Una finestra sull’arte: “Toulouse-Lautrec: l’anima bohémien di Montmartre”

2

Care lettrici e cari lettori, con l’intento di fare cosa gradita, oggi ho deciso di parlarvi del grande Henri de Toulouse-Lautrec, (1864-1901), il pittore francese tra le figure più significative dell’arte del tardo Ottocento. Con Lautrec l’arte e la vita divennero la stessa cosa: l’artista viveva ciò che dipingeva. arte 1

Toulouse-Lautrec nacque ad Albi, nel sud ovest della Francia, il 24 novembre del 1864 da una famiglia nobile e con buone condizioni finanziarie.

Nel castello paterno, l’artista francese ricevette la sua prima educazione; oltre all’attività sportiva e all’equitazione, sviluppò la sua naturale inclinazione per il disegno. Studiò a Parigi dal 1871 al 1874.Nel 1878 ebbe un primo incidente che gli immobilizzò la gamba sinistra seguito poi da un altro nel 1879 che compromise lo sviluppo delle gambe e segnò in maniera determinante e definitiva l’aspetto fisico dell’artista. Toulouse-Lautrec era un tipo stravagante e non esitava a prendersi gioco di chiunque, nemmeno di lui stesso. Era capace di ridere del suo aspetto e persino di sfruttare la sua deformità, ma non consentì mai che tale deformità divenisse oggetto di scherno.

Pittore dotato fin dall’infanzia, Toulouse-Lautrec trovò, dopo due disastrose cadute che gli impedirono lo sviluppo degli arti inferiori, consolazione nella pittura e nel disegno. L’amicizia con il pittore René Princetau rappresentò il primo tirocinio artistico che lo lasciò solo parzialmente soddisfatto. Nel 1881 si trasferì a Parigi per dedicarsi interamente alla pittura e durante questo soggiorno l’artista frequentò il mondo delle corse, il teatro, il circo Fernando.

Frequentò gli ateliers di artisti accademici come Léon Bonnat e Fernand Cormon nel cui studio Lautrec incontrò Vincent van Gogh con cui strinse amicizia come testimoniato da un ritratto a pastello con cui il giovane Lautrec immortalò il celebre pittore olandese.

“Ritratto di Van Gogh”, 1887, pastello su carta, cm54x45cm, Amsterdam, Museo Van Gogh

Successivamente Toulouse Lautrec rivolse la sua attenzione agli impressionisti, a Ingres (di cui ammirava l’arabesco lineare) e alle stampe giapponesi, dalle quali trasse elementi utili alla sua pittura ritrovando la spazialità bidimensionale definita dalla linea continua e dalla stesura compatta del colore.

Donna seduta su un divano”, 1882, olio su tela, cm55x46cm, Albi, Musée Toulouse-Lautrec.

In molte delle sue opere l’artista rappresentò il vizio e la povertà, senza però giudicare, consapevole del fatto che anche nel vizio la dignità umana sopravvive. Toulouse-Lautrec individuò il modo di suggerire la profondità nei suoi dipinti ponendo il punto di vista ad un livello più alto della metà della tela. Dal 1887 Lautrec aprì uno studio anche se ormai la sua esistenza si svolgeva nei ritrovi notturni del Moulin Rouge e nelle case di piacere di rue d’Amboise, dove iniziò a dipingere una serie di quadri che finirono sulle pareti dei locali.

Al circo Fernando-Cavallerizza“, 1888, olio su tela, cm100,3×161,3cm, Chicago, Art Institute.

Nel 1888 iniziò ad elaborare uno stile personale, basato su ampie zone di colore e su contorni espressivi. Il colore si fece più brillante e il segno assunse la connotazione caratteristica di un gesto nervoso e vibrante.

Al Moulin de la Galette”, 1889, olio su tela, cm88,9×101,3cm, Chicago, Art Institute.

Frequentatore disincantato dell’ambiente di Montmartre, ritrasse la realtà di cafè’-concert, case di tolleranza, sale da ballo e teatri.

Al Moulin Rouge: due donne che ballano”, 1892, olio su cartone, cm93x80cm, Praga, Nàrodni Galerie

A varie riprese Toulouse-Lautrec fissò la sua dimora studio all’interno delle case chiuse parigine. L’esperienza diretta di questo mondo costituì una fonte di ispirazione da cui scaturiscono dipinti, incisioni e illustrazioni. Non si atteggiò mai a moralista.

La toilette”, 1889, olio su cartone , m67x34cm, Parigi, Musée D’Orsay

La modella raffigurata in quest’opera è rappresentata semivestita. La donna ha appena finito di lavarsi in una vasca che si intravede accanto alla sua testa. La scena è vista da una ardita prospettiva dall’alto e ci mostra una giovane donna di spalle. L’artista utilizza il taglio di tipo fotografico con una angolazione dall’alto verso il basso, un’inquadratura che si ispira allo stile del pittore e scultore francese Edgar Degas. Toulose-Lautrec diventa con quest’opera, un interprete acuto e un brillante cronista, specializzato nella rappresentazione della vita che si anima nelle case di tolleranza parigine.

Donna rossa con camicia bianca di Toulouse Lautrec”, 1889, olio su tela, cm59,5×48,2cm, Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza

La modella ritratta è Carmen Gaudin, una ragazza operaia che Toulouse-Lautrec conobbe Montmartre e di cui lo colpì la capigliatura fulva. La donna appare seduta, inquadrata a mezzo busto e in diagonale, con la testa abbassata e gli occhi nascosti allo sguardo dello spettatore; l’asprezza delle sue condizioni di vita si intuisce dalla povertà dell’ambiente circostante, lasciato in ombra in secondo piano soltanto abbozzato.

Il titolo, scelto dall’artista, ricorda la sua predilezione per le modelle dalle chiome rosse e che egli non smise mai di raffigurare.È un dipinto realizzato dal vero, proprio in una di quelle case di tolleranze del quartiere di Montmartre della Parigi di fine Ottocento.

Montmartre era il luogo di raccolta per la bohème dell’epoca e le sue strade albergavano caffè-concerto e locali resi celebri da numerosi pittori dell’entourage impressionista: il Moulin de la Galette, Le Moulin Rouge, le Divan Japonais e il circo Fernando, si trovavano tutti nei pressi del Sacré-Coeur.

Ritratto del signor Fourcade”, 1889, olio su supporto cartaceo, cm77x63, Museu de Arte de San Paolo.

Per delineare i contorni dei suoi soggetti Toulouse -Lautrec si avvalse di tratti lunghi e rapidi mentre per modellare le superfici utilizzò una trama di tocchi più brevi nelle campiture cromatiche. All’artista non interessava la ricostruzione della percezione ottica.

Ballo al Moulin Rouge”, 1890, olio su tela, cm115,5x150cm, Collezione Mcllhenny, Filadelfia

L’artista non fece mai veramente parte del gruppo impressionista; tra i suoi soggetti preferiti vi furono i luoghi e gli aspetti più squallidi della vita notturna di Montmartre. Negli anni Novanta dedicò moltissimi quadri e disegni alle case chiuse e alla vita che vi si svolgeva, colta negli aspetti più particolari e segreti.

“A letto”, 1892, olio su cartone, cm54x70,5cm, Parigi, Musée D’Orsay.

“Le lit” (Il letto)rappresenta un momento di intimità tra due donne colte nel loro sguardo affettuoso: nulla di pornografico, né alcun giudizio moralistico.L’artista, così come nel dipinto “Toilette”, usa lo stesso tipo di tecnica sperimentata coi pastelli da Edgar Degas, ovvero campiture per segni staccati ma con un tratto più nervoso e impetuoso, tale da rendere le immagini più spontanee e immediate.

Gli anni dal 1888 al 1892 segnarono sul piano artistico una svolta decisiva: scoprì la tecnica della litografia. Nel 1893, in una mostra personale organizzata dal gallerista Loyant, l’artista presento’ al pubblico le sue litografie.

Divan Japonais”, 1893, litografia a matita, pennello e spruzzo, cm80x60cm, New York, Museum of Modern Art.

L’interesse di Toulouse-Lautrec per l’arte giapponese influenzò tutta la sua opera; le sue litografie pubblicitarie sfruttavano al massimo l’effetto dei contorni sinuosi e della stesura compatta del colore.

Loie Fuller alle Follie Bergère”, 1893, olio su cartone, cm63,2×45,3cm, Albi, Musée Toulouse-Lautrec.

Intorno al 1890, Lautrec ricevette l’incarico di dipingere il salotto della casa chiusa di rue des Moulins e vi si trasferì, vivendo in quegli ambienti considerati malfamati ma che egli trovava ricchi di vita e fonte inesauribile di ispirazione. Lautrec si indirizzò verso una pittura aderente alla realtà.

Nella sala di Rue de Moulins”, 1894, pastello su carta, cm111x132cm, Albi, Musée Toulouse-Lautrec.

Ebbe una relazione con la cantante Yvette Guilbert. Lautrec trovò rifugio nell’arte e tra le braccia di Jane Avril, giovane e graziosa ballerina del Moulin Rouge che l’artista ritrasse in alcuni suoi manifesti e litografie. Non si tratta certo dell’unica musa di Lautrec. Oltre alle irlandesi May Belfort e May Milton, ci fu la cantante Yvette Guilbert per la quale l’artista lascio’ Jane Avril.

Yvette Guilbert saluta il pubblico”, 1894, olio su carta, cm48x28cm, Albi, Musée Toulouse-Lautrec.

Nel periodo tra il 1894 e il 1895 Toulouse-Lautrec ispirerà gran parte della sua produzione litografica al teatro, interessandosi agli attori.

Proseguì la sua attività con una serie di manifesti eseguiti per alcune industrie, per giornali e cabarets.

Fu considerato uno dei grandi primi pubblicitari.

“Donna che si infila una calza”, 1894, Albi, Musée Toulouse-Lautrec.

Accanto alla donna che si infila una calza si distingue la presenza di una donna vestita, dalla fisionomia dura e dal sorriso sarcastico, nel quale molto probabilmente si può riconoscere la tenutaria della maison.

Toulouse Lautrec, affascinato come Degas dal movimento delle forme e dalla potenza espressiva del taglio fotografico, rappresentò l’ occhio ironico della Bella Époque parigina, estremamente critico verso la sfavillante artificiosità che metteva in scena.

“Donna che si tira su una calza”, 1894, Albi, Musée Toulouse-Lautrec.

Cha-u-Kao in camerino”, 1895, olio su carta,  cm64x49cm, Parigi, Museo d’Orsay

La passeggera del n.54”, 1896, Manifesto, cm59x39,7cm, Parigi, Biblioteca Nazionale.

Alcazar Lyrique- Aristide Bruant”, 1896, manifesto, cm127x92,5cm, Albi, Musée Toulouse-Lautrec.

Marcelle Lender danza il bolero in chilperic”, 1897, olio su tela, cm145x150cm, New York, collezione Hay Whitney.

Donna che si allaccia il busto”, 1897, olio e carboncino su carta, cm103x65cm, Tolosa, Musèedes Augustins.arte 6

Nel 1900 eseguì il dipinto “La modista”, considerato il migliore fra i ritratti da lui realizzati. Nel dipinto è effigiata “Croquesi-Margouin”, compagna dell’artista parigino Adolphe Albert.

“La modista”, 1900, olio su tavola, cm61x49,5cm, Albi, Musée Toulouse-Lautrec.

Nel febbraio del 1899 Toulouse-Lautrec fu colpito da una crisi di delirium-tremens durante la quale sparò colpi di pistola su ragni immaginari. L’artista venne quindi ricoverato nella clinica di Neuilly per una cura disintossicante da etilismo e droga. Anche se le crisi del suo male divennero più frequenti Toulouse-Lautrec riprese a dipingere soprattutto quadri ispirati al teatro e, ancora pochi giorni prima della sua fine triste, prematura, causata da sifilide e alcolismo, avvenuta a soli trentasette anni il 9 settembre del 1901, eseguì una serie di tele che costituirono il testamento ideale di una geniale interprete della Belle Époque.

Se gli impressionisti aprirono la strada alla pittura en plein air, a Henri Toulouse-Lautrec si deve riconoscere una rinnovata ottica sulle rarefatte atmosfere delle luci artificiali nei caffe ’-concerto, nei bistrot, nei teatri.

di Mattia Fiore

Print Friendly, PDF & Email