Una finestra sull’arte: “Caos dentro”, mostra di Frida Kahlo a Milano

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Care lettrici e cari lettori,

sperando di farvi cosa gradita, oggi ho deciso di condividere con voi la vita, l’arte e lo spirito di un’artista di fama internazionale, Frida Kahlo, femminista convinta e simbolo dell’avanguardia artistica e culturale messicana.

Questa mia decisione prende lo spunto dalla mostra, unica e imperdibile, dedicata all’artista messicana dal titolo “Caos dentro”. Le opere di Frida Kahlo saranno in esposizione dal 10 ottobre 2020 al 28 marzo 2021 nelle sale della Fabbrica del Vapore-Spazio Messina, Via Giulio Procaccini 4, Milano.

La mostra, curata da Antonio Arevaldo Aleandra Matiz e Milagros Ancheita, è organizzata in sezioni tematiche che accompagnano il fruitore in un viaggio attraverso una produzione artistica eccezionale che esprime il caos interiore e il travaglio esistenziale di Frida Kahlo.

È possibile così approfondire le varie fasi della vita travagliata, avventurosa, passionale, trasgressiva, di questa straordinaria artista messicana, diventata una delle icone femminili più amate del XX secolo.

Sono esposte anche riproduzioni in formato modlight** di quindici tra i più conosciuti autoritratti che Frida realizzò nel corso della sua carriera artistica, **Il modlight è una particolare forma di retroilluminazione omogenea, in cui ogni dipinto, precedentemente digitalizzato, viene riprodotto su uno speciale film mantenendo inalterate le dimensioni originali.

Chi è Frida Kahlo? Non si può comprendere l’opera di quest’artista senza conoscere la sua vita.

Frida Kahlo, meglio  conosciuta come Magdalena Carmen Frida Kahlo y Calderón, nasce il 6 luglio 1907 a Coyoacán (a sud di Città del Messico), da padre tedesco (Wilhelm Kahlo) e madre messicana (Matilde Calderón). Con la sua arte Frida trasformò il dolore in Bellezza.

Dichiarò: “Non ho mai dipinto sogni, ho dipinto la mia realtà” . La sua opera può essere definita come una sorta di autobiografia pittorica. Usò la pittura per raccontare se’ stessa, le sue sensazioni, i suoi sentimenti e i suoi stati d’animo. Rappresentò i momenti significativi della sua vita.

Con la sua vita e le sue azioni Frida ha contribuito all’emancipazione femminile in un’epoca e in un paese in cui il ruolo della donna era di sottomissione e obbedienza al marito e alla famiglia.

Nel 1913 scopre ben presto di essere affetta da spina bifida, che però i genitori e le persone intorno a lei scambiano per poliomielite, motivo per cui viene curata nel modo sbagliato.

Nel 1925, all’età di diciotto anni, è vittima di un incidente mentre torna da scuola: il suo autobus finisce contro un muro a causa di un deragliamento di un tram e l’incidente le provoca gravi lesioni permanenti alle gambe, la frattura multipla della spina dorsale con parecchie vertebre. Inoltre, un corrimano del bus le entra dal fianco e le trapassa il ventre. Trascorre un lungo periodo in ospedale sospesa tra la vita e la morte. Subisce 32 interventi chirurgici che la costringono a letto per moltissimi mesi durante i quali inizia a dipingere, ispirandosi all’area popolare degli ex-voto messicani.

Nel 1929 sposa uno tra i principali maestri ispiratori dell’arte muralista messicana, Diego Rivera, e condivide le sue passioni rivoluzionarie, diventando un’attivista del partito comunista messicano. I due coniugi vivono tre anni a New York e Detroit, poi tornano in Messico.

Durante il loro matrimonio hanno anche ospitato Leon Trotsky (1879-1940) politico rivoluzionario russo in fuga da Stalin ed esiliato in Messico. Un pettegolezzo mai confermato sostiene che Frida abbia avuto una relazione passionale con Leon.

Nel 1938 Frida Kahlo fa la sua prima mostra personale a New York. Nello stesso anno incontra il poeta e critico d’arte francese André Breton, ideatore del manifesto Surrealista, e si avvicina alle tematiche dei surrealisti, con cui espone nel 1939 a Parigi. Qui conosce Duchamp, Picasso e Kandinskij, la cui influenza arricchisce le sue ultime opere.

”Quello che l’acqua mi ha dato”, 1938

E’ questa una delle sue opere più vicine al surrealismo conosciuta anche come “Quello che ho visto nell’acqua” e rappresenta il riflesso dell’acqua in una vasca da bagno: gli eventi importanti della  vita di Frida tra passato, presente e futuro.

L’opera di Frida affonda le proprie radici nella tradizione popolare, ma anche nelle sue esperienze di vita e nelle sofferenze patite. In questa tela, dietro le foglie, si intravedevano i suoi genitori.

Nel 1939 Frida Kahlo e Diego Rivera divorziano, ma un anno dopo si risposano. Frida dipinge uno dei suoi quadri più famosi “Le due Frida”.

“Le due Frida”, 1939

In questo dipinto, legato al periodo della separazione da Diego Rivera. l’artista messicana investiga ciò che si prova a essere una donna innamorata e tradita. Questo autoritratto rappresenta probabilmente la lotta interiore affrontata da Frida Kahlo in vista del divorzio. È un dipinto che mostra due immagini di Frida, personalità dell’artista, una donna innamorata e tradita: Frida non più amata da Diego indossa un abito europeo bianco, l’altra un abito moderno, tipico della cultura messicana.

Ciò che hanno in comune le due immagini di Frida, sono l’unione della mano e due cuori uniti da una vena. Nella rappresentazione il cuore di Frida, non più amata, è lacerato ed emerge dal corpetto strappato del vestito. Il cuore dell’altra Frida è intero. La prima donna ha una tenaglia in mano, la seconda una foto di Diego da piccolo, l’amante bambino perduto. Una vena, simile a una flebo, pompa sangue da un cuore all’altro, ma è recisa da una pinza emostatica dalla figura di sinistra generando il sanguinamento che rappresenta la ferita e il dolore causati dalla fine del matrimonio, mentre il taglio fa riferimento alla Frida sposata. “Frida non ha più sangue da dare a chi l’ha così tanto ferita”.

Frida Kahlo confessa:“Ho subito due gravi incidenti nella mia vita… il primo è stato quando un tram mi ha travolto e il secondo è stato Diego Rivera”.

Due nudi nel bosco” (La terra madre), 1939, olio su metallo, collezione privata.

L’atteggiamento affettuoso delle due donne raffigurate nel dipinto è stato visto come un tentativo di auto consolarsi dopo il divorzio da Diego Rivera, ma anche una velata e sofferta ammissione di omosessualità.

La scimmia sullo sfondo potrebbe essere infatti il simbolo del peccato, secondo la simbologia popolare messicana.

Diego Rivera e Frida Kahlo

Il matrimonio fra Diego Rivera e Frida Kahlo fu appassionato e insieme tormentato, costellato da gelosie e reciproci tradimenti, aspri litigi, lunghe separazioni e tenere riconciliazioni.

Il loro rapporto sara’ fatto di arte, tradimento e passione. Rivera riesce a tradirla anche con Cristina, una delle sorelle di lei.

Frida inizialmente subisce, poi inizia a tradirlo a propria volta sia con uomini, che con donne. Eppure, nonostante tutto, Diego Rivera rimane per Frida il grande amore della sua vita.

Frida Kahlo sostiene: “Vissi d’arte, vissi d’amore”: una vita tra sofferenza e passione.

Nel 1939 arrivano al divorzio, ma l’anno seguente, a San Francisco, si risposano. Queste travagliate vicende personali compaiono in numerosi dipinti della pittrice, parallelamente alle vicissitudini liete e tristi del loro legame.

Autoritratto con i capelli tagliati”, 1940

In questo autoritratto Frida siede su una sedia gialla; con le forbici in mano e con i capelli tagliati e sparsi ovunque ci racconta come reagì alla separazione dal suo compagno Diego Rivera. Nel dipinto la pittrice si rappresenta con un’immagine in versione maschile, con i capelli corti, come se volesse essere un atto di sfida nei confronti del compagno. Nel dipinto Frida riporta il testo e le note di una canzone popolare messicana, che recita: “Guarda, se ti avessi amato, sarebbe stato a causa dei tuoi capelli. Ora che sei senza capelli, non ti amo più”.

Il Sogno (Il Letto), 1940

Il dipinto raffigura Frida Kahlo che dorme mentre lo scheletro è sveglio, vigile. Intorno ci sono delle nuvole, il sonno di Frida è tranquillo, mentre su di lei crescono delle piante che rappresentano la vita.

Per l’artista Frida Kahlo la morte è una rinascita, forma di ringraziamento per la vita e una sorta di celebrazione del ciclo vitale dell’esistenza. La morte è quindi un processo, un cammino verso qualcosa d’altro.

“Autoritratto con collana di spine e colibrì”, 1940

Questo dipinto è considerato il più famoso tra i 55 autoritratti dell’artista messicana. Esso intende comunicare lo stato emotivo della pittrice ad un anno dal divorzio da Diego Rivera.

Nel dipinto è raffigurata Frida che con uno sguardo nobile e sublime affronta stoicamente il dolore procurato da una collana di spine intorno al collo,  che la ferisce e la fa sanguinare. Nella composizione Frida inserisce anche una delle sue numerose scimmie che lei e Diego Rivera presero come animali domestici, che portarono in molti ad ipotizzare che fossero surrogati dei figli che la coppia non poteva avere. Frida non ebbe figli , un rimpianto che portò con rammarico enorme nella tomba.

“Radici”, 1943

In questo dipinto, realizzato all’età di quarantatré anni, Frida è raffigurata sdraiata per terra con un vestito arancione, con il corpo rilassato e morbido, con un viso radioso che emana serenità e dolcezza come se ella fosse completamente appagata. Dal suo costato aperto, da cui non sgorga il sangue come in altri dipinti, fuoriescono rami verdi che vanno a impiantarsi nel suolo arido, esprimendo probabilmente il desiderio di autoriprodursi in un terreno riarso.

Nel 1944 ( a trentasette anni) Frida dovette indossare un busto d’acciaio. Questo episodio la portò a dipingere un altro dei suoi autoritratti più noti, “La colonna rotta”.

“La colonna rotta”, 1944

In questo dipinto è raffigurata una Frida dal corpo nudo dilaniato, tenuto insieme da un corsetto d’acciaio. Visibile nella fessura una colonna classica  di stile ionico rotta in diversi punti, che rappresenta la colonna vertebrale che non riesce più a sostenerla. La pittrice, come ho già ricordato, subì un tragico incidente all’età di diciotto anni che le provocò numerose lesioni e tra questi la lesione della colonna vertebrale che la costrinsero a letto per lunghi periodi. Il sudario in cui è avvolta e i chiodi che la trafiggono rimandano probabilmente all’iconografia cristiana del martirio.

“Il cervo ferito”, 1946

È questo un altro dipinto in cui Frida affronta simbolicamente il dolore fisico ed emotivo dovuto alla sua condizione di salute. Nel quadro Frida si identifica con un cervo morente, con il corpo ferito da numerose frecce.

“Diego e io “1949

In questo autoritratto del 1949 la pittrice vuole far chiaramente capire come Diego Rivera sia sempre nella sua mente, anche quando è fisicamente lontano da lei. Non solo ma lo ha effigiato con il terzo occhio sulla fronte, quello della vista spirituale, segno della sua ammirazione per lui.

Nello stesso tempo, però, le sue lacrime esprimono il dolore per la relazione (vera o presunta ) del marito con Maria Felix, e lo sguardo fiero indica la sua rabbia e l’orgoglio ferito.

“Autoritratto con Diego nel mio cuore” 1953-54

Il dipinto è realizzato negli ultimi mesi di vita della pittrice, dopo che le sono state amputate le gambe sotto la minaccia della cancrena ed è quasi certamente l’ultimo dei suoi numerosi autoritratti. È consapevole di essere vicino alla morte e ha voluto lasciarci il suo testamento spirituale. Sul suo cuore, come un tatuaggio, dipinge il ritratto del marito. Sulla propria fronte raffigura l’amica e rivale Maria Felix. Dietro la propria spalla compare un cane, Itzcuintli, rappresentazione di Nahal, dio della morte nella mitologia degli Atzechi.

“Viva la Vida”, 1954 (è anche il titolo di una canzone più amata dei Coldplay ispirata al quadro della pittrice Frida Kahlo) .

Nonostante il dolore fisico e psichico, Frida Kahlo non ha mai rinunciato a vivere fino in fondo. Ne è la prova il suo ultimo dipinto, “Viva la Vida”, un vero proprio inno alla vita, eseguito otto giorni prima di morire e rappresenta un estremo omaggio reso alla vita, una sorta di testamento. È uno dei pochi quadri dove c’è la firma della pittrice con relativo luogo è anno.

Il quadro rappresenta una natura morta costituita da delle angurie, alcune intere altre tagliate a metà o a fette , dall’aspetto di essere molto appetitose e gustose,  come ricca ed intensa è stata la vita di Frida.

Il 13 luglio 1954, a soli 47 anni, Frida Kahlo muore per embolia polmonare. A città del Messico si trova la casa “Azul” (Casa blu), la dimora di Frida e Diego che è stata trasformata in casa museo dedicata all’artista, la cui resilienza, l’indipendenza come donna e artista, e l’impegno politico la rendono oggi sempre più icona internazionale.

 

N.B. Le foto sono state attinte da internet a scopo puramente didattico-illustrativo.

di Mattia Fiore

 

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