Una finestra sull’arte: Luca Giordano, dalla Natura alla Pittura

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Care lettrici e cari lettori,

In questi giorni di emergenza Covid-19 che ci obbliga al distanziamento sociale, i musei saranno chiusi, a seguito delle disposizioni del Governo introdotte per contrastare la diffusione del coronavirus, tuttavia l’arte non si ferma e utilizza, in alternativa, i siti web e i canali social per proporre i video delle mostre.

Pertanto, in attesa che l’epidemia si arresti e che venga consentita la riapertura degli spazi culturali, il Museo e Real Bosco di Capodimonte presenta, a partire dal 5 aprile (per ora solo online sul proprio sito), la mostra virtuale su Luca Giordano, pittore del Seicento napoletano, dal titolo “Luca Giordano, dalla Natura alla Pittura”. È un’anteprima da non perdere. Questa iniziativa di “mostra virtuale” vuole essere solo un’anticipazione all’inaugurazione reale che avverrà dopo che sarà scongiurata definitivamente l’emergenza sanitaria da covid-19.

Questa stessa mostra su Luca Giordano ha già riscosso un grande successo di pubblico e di critica al Petit Palais di Parigi (dal 14 novembre 2019 al 23 febbraio 2020). Quindi, sperando di fare cosa gradita, mi fa piacere condividere con Voi il percorso artistico di Luca Giordano, (Napoli, 1634-1705), il più grande e prolifico pittore napoletano del Seicento e il più importante pittore barocco in Europa dopo il pittore fiammingo Pieter Paul Rubens.

Luca Giordano, artista itinerante, di origine napoletana ma attivo, oltre che nella sua città natale, anche a Venezia, a Firenze e in Spagna, attinse la sua pittura a Raffaello e ai Carracci non meno che a Lanfranco e a Pietro da Cortona. Subì anche l’influenza del massimo esponente della pittura tedesca rinascimentale, l’incisore e pittore Albrecht Durer.

Con Luca Giordano la pittura napoletana si schiude alla cultura barocca. La sua ricerca espressiva, volta a ottenere sorprendenti risultati di spazialità infinita, una rappresentazione dinamica e illusionistica dello spazio, si risolve mediante una moltiplicazione dei punti di vista e dei flussi della luce.

Luca Giordano fu un interprete della pittura barocca e dette inizio alla sua carriera con un’adesione sentita al naturalismo caravaggesco. Luca Giordano fu pittore fecondo e dipinse con una tale rapidità da guadagnarsi il soprannome ironico di “Luca Fapresto”, soprannome affibbiatogli quando, in solo due giorni, dipinse le tele della crociera nella chiesa napoletana di Santa Maria del Pianto .

Le prime opere di Luca Giordano sono caratterizzate dall’enfasi chiaroscurale e dagli effetti luministici, i segni evidenti della tradizione caravaggesca. Fu scolaro del Ribera, di cui nei primi anni imitò lo stile fin quasi alla falsificazione. In Luca Giordano l’esperienza caravaggesca fu presto soppiantata in favore dell’arte barocca e per comprendere il significato di quest’arte ,   lascio per un momento la presentazione del celebre pittore Luca Giordano e apro una breve parentesi su “cos’è l’arte barocca”. 

“Arte barocca, espressione del potere”

Nel corso del Seicento si andò diffondendo una nuova sensibilità figurativa, definita dispregiativamente ”Barocco” da quei teorici dell’arte che non accettavano la complessità delle sue forme. Il Barocco fu un movimento culturale che fiorì a Roma da inizio 1600 e si diffuse in tutta Europa fino ai primi decenni del XVIII secolo, coinvolgendo non solo le arti figurative ma anche la letteratura, la musica e la filosofia.

La Chiesa di Roma appoggiò la nuova espressione artistica capace di rivolgersi ad un vasto pubblico, affidandole il compito di comunicare in forme grandiose i valori politici e religiosi che ne legittimavano il potere. Così l’arte barocca diventò espressione del potere, strumento per autocelebrarsi ed esaltare così le proprie glorie insieme alla potenza della fede riconfermata.

Il barocco fu l’arte della Controriforma trionfante che usciva dalla severità e dal rigore tridentino ( Il concilio di Trento duro’ ben 18 anni, dal 1545 al 1563, e l’opera svolta dalla chiesa per arginare l’avanzata della diffusione della dottrina di Martin Lutero produsse la “Controriforma”). Quindi, l’arte barocca fu utilizzata per diffondere i dogmi della Controriforma e si rivelò particolarmente adatta a tradurre visivamente l’allusione del potere, sia politico sia religioso. La Chiesa romana, trionfante sulla riforma protestante, affidò all’arte la funzione di creare l’immagine della propria grandezza: un’immagine fastosa, eloquente, che voleva nascondere una realtà ben diversa, di profonda crisi e lacerazioni.

L’arte non rappresentò più, come in epoca rinascimentale, l’ordine della natura, ma l’artificio che consente di mettere in scena una seconda realtà.

Luca Giordano, “La Madonna del baldacchino”, 1685-1686, olio su tela, cm 430×240 cm, Napoli, Museo di Capodimont

La grandiosa pala d’altare, una delle realizzazioni più alte della produzione di Luca Giordano, fu dipinta per una cappella della distrutta chiesa di Santo Spirito di Palazzo a Napoli e nel 1806 entrò nelle raccolte borboniche.

La “Madonna del baldacchino”, nota anche come “Madonna del rosario”, segue un’iconografia legata alle fastose processioni tipiche della liturgia del Meridione. La statua mariana portata lungo il corteo diviene una Madonna in carne ed ossa, tangibile incarnazione del mistero della fede, vestita di un luminoso abito bianco che prende il posto delle tradizionali veste rosse e blu. Vista di sotto in su , maestosa e distaccata nel concedere il rosario ai fedeli raccolti intorno, si pone a metà strada tra i due grandi pittori veneti, Paolo Veronese e Giambattista Tiepolo. Benché sospesa sopra una coltre di nuvole, la visione della vergine perde qualsiasi connotazione soprannaturale, di fronte alla folla dei santi ( si riconoscono san Domenico e santa Caterina da Siena), angeli e devoti. Il baldacchino riflette, nel movimento dei drappi pendenti, una celebre invenzione dell’ artista poliedrico e multiforme, Gian Lorenzo Bernini, il baldacchino di San Pietro, pietra miliare dell’arte barocca.

Luca Giordano, “Trionfo di Giuditta e San Gennaro “, 1656, olio su tela, Napoli, Museo e Real Bosco di Capodimonte

In quest’opera Luca Giordano rappresenta san Gennaro mentre invoca il Cristo, la Vergine e il Padre Eterno per la salvezza dalla peste che colpì Napoli. Il dipinto infatti, fu commissionato dal viceré Gaspare de Barcamonte, come ex voto per lo scampato pericolo della peste di Napoli. San Gennaro intercede per la cessazione della peste. Questa tela fu realizzata per l’altare laterale della chiesa napoletana di Santa Maria del Pianto e conservata oggi al Museo e Real Bosco di Capodimonte

 

Opere di Luca Giordano presenti a Napoli

  • Basilica della Santissima Annunziata
  • Basilica di San Domenico Maggiore
  • Basilica di Santa Maria del Carmine
  • Chiesa dei Girolamini
  • Chiesa della Pietà dei Turchini
  • Chiesa di San Giuseppe dei Ruffi
  • Chiesa di San Gregorio Armeno
  • Duomo di Napoli
  • Gallerie di Palazzo Zevallos
  • Museo e Real Bosco di Capodimonte
  • Museo Nazionale di San Martino
  • Museo di Castel Nuovo
  • Palazzo Reale di Napoli
  • Quadreria del Pio Monte della Misericordia
  • Reggia di Caserta

di Mattia Fiore

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