Una finestra sull’arte: La Pop Art

informareonline-pop-art-min

Care lettrici e cari lettori,

Il Coronavirus ha cambiato la vita di tutti, segnando un capitolo drammatico della storia mondiale. A causa del Covid-19, per evitare l’affollamento e la conseguente diffusione del virus, sono stati temporaneamente chiusi tutti i siti d’interesse artistico e culturale.

Tuttavia, l’arte e la cultura non si fermano.

Esprimo, pertanto, l’auspicio condiviso che questa pandemia da Covid-19 si arresti in fretta e si possa ripartire con tutte le attività produttive del Paese e tra queste sono incluse anche quelle legate al mondo dell’arte e della cultura. Intanto, adottando tutte le precauzioni che saranno necessarie e, tra queste, le dovute misure di distanziamento sociale, musei e mostre potranno riaprire al pubblico a partire dal 18 maggio, per effetto del nuovo Decreto della Presidenza del Consiglio dei ministri, presentato il 26 aprile dal Premier Giuseppe Conte nel corso della conferenza stampa in diretta da Palazzo Chigi.

Quindi, in attesa di questa riapertura al pubblico, ho deciso, sperando di fare cosa gradita, di condividere con voi un approfondimento sulla mostra “Pop Art” che sarà allestita presso il Palazzo Reale di Milano, da ottobre 2020 a febbraio 2021, tornando così a celebrare l’arte americana di questo movimento artistico nato nel regno Unito e negli Stati Uniti tra la metà degli anni Cinquanta e la fine degli anni Sessanta.

La mostra milanese, partendo dal Dadaismo di Marcel Duchamp e dalla Metafisica di Giorgio De Chirico, ripercorre la storia, che ha visto tra i suoi protagonisti gli artisti più conosciuti e apprezzati della nuova scena americana e internazionale, da Andy Warhol a Roy Lichtenstein.

La mostra, attraverso un’importante selezione di dipinti, collage, serigrafie e sculture, racconta il movimento della Pop Art, capace di incarnare e descrivere la società di massa della metà del Novecento, utilizzando un alfabeto che consiste in quel modo di dipingere immagini popolari, ispirate al cinema, al fumetto, adottando sia i principi della riproduzione meccanica seriale, sia una stesura di colori uniformi e accesi, simili a quelli dei cartelloni pubblicitari e dei fumetti.

In cosa consiste la Pop Art?

Il movimento della Pop Art, inventato dal critico inglese Lawrence Alloway come abbreviazione di Popular Art, la fortunata definizione di Pop Art, adotta linguaggi e contenuti prelevati dai mass media e nutre uno spiccato interesse per i nuovi prodotti della società dei consumi(cinema, pubblicità, fumetti).

Il critico inglese descrive così la nuova forma d’arte: “un’arte fatta di immagini banali legate al consumo di massa, di stereotipi , di semplificazioni , in cui le merci hanno più rilievo degli oggetti d’arte e i fumetti raccontano in modo più efficace dei romanzi”.

La Pop Art nasce, in verità un po’ in sordina , nei circoli culturali inglesi del secondo dopoguerra e le sue basi estetiche vengono proposte per la prima volta nel 1952, a Londra, dall’Indipendent Group, grazie al lavoro di Richard Hamilton e di Eduardo Paolozzi.

 Gli artisti della cosiddetta Pop Art inglese, il primo movimento in ordine di tempo, sono ironici e critici verso una società sempre più massificata, dove i media(televisione, giornali e pubblicità) e i beni di consumo stavano rubando spazio ai valori tradizionali, rendendosi, anzi, valore primario essi stessi. Di fronte a un modello di società dei consumi in dirompente sviluppo gli artisti cavalcano con spregiudicatezza un gusto dissacrante, veicolato nella stessa Londra da un fotografo di moda come David Bailey e dalla sua modella preferita Veruschka.

Più radicale la Pop Art americana, che debutta nel 1961-1962 con una serie di mostre personali (Andy Warhol, Roy Lichtenstein, Robert Indiana, Jim Dine, James Rosenquist e Claes Oldenburg), allestite a New York dal gallerista Leo Castelli.

La Pop Art americana si propone, con i suoi principi di oggettività e serialità come alternativa e reazione alla soggettività e gestualità dell’opera di Jackson Pollock e degli altri protagonisti dell’espressionismo astratto.

Prelevando direttamente le immagini da fumetti, insegne e segnaletiche varie, gli artisti pop immettono nel linguaggio dell’arte contenuti attinti dalla comunicazione di massa.

La Pop Art è legata a un immaginario tipicamente americano, in particolare alla New York glamour di Andy Warhol, l’artista che è riuscito a interpretare al meglio lo scambio di immagini e di tecniche tra l’arte, la vita quotidiana e i mass media.

 

di Mattia Fiore

 

Print Friendly, PDF & Email