Care lettrici e cari lettori, 

sperando di farvi cosa gradita, sono lieto di condividere con voi l’arte di uno dei protagonisti del movimento surrealista, il genio catalano Salvador Dalì (1904-1989). 

Un’eccezionale abilità pittorica e un’immaginazione senza limiti hanno fatto di Dalì un interprete e un divulgatore ideale del Surrealismo. 

Che cos’è il Surrealismo?

È un movimento, nato alla fine degli anni Venti che si ispirò all’irrazionale e all’inconscio e ricevette notevole impulso dalla psicanalisi di Sigmund Freud. Il teorico del gruppo fu il poeta André Breton che descrisse il Surrealismo come ”automatismo psichico puro mediante il quale ci si propone di esprimere sia verbalmente, sia per iscritto o in altre maniere, il funzionamento reale del pensiero, con assenza di ogni controllo esercitato dalla ragione” .

Il Manifesto del Surrealismo di André Breton (1924) esaltava l’importanza del subconscio e mirava a fondere il sogno e la realtà. 

Io credo nella futura fusione tra sogno e realtà in una sorta di, se si vuole,  assoluta “sur-realtà”, dichiarò André Breton, coniando allo stesso tempo il nome di tale orientamento. Poiché l’inconscio riaffiora soprattutto nei sogni e negli stati di trance, il mondo dei sogni acquista grande importanza per i surrealisti. 

Il più importante pittore visionario, precursore del movimento fu, per i Surrealisti, il pittore olandese Hieronymus Bosch (1453-1516).

Il surrealismo non rimase confinato nelle arti figurative, bensì si espresse anche in letteratura. Tra gli artisti che aderirono a questo movimento si distinsero gli spagnoli Salvador Dalì e Joan Mirò, il tedesco Max Ernst, il belga René Magritte e la messicana Frida Kahlo, per citarne solo alcuni tra i più importanti. Ciò che li accomunava, era l’idea di “anteporre la realtà psichica al mondo reale esteriore”. 

Chi era Salvador Dalì?

informareonline-salvador-dalìSalvador Dalì è stato uno degli artisti più noti del nostro tempo e fin dal suo esordio nel movimento surrealista, avvenuto nel 1929, ha esercitato una grande influenza su tutta l’arte del XX secolo. 

Le sue prime opere furono influenzate dal futurismo, dalla metafisica, e dal cubismo. I suoi dipinti furono caratterizzati da forme molli e sospese, con simboli sessuali e deformazioni, che fondono genio e sregolatezza, erotismo e psicanalisi, macabre provocazioni e misticismo, effetti ottici e simbolismo.

Dalì stesso definì i propri quadri “fotografie di sogni fatti a mano”

Il genio catalano nacque nel 1904 a Figueres, nella provincia di Girona (in Catalogna). 

Nel 1921 entrò all’Accademia di Belle Arti di Madrid.

Nel 1925 realizzò due ritratti: quello del padre e “Ragazza alla finestra” ( la sorella diciassettenne Aña Maria), fortemente realistici e di grande incisività psicologica, specie nell’autoritaria figura paterna. 

“Ragazza alla finestra”, olio su cartone, cm105x74,5cm, Museo Nacional Centro de Arte Reina Sofía di Madrid. 

Nel 1926 dipinge “Figura sugli scogli”, una visione incantata, tra realtà e sogno, del paesaggio marino presso Cadaquès, nella terra natale dell’artista.

Furono del 1927 i primi dipinti a contenere germi del più tipico Dalì

Il sangue è più dolce del miele

 “Pelle d’oca”.

Nel 1928 Dalì si recò a Parigi e incontrò i pittori Picasso, Mirò, ma soprattutto André Breton e il poeta surrealista Paul Eluard, grazie ai quali si appropriò della pittura surrealista. 

Il questo stesso anno aderì al gruppo dei Surrealisti parigini. Entrò nel cenacolo surrealista e si unì alla moglie del poeta Paul Eluard, Gala, che divenne la compagna inseparabile della sua vita. 

Al surrealismo Dalì diede l’apporto del metodo “paranoico-critico” basato, per sua stessa definizione”…sull’oggettivazione critica e sistematica delle associazioni e interpretazioni dei fenomeni deliranti”. Si trattava in breve, di un’interpretazione delle forme basata sulla capacità di rielaborarle con l’immaginazione, non molto distante dalla lezione di Leonardo da Vinci, che invitava a osservare le macchie sui muri per vedervi ”affiorare” delle figure. In tal modo l’occhio poteva penetrare nuovi mondi, che la pittura provvedeva poi a rendere concreti.  

Nei quadri di Salvador Dalì sono frequentissime le immagini di tipo sessuale, dalla masturbazione all’orgasmo, o figure allusive come la mantide religiosa, una specie d’insetto la cui femmina divora il maschio nel corso dell’accoppiamento. Le immagini oniriche, le pulsioni erotiche e macabre più trasgressive si addensano nell’universo di questo magniloquente irrazionalista.

Del 1929 è il dipintoIl gioco lugubre” mentre nell’anno seguente realizza il “Ritratto di Paul Eluard”,  “L’enigma del desiderio” e il celeberrimo “Grande masturbatore”. 

Il gioco lugubre

Questo quadro segna il debutto di Dalì surrealista

In quest’opera l’artista vi fece confluire molte delle proprie ossessioni, come il terrore infantile per le cavallette e le proprie inibizioni sessuali.

Nella parte in basso a destra del dipinto è raffigurato un uomo con le mutande sporche di escrementi e uno straccio sporco di sangue in mano, che simboleggia l’evirazione. Quest’opera provocò disapprovazione e sconcerto da parte degli stessi componenti del movimento surrealista.

Ritratto di Paul Eluard, 1929, olio su tela 

L’enigma del desiderio”, 1929, olio su tela Pinacoteca di Arte Moderna di Monaco,

ll grande masturbatore, 1929, cm110x150cm, Museo nacional centro de arte Reina Sofía di Madrid.

Intimo amico del grande poeta Garcia Lorca, gli mise in scena la “Mariana Pinede”. Nel quadro dell’avanguardia e del surrealismo francese, Dalì diede al cinema, “Un chien andalou “(1929), in collaborazione col suo grande amico regista Luis Bunuel. Concepì e sceneggiò per lui i capolavori del cinema surrealista, e “L’àge d’or “(1930). 

Del 1931 è La persistenza della memoria”, olio su tela, cm 24×33 cm, New York , The Museum of Modern Art. È il quadro degli orologi molli, l’opera più emblematica e celebrata del geniale linguaggio di Dalì.

Nel 1934, in una galleria newyorkese, fu esposta l’opera più conosciuta di Dalì,“Persistenza  della memoria”(Gli orologi molli), successivamente approdata al Museum of Modern  Art di New York. 

Dalì ambientò la scena in un paesaggio al tramonto vicino a Port Lligate e pose al centro un proprio autoritratto fortemente deformato.

Gli orologi molli divennero uno dei suoi emblemi, che egli impiegò anche in altri dipinti, opere grafiche e scenografie teatrali. 

Gli orologi che si sciolgono fisicamente nello spazio ricordano lo “scorrere” del tempo.

Dalì affermò che i famosi orologi molli erano nati osservando del formaggio stagionato Camembert colante ed erano quello che l’artista definiva stile “paranoico-critico”. 

Nel 1935 scrisse: “I famosi orologi molli non sono altro che il molle, pazzo, solitario , “paranoico-critico” Camembert del tempo e dello spazio”. Ma il quadro sembra avere anche altri significati: alcuni, per esempio vedono negli orologi flosci la paura dell’impotenza. 

Del 1931-32 è la Nascita dei desideri liquidi”, Peggy Guggenheim di Venezia. Dalì utilizzò deliberatamente immagini sessuali per scandalizzare il pubblico benpensante.

Nel 1934 ruppe con i surrealisti e realizzò il primo viaggio negli Stati Uniti.

Nel 1935 l’artista catalano pubblicò La conquista dell’irrazionale in cui enunciò il suo metodo “paranoico-critico”. 

Dello stesso anno è Il volto di Mae West” per il museo Dalì di Figueras. 

Al posto dei capelli biondi dell’attrice vi è un sipario che incornicia l’ambiente quasi fosse un palcoscenico; il naso è allo stesso tempo un caminetto mentre due dipinti rappresentano gli occhi. Ma l’elemento più famoso è il divano, che ha la forma delle sensuali labbra di Mae West. 

Nel 1936 dipinse Costruzione molle con fagioli bolliti: premonizione della guerra Civile”, olio su tela, cm100x99,9 cm, Philadelphia Museum of Art. 

Durante la sua vita Dalì si occupò poco degli avvenimenti storici contemporanei e la sua mancanza di impegno politico fu uno dei molti motivi di attrito con André Breton e gli altri surrealisti. 

Questo capolavoro venne eseguito sei mesi prima della guerra civile in Spagna, che lo obbligherà a traferirsi per la seconda volta negli Stati Uniti. 

In questo quadro Dalì esprime il senso tragico della violenza e della morte. Come scrive egli stesso, “nel quadro raffigurai un enorme corpo umano che irrompeva all’esterno con delle mostruose escrescenze di braccia  e gambe che si laceravano in un delirio di autostrangolamento.” La maschera straziante e disperata del personaggio ci trasmette una sensazione di angoscia.

Nel 1937 Dalì dipinse una delle opere più rappresentative del Surrealismo, la Metamorfosi di Narciso”, olio tela, cm50,8×78,3cm, Tate Gallery di Londra. 

Narciso era un bellissimo giovane che si innamorò della propria immagine riflessa nell’acqua , tanto da morirne. Venne trasformato dagli dei in un fiore, che assunse il suo nome. Nel mito greco si legano i temi di amore, morte e trasformazione. In questo quadro Dalì esplorò l’uso di immagini multiple e simultanee lasciando percepire immagini nascoste dietro l’apparenza. 

Nel dipinto è raffigurata una mano fossile che sorregge un uovo da cui sboccia un narciso, e ha il suo doppio nella figura del giovane accovacciato nell’acqua, creando così una duplice allusione al mito greco relativo alla metamorfosi del bel Narciso.

Nel 1938 Dalì conobbe a Londra Freud, il fondatore della psicanalisi, e nello stesso anno, presentendo tutto l’orrore del conflitto della guerra civile spagnola, dipinse una desolata Espagne”, olio su tela, cm91,8×60,2cm, Rotterdam, Museum Boijmans Van Beuningen. 

In questo dipinto Dalì rappresenta con una figura femminile la guerra civile che insanguinava allora il suo Paese, la Spagna

Dalì utilizza la tecnica che impiega immagini leggibile in modo diverso,  tecnica che ricorre di frequente nella sua pittura.

Infatti, la testa della donna, reclinata sulla spalla destra, con grandi occhi e labbra rosse, è formata da figure di combattenti a cavallo e a piedi.

Nel 1940 si trasferì in America, sotto l’incalzare degli avvenimenti della guerra mondiale. Negli Stati Uniti Dalì ottenne uno strepitoso successo, anche commerciale (aspetto quest’ultimo che non gli risultò affatto indifferente, tanto che il poeta e teorico del surrealismo, A. Breton, ricavò per anagramma dal suo nome il soprannome di Avida Dollars ).

Nel 1941 pubblicò a New York, in inglese, “Secret life of Salvador Dalì by Salvador Dalì”. Scrisse, disegnandone scene e costumi, il libretto del valletto Labyrinth di Massine (1941). 

Dalì illustrò inoltre i Canti di Maldoror di Lautréamont”, il “Don Chisciotte”, la “Divina Commedia” e la “Bibbia

L’investitura della fama, del successo internazionale, frutto del suo soggiorno a New York, lo tentò verso la nuova impresa di conciliare il surrealismo con la tradizione. Dalì si distaccò quindi dal Surrealismo per rivolgersi al classicismo e questo suo reintegro nella classicità si manifestò nell’opera dal  titolo “Galarina” (1944-45) che raffigura il ritratto della moglie Gala che, è qui ribattezzata con un nome che contiene, oltre il suo, quello della Fornarina di Raffaello.

Galarina

Raffaello fu il maestro più amato e studiato del Rinascimento italiano dal pittore catalano.

La Seconda guerra mondiale non poteva non spalancare le voragini del macabro nella fantasia di Dalì, che raffigurò nel Volto della guerra (del 1940), un sistema di crani umani riproducentesi all’infinito. 

Fu dipinto durante un breve periodo in cui l’artista visse in California ed è conservato nel Museo Boijmans Van Beuningen.

Nel 1945 Dalì dipinse Apoteosi di Omero”, olio su tela, cm65,5x117cm, Monaco, Staatsgaleire Moderner Kunst. 

Dalì spiegò che il quadro intendeva essere unanarrazione dettagliata del mondo dei ciechi “ e che lo aveva dedicato a Omero, il più grande poeta dell’antichità, in quanto cieco. La sua importanza è dovuta al fatto che esso segnò la fine della fase surrealista del pittore. 

È del 1946 “La tentazione di Sant’Antonio, olio su tela, conservata Musée Royaux des Beaux-Arts de Belgique. È un’opera concepita con una carica immaginativa straordinaria ed eseguita con tale realismo e perizia tecnica da poter essere annoverata tra i capolavori del XX secolo, insieme a opere come “La persistenza della memoria” e “La metamorfosi di Narciso”. 

Nel dipinto è raffigurato Sant’Antonio che regge la Croce per respingere le forze del Male, che gli si presentano sotto forma di un cavallo e di alcuni elefanti, che a loro volta trasportano altri oggetti simbolici, tra cui una donna nuda che simboleggerebbe l’ incarnazione della lussuria.

Nel 1948 il genio catalano tornò in Spagna e si stabilì a Port Lligat.

Il dopoguerra, col ritorno in patria, avviò Dalì sui sentieri di una fase di lavoro a sua volta nuova e distinta dalle altre:  il periodo mistico della “ Madonna di Port LLigat” (1949) e del “Cristo di San Giovanni della Croce”( 1951), molto noto, in cui il pittore catalano disse di aver trascritto un sogno cosmico che gli rappresentava Cristo e il nucleo atomico. 

Accanto agli aspetti più spettacolari ed esibizionistici della sua immagine pubblica, esiste anche un Dalì ”mistico” che, a partire dalla fine della Seconda guerra mondiale, si è dedicato a una seria e meditata pittura religiosa. Il risultato più importante di questa ricerca è senza dubbio il “Cristo di San Giovanni della Croce”, che viene da molti considerato il dipinto sacro per eccellenza del XX secolo. 

L’opera nasce da un sogno che l’artista fece e da un disegno che aveva avuto modo di ammirare ad Avila, nel convento dell’Incarnazione, attribuito al santo e mistico spagnolo, Juan de la Cruz, vissuto nel XVI secolo.

Cristo di San Giovanni della Croce”,1951, olio su tela, cm205x116cm, Kelvingrove Art Gallery and Museum di Glasgow, in Scozia. 

La nota figura della moglie Gala apparirà nella ”Leda atomica”(1949), nella “Madonna di Port Lligat” (1949) e nell’ Assunta corpuscolaria lapislazulina” (1952), pittura densa di allegorie.

Leda atomica,1949, olio su tela, cm61x45cm, Dalí Theatre and Museum, Figueres.

In questo dipinto è effigiata Gala, la moglie di Dalì, che riveste il ruolo di Leda, la regina mitologica di Sparta sedotta nel mito dal dio Zeus, tramutatosi in cigno.

Nel 1949 Dalì eseguì la “Madonna di Port Lligat, olio su tela, cm48,9x37cm, Marquette University, Milwaukee, Wisconsin, U.S.A

Di questo soggetto esiste un’altra opera omonima del 1950

L’esplosione atomica di Hiroshima, avvenuta il 6 agosto del 1945, impressionò profondamente Dalì e ciò influì molto nell’ideazione del dipinto. 

Il dipinto si ispira a un capolavoro del Rinascimento italiano, la pala di Brera o Pala di Montefeltro, opera dell’artista toscano Piero della Francesca, databile intorno al 1472 e conservata nella Pinacoteca di Brera a Milano. Nel quadro sono raffigurati le colonne, la Madonna col Bambino e l’uovo sorretto dalla conchiglia, (che qui appare rovesciata rispetto a quella dipinta nella Pala di Brera). Le sembianze della Madonna sono quelle della moglie Gala, che appare sospesa sulla baia di Port Lligat. 

Assunta corpuscolaria lapislazulina, 1952, olio su tela, collezione privata. 

Dalì realizzò questa grande tela nell’estate del 1952, per celebrare Gala, moglie, modella e musa ispiratrice di tutta la sua vita

In quest’opera l’artista trasfigura la donna amata nei panni di Maria, che viene assunta in cielo; ai suoi piedi un atomo in disfacimento simboleggia la trasformazione della materia in spirito, mentre accanto a lei volteggiano delle strane figure, simili ad angeli o a spettri , che Dalì descrive come le forze oscure dell’antimateria. “La mia Assunta”, ha scritto l’artista, “ è il contrario della bomba atomica. Invece di distruggere  la materia la integra e la ricostruisce nel corpo glorioso della Vergine in cielo”. Al centro del suo corpo, in una prospettiva fortemente allungata, si vede un altare, dominato dal Crocefisso ripreso dall’alto, che richiama il “Cristo di San Giovanni della Croce” dipinto nel 1951 e ora conservato alla Glasgow Art Gallery.

L’ultima Cena,1955,  olio su tela, cm167×268cm, National Gallery of Art di Washington. 

Questo dipinto viene eseguito in tre mesi nel 1955. 

Il pittore si riavvicinò al cattolicesimo, non senza travagli interiori e manifestò la sua fede ritrovata in numerose opere a soggetto sacro, come questa e come la “Madonna di Port Lligat”. 

In questo quadro compare un enorme poliedro dalle facce pentagonali, che fonde il paesaggio, chiaro e luminoso, con l’interno buio del cenacolo

Gli apostoli sono inginocchiati e i loro volti sono nascosti; solo Cristo guarda davanti a sé, mentre benedice il pane spezzato e il vino.

Sopra di lui è presente un’imponente figura umana a braccia aperte che simboleggia Dio.

È del 1924 l’operaNatura morta in movimento”, olio su tela, cm126x160cm, St. Petersburg, Florida, Dalì Museum. 

In questo quadro  gli oggetti sono dipinti in movimento e Dalì ribalta ironicamente il concetto di natura morta come rappresentazione di oggetti inanimati.

Sintesi di tutte le tecniche sperimentate, dal “pointillisme” alla “pop art” , agli effetti psichedelici “Pesca del tonno” testimonia l’indefessa attività di Dalì ancora alle soglie degli anni ’70.

Pesca del tonno, 1966-67,olio su tela, Francia, Bandol, Paul Ricard Foundation

Nel 1972 espose a New York i primi ologrammi (L’olografia è una tecnica che permette di realizzare immagini tridimensionali tramite l’uso di raggi di luce e appositi supporti).

Dalì lavorò con il fotografo Philippe Halsman a una serie di suoi ritratti fotografici. Questo è intitolato ”Atomicus” perché, come in un atomo, ogni elemento è sospeso nello spazio.

Nel 1973 inaugurò il Teatro-Museo Dalì presso la cittadina di Figueres che gli rese omaggio.

Nel 1978 l’artista catalano divenne membro dell’Accademia di Belle Arti.

Abilissimo e provocatorio, press-agent di sé stesso continuò a lavorare a produrre a dispetto dell’età con la gloriosa esuberanza

Il 10 giugno del 1982 morì Gala, la sposa musa da lui eternamente deificata, 

Nel 1983 l’artista catalano depose definitivamente il pennello e donò seicento ventuno opere alla Fondazione Gala-Salvador Dalì.

Nel 1984 Dalì rimase gravemente ustionato nell’incendio della sua casa.

Dalì morì il 23 gennaio 1989, all’età di 84 anni. 

N.B. Le foto sono state attinte da internet a scopo puramente didattico-illustrativo.

di Mattia Fiore

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