Una finestra sull’arte: mostre a Napoli

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Per la prima volta in Italia al MANN sarà in esposizione, fino al 31 maggio 2020, la mostra “Lascaux 3.0“ dedicata alle Grotte di Lascaux.

Nelle sale del MANN saranno riprodotti gli ambienti e le straordinarie pitture rupestri delle Grotte di Lascaux, (15.000-14.500 a.C. Dordogna, Francia) realizzate dall’uomo di Cro-Magnon e scoperte nel 1940.

L’uomo di Cro-Magnon è un’antica forma di Homo sapiens, ascrivibile a popolazioni umane moderne, largamente diffusa nel Paleolitico Superiore in Europa. È vissuto circa 40 mila anni fa nell’età paleolitica.
Le grotte di Lascaux testimoniano la spiccata sensibilità artistica sviluppata dall’uomo nel Paleolitico. Sono definite “La Cappella Sistina della preistoria”.
Le grotte di Lascaux costituiscono un eccezionale documento dell’arte parietale del Paleolitico per l’organicità della rappresentazione, la ricchezza e varietà dei soggetti, l’espressività e grandiosità delle figure.
Esse si sviluppano per una lunghezza di 250 metri con un dislivello di 30 metri circa, strutturata con una serie di gallerie e ambienti più ampi (la grande sala dei tori, il diverticolo assiale, il corridoio, la navata, l’abside, la sala dei felini e il pozzo) in cui sono riconoscibili insiemi compiuti di figure.

Nella sala dei tori si fronteggiano due branchi di animali tra cui compare un animale immaginario dal corpo di cavallo con due lunghe protuberanze sulla fronte, tradizionalmente definito “liocorno”: è uno dei tre rari esempi di figure fantastiche o mostruose presenti nell’arte paleolitica, che per la rappresentazione del mondo animale, predilige piuttosto il realismo.

 

 

 

 

 

Tra gli animali rappresentati campeggiano le gigantesche figure di tori a linea di contorno nera, che equilibrano la contrapposta mandria di cavalli; alla convergenza dei due branchi si trova un gruppo di cervi dipinti in ocra rossa e gialla.

 

 

 

 

La raffigurazione è straordinaria per la presenza della figura umana, estremamente rara nelle pitture parietali, eseguita in stile figurativo geometrico, in contrasto con il bisonte eseguito in stile figurativo analitico.

Nel pozzo di Lascaux è rappresentato un bisonte trafitto da una lancia e sventrato che carica un uomo caduto a terra a braccia aperte.
Il sito francese, per ragioni conservative, non è più accessibile

 

Dal 17/03/2020 al 13/09/2020 sarà possibile visitare la mostra “I Love LEGO”, presso gli spazi della Basilica di Pietrasanta-Lapis Museum, (Piazzetta Pietrasanta, Napoli) dedicata ai mattoncini più famosi del mondo.


Questa mostra, prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia, arriva per la prima volta a Napoli dopo i successi registrati a Milano e Roma.
La mostra presenta, in scala ridotta e con un gioco di colori e prospettive, creazioni artistiche di fantastici mondi realizzati con i mattoncini LEGO® che coinvolgono ogni anno oltre cento milioni di persone.
L’evento rappresenta un’occasione imperdibile per i più piccoli e per tutti coloro che nutrono la passione per i mattoncini LEGO®
Parliamo di Lego, il marchio danese dei mattoncini da costruzioni che hanno segnato l’infanzia per generazioni stimolandone la creatività.
Risale al 1958 il brevetto del primo mattoncino Lego a cura di Ole Kirk Kristiansen che gli attribuì il nome di Lego che è un acronimo dell’espressione danese leg godt, cioe’ gioca bene.
Una buona notizia per quanto riguarda la riduzione dell’impatto ambientale generato dai materiali plastici utilizzati per i mattoncini : anche il mattoncino dice addio alla plastica.

La sostenibilità come nuova sfida: bioplastiche ecologiche per i mattoncini.
Lego, il gioco più amato dai bambini, negli anni ha deciso anche di orientare l’azienda verso il rispetto per l’ambiente rendendo nota l’intenzione di utilizzare bioplastiche ecologiche di origine naturale per fabbricare i suoi mattoncini da costruzione utilizzando alternative sostenibili.
L’azienda danese Lego ha quindi annunciato il cambio di marcia green con l’uso di materiale riciclabile per le costruzioni giocattolo, così come per il packaging.
Quindi, la grande sfida eco del gruppo Lego è trovare una bioplastica che sostituisca la plastica tradizionale usata per i mattoncini.

In attesa di trovare una quadra per i mattoncini sostenibili, Lego intanto dice addio ai sacchetti di plastica monouso dei suoi negozi sparsi per il mondo, sostituendo gli stessi imballi con quelli di carta provenienti da fonti sostenibili, realizzati con carta certificata Forest Stewardship Council (FSC) al 100% e completamente riciclabili”.

 

di Mattia Fiore

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