Un algoritmo per la diagnosi delle malattie degenerative: lo studio de La Sapienza

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L’algoritmo è il risultato dello studio coordinato da La Sapienza, in collaborazione con l’Ircss Neuromet e l’Università di Cincinnati in Ohio.

L’algoritmo

Un algoritmo frutto di uno studio coordinato da La Sapienza è in grado di dare informazioni sullo stato di salute dei pazienti neurologici dando informazioni sul loro stato di salute. Il tutto avviene attraverso un monitoraggio a distanza.

L’algoritmo è, precisamente, il risultato dell’analisi coordinata dal Dipartimento di Neuroscienze umane della Sapienza. L’Università italiana ha collaborato con i dipartimenti di Ingegneria dell’informazione, elettronica e telecomunicazioni, dell’Ircss (Istituto Neurologico Mediterraneo) Neuromed e con il Dipartimento di Neurologia dell’Università di Cincinnati in Ohio.

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Lo studio

I risultati raggiunti dal team coordinato da Antonio Suppa sono stati pubblicati sulla rivista Frontiers in Aging Neuroscience.

L’algoritmo segna un grande passo avanti nella diagnostica di malattie degenerative. La valutazione si basa sulla rilevazione di “pattern” di scrittura attribuibili all’invecchiamento fisiologico di soggetti sani. L’analisi è, inoltre, altamente precisa attesa l’accuratezza degli algoritmi di machine learning. Si propone, in tal modo, come valida alternativa alla consueta valutazione clinica ambulatoriale.

Lo studio ha coinvolto 156 soggetti sani e destrimani. Questi sono stati suddivisi in tre classi di età: 51 giovani tra i 18 e i 32 anni, 40 adulti di età compresa tra 37 e 57 anni e, infine, 63 soggetti in età adulta avanzata, ovvero tra i 62 e i 90 anni. I soggetti hanno scritto con una penna a sfera nera il proprio nome e cognome per 10 volte su un foglio di carta bianca. Successivamente hanno fotografato il proprio campione di scrittura con uno smartphone, per poi inviarlo ai ricercatori.

Risultati e prospettive

Soddisfatto del risultato raggiunto, il coordinatore Antonio Suppa: “Il principale traguardo scientifico del nostro studio consiste nella accuratezza dell’analisi automatica della scrittura con algoritmi di intelligenza artificiale, in grado di obiettivare la progressiva riduzione di ampiezza dei caratteri dovuta all’invecchiamento fisiologico e, quindi, di attribuire ogni campione di scrittura a una specifica fascia d’età dell’autore”.

La ricerca, tuttavia, è in continuo divenire e si pone costantemente nuovi obiettivi da raggiungere. Francesco Asci, co-autore dello studio, ha commentato: “Il nostro auspicio è che l’analisi della scrittura da remoto e mediante algoritmi di intelligenza artificiale possa costituire in futuro un innovativo biomarker di invecchiamento, con un impatto rilevante nel campo della diagnostica di malattie neurodegenerative e in accordo con i metodi della telemedicina”.

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