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Un mondo ancora poco conosciuto: gli Icewine, vendemmiati zottozero

Redazione Informare 05/02/2022
Updated 2022/02/05 at 11:05 AM
4 Minuti per la lettura

Sapete che alcuni vini possono essere prodotti in condizioni climatiche molto fredde? È il caso degli icewine, o Eiswein, i cosiddetti vini di ghiaccio, le cui uve sono vendemmiate in mesi dell’anno dove la temperatura è particolarmente bassa (si predilige molto spesso addirittura la notte dei mesi più freddi come dicembre e gennaio, quando il termometro si aggira zottozero). 

Si dice che furono creati grazie al “caso”, quando durante il rigido inverno del 1794 i viticoltori di Wurzburg furono costretti a vendemmiare uva congelata per non perdere gran parte del loro guadagno. Il risultato fu sorprendente e davvero gustoso, tanto che questa pratica fu riproposta negli anni seguenti, anche se non sempre con successo!

Ma, immaginerete che non tutte le città possono concepire vini così suggestivi. I primi produttori in assoluto sono stati: la Germania, l’Austria, il Canada e l’Italia.
Ma non disperate, perché se non vi trovate in un di questi Paesi, è bene sapere che gli icewine stanno conquistando una fetta sempre più consistente del mercato vinicolo ed è per questa ragione che vengono esportati in quasi tutto il mondo.

Essi, per i motivi che scoprirete, sono leggermente costosi e fanno parte di un mercato di nicchia. Certo può sembrare scontato, ma ciò è merito dei costi di produzione che non sono proprio leggeri da sostenere. Del resto, però, stiamo parlando di vini dalle caratteristiche davvero spettacolari e che andrebbero provati senza dubbio almeno una volta nella vita (così, giusto per innamorarsene!).

Viene da sé che non tutti i vitigni si prestano a quest’opera, proprio perché non tutti riuscirebbero a sostenere le temperature di cui parleremo. Quelli che si prestano di più sono: il Riesling, il Vidal, lo Chardonnay e il Cabernet Franc, assai resistenti al freddo.

Per permettere tutto ciò, la temperatura ottimale della zona di produzione deve essere tra i -7° e i -12°, proprio perché solo ed unicamente in tali condizioni gli acini del grappolo possono congelare. Solo grazie al congelamento all’interno di essi si avrà una quantità molto povera di acqua ma un succo molto concentrato con una quantità elevata di zuccheri ma soprattutto di acidi, tipici dei vini prodotti a temperature basse.

Anche il momento della pressatura per questo genere di vini risulta essere veramente delicato. È severamente sconsigliato che nel trasporto dal vigneto alla cantina, dopo il raccolto, la temperatura cambi in modo drastico. È per questo che molti preferiscono agire subito dopo la raccolta dell’uva in un luogo aperto prossimo al vigneto.

E, se vi state chiedendo come abbinare questi vini così complicati e delicati, ecco a voi la risposta!

Solitamente si predilige accompagnare agli icewine dessert molto caratteristici, aromatici, profumati e tanto dolci che così bilanceranno perfettamente la spiccata acidità del vino in questione.

Che dire, non resta che augurarvi buona degustazione e buona sperimentazione, con la speranza che possiate apprezzare questi vini così pregiati!

di Maddalena Sorbino

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