XIX secolo, eleva il sentimento a massimo parametro dell’arte.   I suoi tratti caratteristici sono soprattutto paesaggi carichi di atmosfera, rimandi lontani a leggende ed eventi della storia medievale.

Risale al 1845 il dipinto “ L’alba a Norham Castle”, olio su tela,cm91x122cm, Londra, Tate Gallery.

Nel 1851 la salute di Turner va aggravandosi; egli passa intere giornate al buio per sperimentare su sé stesso, aprendo le finestre all’improvviso, la potenza della luce.

Turner fu un uomo straordinario, dotato di grandissima energia, che ebbe un’attività inesauribile e, geloso della sua tecnica pittorica ed incisoria, non volle mai degli allievi accanto a sé. I suoi quadri, donati allo stato, furono esposti solo nel 1908, anno in cui fu terminata l’ala della Tate Gallery destinata alle sue opere. I suoi disegni sono conservati al British Museum.

di Mattia Fiore

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