Un 2020 che non avremmo mai voluto scrivere

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Dicembre da sempre è mese di bilanci, è il mese del tirare i remi in barca, di fare quella lista fantasmagorica dei pro e i contro dell’anno che se ne sta andando. Nella lista ci sarà sicuramente la pandemia, gli incendi in Australia, l’ultimo terremoto in Croazia di magnitudo 6.4, la morte di grandi uomini come Ennio Morricone, Ezio Bosso e Maradona; ma principalmente ci sarai tu, con le tue conquiste e le tue sconfitte. In tanti hanno definito questo 2020 come un “anno da dimenticare”: la pandemia  ha travolto e stravolto le nostre abitudini, ci ha tenuto lontani dai nostri affetti più cari, dalle nostre giornate di spensieratezza fuori porta. Ci ha fatto conoscere la paura, la solitudine; ci ha portato via tutte le forze e ci ha resi impotenti. C’è chi in questa guerra epidemiologica ha perso un proprio caro, non potendo nemmeno dargli un ultimo saluto, un’ultima carezza. Quell’addio che non ha visto lacrime in una chiesa o strette di mano e abbracci che potessero dare un conforto, ma li ha costretti solo a vivere, o forse a sopravvivere dalla solitudine: una nuova realtà, quasi surreale per le prime settimane o forse per tutta la loro esistenza. Perché alcuni giorni di dolore non si dimenticano, anzi sembrano quasi essere tatuaggi indelebili sulla nostra pelle che non andranno più via. È stato un anno in cui molti di noi, hanno vissuto la paura, i propri innumerevoli attacchi d’ansia, mesi di notti insonni e fragilità. Ognuno di noi, ha iniziato a capire realmente quanto la nostra mente, il nostro sistema immunitario sia fragile; così costringendoci a costruire attorno ad ognuno di noi, una propria campana di vetro che potesse proteggere noi e i nostri affetti più cari. Ma questo non è bastato a proteggerci, a prenderci cura dell’altro; perché ci sono stati momenti in cui questa pandemia ci ha dimostrato, di come a volte siamo giustamente fragili, di quanto a volte siamo lontani anche solamente a portare una  piccola scheggia di felicità nel cuore delle persone che amiamo.
Facendo cadere, persino chi credeva d’essere il più forte, abbandonando la speranza che un giorno tutto quello che stava accadendo nelle nostre vite, soprattutto nei primi mesi di lockdown  potesse ridarci la nostra libertà; una nuova luce che potesse nuovamente illuminare il nostro cammino, che potesse far nascere quel nuovo arcobaleno che ci desse serenità. Eravamo convintissimi di aver distrutto tutti i nostri demoni del passato, ma i primi giorni del 2020 c’hanno fatto conoscere altre paure: mostri invisibili e a volte indistruttibili.  Solo una fetta di persone, come chi lavora in campo sanitario e nella sperimentazione, rappresentano i veri eroi di quest’anno che non avremmo mai voluto scrivere, i quali ci hanno dato una speranza, un respiro di sollievo. Finalmente la bella notizia, dopo il giorno di Natale con le prime dosi di vaccino che sono state somministrate ai medici che lavorano in prima linea nei reparti Covid, ed altre dosi che in questi giorni già sono state smistate in tutte le regioni d’Italia.  In questi mesi abbiamo soprattutto avuto modo di conoscerci meglio, abbiamo capito come la nostra quotidianità era frutto di normalità, spensieratezza, libertà. Abbiamo avuto più consapevolezza, delle cose che in passato per superficialità abbiamo rimandato ad un altro giorno, e che d’ora in poi non rimanderemo più a domani ma ad oggi. Per i caffè al bar rinviati con una nostra amica, e i tanti abbracci che abbiamo rimandato per quella che era una vita assai frenetica tra casa e lavoro. Abbiamo capito molte cose che prima erano per noi scontate, abbiamo capito che l’amore e l’amicizia sono i primi antidoti per attraversare senza paura qualsiasi tempesta.

Un 2020 che non avremmo voluto scrivere, ma c’è qualcuno che ha cercato di trovare qualche aspetto positivo in questo anno che sta finalmente per salutaci, laddove le difficoltà diventano opportunità ed  un individuo scopre di avere risorse personali che non pensava di possedere: prendendo coscienza dell’unicità della vita e del suo trasformarsi da un momento all’altro.  

Aspetteremo tutti l’arrivo della nuova alba del 2021, con i tatuaggi sulla pelle, che ci ricorderanno chi continua a vivere nel nostro cuore, agendo con coraggio per riscoprirci resilienti, perché avere unità ci rende più forti nell’affrontare qualsiasi tempesta metereologica e non. Questo 2020, che ha contraddistinto i nostri volti attraverso milioni di mascherine, non potrà mai dire di averci tolto: la volontà di guardare avanti.

 

di Grazia Sposito

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