Un mondo che procede a ritroso

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Quanto è andato a ritroso il mondo negli ultimi anni? Tutti parlano con tutti e mai nessuno conosce nessuno. La distanza fra città si riduce, quella fra persone cresce.

Procedere a ritroso

La nostra realtà storica, profondamente marcia, sta progressivamente deteriorando anche noi. Perché è deleterio vivere in un mondo di apparenze, costellato di rapporti insignificanti, nei quali si finge di essere ciò che non si è per non restare soli. O meglio, per illudersi di non esserlo.

Si falsano amicizie, sentimenti, opinioni. Si finge di essere felici, quando invece si vorrebbe solo piangere. Perché non ci si può permettere di essere umani, deboli, fragili, di mostrarsi per ciò che si è. E alla fine si finisce per non mostrarsi affatto.

Apparenze

Perché è così facile mettersi in mostra ma così difficile mostrarsi? Fisici da passerella, outfit impeccabili, quasi come copie in serie. È la moda a dettare le persone, non il contrario. Sei out se non hai l’ultimo modello di scarpe indossate da un influencer qualsiasi, se non ascolti un certo tipo di musica. Se hai un pensiero controcorrente, poi, non sei proprio degno della vita di società. L’importante è pensarla tutti allo stesso modo, fare tutti le stesse cose. L’importante è vivere lottando, con lo scopo di conquistare una supremazia che ha il gusto amaro della solitudine. Perché si può essere belli, ricchi, impeccabili, sicuramente dà soddisfazione. Ma se poi si è soli, qual è veramente lo scopo della vita?

Terzo da quale punto di vista?

Per crescere un bambino ci vuole un intero villaggio”, recita un proverbio africano. Oggi, invece, ci illudiamo basti una babysitter, un contratto ad ore, una montagna di regali per colmare voragini di assenze. Si ha tempo per fare tutto: lavoro, convegni, workshop, palestra, mai tempo da dedicare alle persone, semplicemente perché non fa curriculum. Ci siamo ridotti ad essere questo: un curriculum.

Allora bisognerebbe, forse, ritornare a condividere lo spirito di quei paesi del “terzo mondo”, terzo solo per un punto di vista. E, al contempo, capire cosa merita di occupare il primo posto nella nostra vita, evitando così di arrivare all’ultima fase della propria esistenza senza poter stringere niente.

 

di Teresa Coscia

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