educazione sentimentale

“Un immigrato irregolare non può parlare a scuola”: polemiche a Trieste

Manuel Vita Verde 23/05/2024
Updated 2024/05/22 at 5:39 PM
3 Minuti per la lettura
Foto di InItalia Virgilio

Annullato un incontro programmato per discutere di accoglienza e inclusione all’Istituto Comprensivo Italo Svevo di Trieste. L’evento, che avrebbe dovuto vedere la partecipazione del mediatore culturale Ismail Sddati e del Consorzio Italiano di Solidarietà (ICS), è stato sospeso senza preavviso ufficiale, suscitando reazioni nell’opinione pubblica. In merito le autorità scolastiche e regionali hanno dichiarato “inopportuno far parlare un immigrato irregolare a scuola”.

Ismail Sddati avrebbe dovuto incontrare gli studenti e le studentesse dell’Istituto Comprensivo Italo Svevo di Trieste. “Appuntamento sospeso, non ce lo ha comunicato la scuola, lo abbiamo saputo dai giornali” ha dichiarato Gianfranco Schiavone, presidente di ICS. “Una volta contattato il docente che aveva organizzato l’incontro, abbiamo ricevuto conferma. Una decisione assunta probabilmente a seguito della posizione dell’assessorato regionale all’Istruzione e alla Sicurezza,” ha aggiunto Schiavone, esprimendo il suo rammarico per l’accaduto.

Per comprendere meglio questa vicenda bisogna fare un passo indietro, fino alla nota del 15 maggio della Regione Friuli-Venezia Giulia, che aveva espresso diverse perplessità riguardo all’iniziativa. “Grave che all’interno di uno spazio pubblico come una scuola, a dei giovani studenti, su un tema estremamente complesso come l’immigrazione irregolare, venga offerta una visione univoca della realtà. Realtà argomentata da chi riceve soldi pubblici per gestire l’emergenza e da chi potrebbe essere arrivato illegalmente in Italia” si legge nella nota regionale.

Inopportuno fa parlare un immigrato irregolare a scuola”

Alessia Rosolen, assessora all’Istruzione, ha ribadito la sua posizione attraverso un contatto con il giornale Domani. Ha garantito che “la scuola non ha ricevuto alcuna richiesta circa la sospensione dell’incontro da parte della regione“. Tuttavia, Rosolen ha definito l’incontro “inopportuno” per studenti di 12 o 13 anni, sostenendo che su temi così delicati dovrebbero intervenire le istituzioni, come la questura e la prefettura, piuttosto che “un migrante irregolare e una cooperativa politicamente schierata.”

Eppure, l’assessora dimentica l’importanza dell’esperienza nei processi educativi. La Prefettura può spiegare tecnicismi agli studenti e alle studentesse, ma non i sentimenti di chi quell’esperienza l’ha vissuta. I racconti di vita della gente comune rappresentano sempre posizioni politiche. “Abbiamo attraversato venti governi – dice il presidente Schiavone – ma mai come oggi affrontiamo un’epoca fatta di assoluta aggressività”.

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