Un’oasi del WWF a… Napoli!

137
informareonline-un-oasi-del-wwf-a-napoli
Pubblicità

Il WWF (World Wide Fund for Nature) è la più grande organizzazione mondiale per la conservazione della natura. Esso viene fondato nel 1961 su iniziativa di Julian Huxley il quale adottò come logo il noto panda gigante. La particolarità della scelta del logo sta proprio nell’idea del pittore Peter Scott di riuscire a creare un logo che fosse d’impatto nella stampa in bianco e nero. In Italia nasce nel 1996 e persegue il motto: “costruire un mondo in cui l’uomo possa vivere in armonia con la natura”. 

È un’organizzazione globale, indipendente, multiculturale, politica, ma non partitica, che avvalendosi di informazioni scientifiche, con l’aiuto dei cittadini e il coinvolgimento delle imprese e delle istituzioni, contribuisce a conservare i sistemi naturali in Italia e nel mondo. A Napoli esiste una Organizzazione Aggregata al WWF Italia in Via Agnano Astroni, dal nome “WWF Napoli”, associazione di volontariato costituita nel 2015, quando la struttura nazionale ha deciso di dare vita a delle associazioni locali, dotate di autonomia gestionale, ma che condividono la Mission della Associazione capofila. 

Pubblicità

Abbiamo incontrato una delle collaboratrici della sede di Napoli Ornella Capezzuto che, rispondendo ad alcune domande, ci ha permesso di avere una visione chiara e completa del ruolo svolto dalla sede partenopea del WWF. 

Abbiamo già anticipato a grandi linee l’origine del WWF a Napoli, ma sa dirmi qualcosa in più riguardo il ruolo specifico dell’associazione? 

«Il WWF Napoli, sostiene le Campagne promosse dal WWF Italia a livello nazionale e localmente si interessa delle problematiche di un territorio complesso quale quello della Città Metropolitana di Napoli. Il Programma prevede attività di diffusione e sensibilizzazione con particolare attenzione al Cambiamento Climatico, per la tutela e la conservazione della natura e della biodiversità, per la salvaguardia dell’ambiente e delle risorse della Terra, per la promozione delle energie alternative, per la lotta all’inquinamento e per una maggiore vivibilità delle aree urbane. L’Associazione, per lo sviluppo del suo programma, adotta i metodi della partecipazione attraverso un proficuo e continuo coinvolgimento dei Cittadini e delle Associazioni che ne condividono le finalità». 

Dunque il ruolo dei Volontari è fondamentale. 

«Beh si! L’associazione vive delle attività svolte dai suoi volontari, tali sono anche i suoi organi direttivi, che pure si sobbarcano di maggiori responsabilità. Le iniziative da noi intraprese sono tante, ne diamo qui un esempio di quelle nazionali: con la campagna “GENERAZIONE MARE” si cerca di salvaguardare il nostro mare dall’inquinamento nelle sue diverse origini, con l’evento “URBAN NATURE” si difende e promuove la funzione della natura all’interno delle città, con “EARTH HOUR” l’evento globale del WWF, si mira a sensibilizzare l’opinione pubblica sulla crisi climatica e il riscaldamento globale, con “GIORNATA OASI” si coinvolgono i cittadini alla scoperta delle Oasi e all’importanza delle aree protette. Fondamentale l’attività di educazione ambientale svolta dall’Associazione sia con il coinvolgimento delle classi scolastiche per insegnare ai ragazzi l’amore per la natura ed accompagnarli nello sviluppo di una coscienza sostenibile, sia con la presenza in qualità di relatori in convegni e tavole rotonde, seminari informativi e divulgativi». 

Il ruolo dei giovani sembra essere fondamentale, soprattutto se consideriamo che i ragazzi di oggi saranno gli uomini del domani. 

«La funzione dei giovani è fondamentale nell’associazione e purtroppo, rispetto al passato, la loro presenza ha subito un momento di calo che però recentemente vede un nuovo interesse e coinvolgimento. Questo probabilmente dipende anche da qualche difficoltà nell’inserirsi in una grande realtà come quella del WWF. Iniziative coinvolgenti sono state realizzate per la tutela dei litorali e del mare, in particolare con il progetto “Plastic Free” e per la riduzione della plastica monouso, così è stata organizzata una “Caccia alla plastica in kayak”, o la pulizia della spiaggia  a San Giovanni, insieme a Clean Up. Significativa l’adesione alle azioni per la salvezza del fiume Sarno: ‘’MARATONA PER IL SARNO 7 giugno”. Altra bella iniziativa per la cura del verde in città, il monitoraggio della situazione dei Parchi cittadini sulla scia della pubblicazione fatta nel 2018: ‘’Guida ai Parchi e ai Giardini di Napoli”. All’interno della campagna per la Mobilità sostenibile, sono state organizzate passeggiate pedonali per scoprire le scale di Napoli». 

Immagino che la pandemia abbia rallentato molto il vostro lavoro, sbaglio? 

«Assolutamente. Purtroppo la pandemia ha rallentato e modificato le nostre attività per più di un anno, specialmente quelle sul campo. Molte attività si sono svolte via web, coinvolgendo i volontari e gli studenti nella preparazione di eventi come “Earth Hour” con la creazione di video dedicati alla salvaguardia della terra dal cambiamento climatico. Nel periodo del lockdown, attraverso i mezzi di comunicazione, il WWF Napoli ha comunque lanciato diversi  allarmi per l’aumento dell’uso della plastica,  per il cattivo uso delle  mascherine e degli altri materiali necessari nel periodo». 

Già, questo periodo ci ha mostrato anche quanto l’azione dell’uomo sia distruttiva. Ricordo quando ci fu il totale lockdown nel marzo 2020 iniziarono a girare sul web delle foto che mettevano a paragone l’inquinamento atmosferico pre e durante il lockdown. Era evidente come la riduzione della mobilità avesse portato anche ad un calo dell’inquinamento atmosferico. Dunque la domanda viene spontanea, globalizzazione, urbanizzazione, consumi. Stiamo togliendo troppo spazio alla natura? 

«Sicuramente l’uomo fino ad ora ha pensato che la natura fosse a suo servizio e che se ne potesse abusare all’infinito per le proprie necessità. L’entità e le dimensioni dei cambiamenti ambientali globali cui abbiamo sottoposto tutti i sistemi naturali della Terra, pongono l’intera umanità di fronte ad una sfida assolutamente senza precedenti nella nostra storia. Oggi più di tre quarti della superficie del pianeta è stato “ridisegnato” dalle attività umane. Il nostro impatto sui sistemi naturali sta facendo preoccupare l’intera comunità scientifica, perché in molte situazioni si sta analizzando il fatto che ci troviamo vicini a dei punti critici (Tipping Points, a delle vere e proprie “soglie”), oltrepassati i quali gli effetti a cascata che ne derivano possono essere devastanti per l’umanità». 

Quali sono i progetti del WWF Napoli per il futuro?

«I progetti per il futuro sono puntati essenzialmente a mitigare il cambiamento climatico, per dare il via a un movimento inarrestabile per la tutela dell’ambiente e per contribuire a garantire un impegno internazionale per fermare e invertire la perdita di biodiversità. Essenziale è decarbonizzare le economie del mondo, fermare l’uso dei combustibili fossili, ridurre il consumo di suolo, ridurre ogni forma di inquinamento. Ma anche singolarmente i cittadini possono dare un contributo in questa grande battaglia, modificando il proprio stile di vita che è stato fino ad ora poco attento a quanto sprechiamo: per esempio riducendo i consumi energetici all’interno delle case, riducendo gli sprechi alimentari, consumando meno carne, usando prodotti stagionali e possibilmente a km 0, evitando l’uso di prodotti usa e getta, quelli  con eccessivo imballaggio, facendo una buona raccolta differenziata, usando meno l’auto a favore dei mezzi pubblici». 

E’ stata chiarissima. Un’ultima domanda: come possiamo sostenere noi tutti l’organizzazione? 

«Il WWF può essere sostenuto iscrivendosi all’Associazione con una quota annua di 30 euro per il socio ordinario e 24 euro per i bambini.  Può essere sostenuto partecipando alle attività in prima persona. Per ogni informazione per iscriversi o partecipare si può scrivere al WWF Napoli alla mail: napoli@wwf.it o telefonare al n. 347 3935499 Si possono seguire le attività in corso o in programmazione sulla pagina FB: www.facebook.com/WWFNapoli». 

di Ludovica Palumbo

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°218 – GIUGNO 2021

Print Friendly, PDF & Email
Pubblicità