Una finestra sull’arte: Albrecht Dürer (Terza ed ultima parte)

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Care lettrici e cari lettori, come promesso, oggi, Vi presento la “Terza ed ultima parte” dell’articolo relativo a uno dei maggiori esponenti del rinascimento nordeuropeo, Albrecht Dürer (Norimberga 1471 – 1528), definito “il primo artista moderno a nord delle Alpi”. Egli fu il più grande pittore e incisore tedesco del Rinascimento, autore di meravigliosi dipinti e magnifiche incisioni. Per tutti coloro che non hanno avuto la possibilità di leggere la “ PRIMA PARTE” e la “SECONDA PARTE” di questo articolo ma che desiderano non perdere l’occasione per poterlo fare, vi invito ad andare sulla pagina di “Informare” utilizzando i seguenti Link 2

Risale al 1506 il dipinto “Festa del Rosario”, olio su tavola, cm162x194,5cm, Praga, Národní Galerie.

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Questo dipinto, che risale al secondo viaggio dell’artista a Venezia,  è ricco di elementi simbolici e rappresenta l’idea della fratellanza universale in nome della Cristianità. Il dipinto fu commissionato a Dürer per la chiesa della comunità tedesca di Venezia, San Bartolomeo a Rialto. Nel dipinto sono raffigurati san Domenico di Guzmán che dispensa i fiori insieme agli angeli, poi a sinistra troviamo papa Sisto IV, incoronato dal Bambino Gesù, mentre alla destra è raffigurato l’imperatore Federico III incoronato da Maria. Infine, in basso a destra si trova un autoritratto di Dürer che tiene in mano un cartiglio.

Risalgono al 1507 le due tavole del dipinto ”Adamo ed Eva”, olio su tavola, cm209x81cm(ciascuna tavola), Museo del Prado, Madrid.

Le due tavole sono i primi nudi a grandezza naturale della pittura tedesca, classicamente impostati sullo studio delle proporzioni anatomiche. Furono eseguite appena dopo il ritorno dell’artista a Norimberga dal secondo soggiorno italiano. Le tavole sono firmate: quella con Adamo in basso a destra con il monogramma dell’artista, quella con Eva nel cartellino che pende dal ramo. I dipinti non sono solo un’eccellente dimostrazione della conoscenza dell’anatomia, ma anche l’immagine della cultura umanistica del pittore. Le due tavole appartennero alla regina Cristina di Svezia che ne fece dono nel 1655 al re di Spagna Filippo IV.

 Nel 1511 Dürer eseguì, su incarico di Mattaus Landauer, ricco commerciante di Norimberga, la pala d’altare Adorazione della Trinita(Pala di Ognissanti), olio su tavola di olmo, cm135x123,5cm, Vienna, Kunsthistorisches Museum.

La pala d’altare fu dipinta su commissione del ricco mercante Matthaus  Landauer e destinata alla Cappella di Ognissanti di un ricovero per vecchi della città. In questa imponente visione Dürer adottò mirabilmente la tecnica della prospettiva, che apprese con fervore in Italia. Sono raffigurati gruppi di figure, celesti e terrene, in adorazione alla Santissima Trinità. Accanto all’iscrizione con la firma, l’artista ha ritratto sé stesso. Una complessa scenografia accompagna la rappresentazione di Dio Padre, descritto come un vecchio patriarca in vesti imperiali, sulla cui testa si libra la Colomba, (simbolo dello Spirito Santo), mentre tiene tra le ginocchia Cristo Crocifisso. Angeli, disposti a corona, dispiegano il manto di Cristo e sostengono gli strumenti della Passione. Intorno, in adorazione, schiere di personaggi in alto: la Vergine con le sante martiri e il battista con profeti e re del Vecchio Testamento. In basso i credenti: a sinistra ecclesiastici guidati da due papi, a destra laici, di ogni condizione sociale, dietro un re e un imperatore. A sinistra, fra un frate mendicante e un cardinale c’è il committente dell’opera con in mantello ornato di pelliccia. Nel 1512 Dürer lavorò per Massimiliano I, Imperatore del Sacro Romano Impero. Collaborò alla realizzazione di una gigantesca xilografia(cm 341x292cm) su cui erano illustrate le storie della vita di Massimiliano I e dei suoi antenati: Arco trionfale di Massimiliano I, Germanisches Nationalmuseum, Norimberga

Ritratto di Massimiliano I d’Asburgo”, 1519, olio su tavola di tiglio, cm74×62 cm, Kunsthistorisches Museum, Vienna.

Questo ritratto fu eseguito dopo la morte di Massimiliano I, avvenuta nel 1519. Il melograno che il sovrano tiene in mano è simbolo dell’unione e della concordia dei popoli. Finche’ fu in vita l’imperatore Massimiliano I Durer ricevette dalle casse della città di Norimberga una pensione annua di cento fiorini . Quando l’imperatore morì, nel gennaio del 1519, il Consiglio della città interruppe l’erogazione e Dürer nel 1520 decise allora di partire per le Fiandre insieme alla moglie e di rivolgersi al successore Carlo V.

Il viaggio fu coronato da successo e la pensione fu riconfermata.

 L’artista tedesco dipinse nel 1512 “La Madonna con la pera”, olio su tavola di tiglio, cm49x37cm, Vienna, Kunsthistorisches Museum.

Questa Madonna è una delle più poetiche di Dürer. È conosciuta soprattutto per l’intimità e la dolcezza che esprime. Rappresenta il capolavoro della maturità artistica del maestro tedesco. La composizione ruota intorno al capo della Madonna che sovrasta il Bambino con il suo sguardo affettuoso. Il Bambino, che stringe nella mano la parte superiore di una piccola pera, è colto in un atteggiamento umano (guarda adorante la Madre), come umana è la tenerezza con cui la Madre guarda il Figlio. Lineamenti fini, il capo ricoperto da un velo che forma pieghe leggere ed eleganti, i lunghi capelli biondi, Maria regge con delicatezza il Bambino sdraiato orizzontalmente.

Il cavaliere, la morte e il diavolo”, 1513, incisione a bulino su lastra di rame, cm25x19cm, Cambridge, Massachusetts, Fogg Art Museum.

Questa rigorosa incisione, che fa parte  del trittico detto Meisterstiche,  con il “San Girolamo nella cella” e la “Melencolia I”, mostra la straordinaria abilità dell’artista nel rendere la ricchezza e varietà di trame e spessori col semplice gioco del tratteggio. Il trittico di cui fa parte questa incisione legato alle virtu’ morali, teologiche ed intellettuali. Il cavaliere personifica la fede cristiana, la saldezza della quale permette di vincere le oscure forze del male. Il cavallo richiama quello del “Monumento al Colleoni” del Verrocchio a Venezia.

La morte della madre, avvenuta nel 1514, lo scosse profondamente, provocando in lui una crisi artistica e spirituale che troviamo riflessa nell’incisione a bulino Melencolia I”, 1514, cm23,9×28,9cm, Staatliche Kunsthalle, Karlsruhe.

Quest’opera è ricca di riferimenti esoterici, tra cui il quadrato magico(in alto a destra), e rappresenta una delle incisioni più famose in assoluto.

Malinconia era figlia di Saturno e simboleggiava le virtu’ intellettuali, introspettive. Qui è presentata seduta, assorta nella meditazione, mentre il bambino appollaiato sulla macina appare sereno e attivo. Quando il pensiero non è finalizzato a un’attività pratica conduce a un atteggiamento depresso, malinconico appunto.

 Risale al 1524 il ritratto di Willibald Pirckheimer, umanista e poeta tedesco e amico di sempre di Dürer, sin dall’infanzia. Di famiglia facoltosa Pirckheimer fece conoscere a Dürer i classici latini e greci. Nel 1526 Dürer donò il suo ultimo grande dipinto, ”I quattro apostoli”, al Consiglio della propria città natale, Norimberga, avendo cura di aggiungervi quanto segue: “Tutti i sovrani della terra, in questi temi carichi di pericolo, devono fare grande attenzione a non seguire la fallace umana, anziché’ la parola di Dio. Giacche’ Dio non aggiungerà né toglierà alcunché alla sua parola”

I quattro apostoli”, 1526, olio su tavola di tiglio, cm215x76cm(ciascun pannello), Alte Pinakothek, Monaco di Baviera

In questo dipinto si fondono il suo profondo sentimento religioso e l’amore per l’arte veneziana. La denominazione “quattro apostoli” non è del tutto pertinente poiché in realtà Paolo nella tavola a destra, e l’evangelista Marco accanto a lui non erano apostoli. Paolo è rappresentato con la spada, simbolo del martirio, e il libro. Le due tavole, raffiguranti san Giovanni e san Pietro, san Paolo e san Marco, costituiscono un eccezionale compendio di precisione descrittiva nordica e maestosità italiana di forme.

Sotto gli apostoli, Dürer inserisce le iscrizioni di brani tratti dalla traduzione tedesca di Martin Lutero della Bibbia, mostrando la propria adesione al credo luterano e al suo severo rigore morale. Intraprendenza e ambizione, unito allo straordinario talento, portarono Dürer, ai vertici della fama internazionale, tanto che Erasmo da Rotterdam lo paragono’ ad Apelle, il più celebre pittore dell’antichità. Religiosissimo, negli ultimi anni guardò con interesse alla Riforma Luterana. Il 6 aprile 1528, all’età di 57 anni, morì della febbre contratta in Zelanda, provincia dei Paesi Bassi, e fu sepolto nel cimitero della chiesa di S. Giovanni, a Norimberga, la sua città natale.

di Mattia Fiore

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