Luca Tortora Ugl

Umiltà e dialogo: la storia di Luca e il futuro della classe dirigente

Redazione Informare 21/03/2023
Updated 2023/03/21 at 12:50 PM
3 Minuti per la lettura

Luca Tortora è un dirigente della Ugl che è emerso dal frastagliato universo associativo della provincia di Caserta e che si è imposto come un sindacalista sui generis. Classe 1982 è nato a Torre del Greco in provincia di Napoli ed ha vissuto la sua infanzia a San Giorgio a Cremano, la città di Massimo Troisi e Alighiero Noschese per trasferirsi poi in Terra di lavoro.

Luca, così vuole che lo chiamino tutti, lavora in una società che si occupa di sicurezza e come tutti i sindacalisti della squadra del segretario territoriale Ferdinando Palumbo, timbra quotidianamente il cartellino e si reca diligentemente al lavoro. Negli ultimi cinque anni ha ricoperto il ruolo di segretario provinciale della sicurezza civile, ma ciò che veramente desta interesse della sua storia è il percorso che è decisamente inverso a quello di tanti personaggi in cerca d’autore che si aggirano per lo stivale.

Giunge nel 2018 al sindacato di Piazza Ruggiero, da iscritto, ma ci mette poco a farsi notare dai quadri dell’organizzazione che gli propongono il ruolo di segretario di categoria, lui accetta. Educato, preparato, trasparente, post-ideologico, Tortora diventa presto un punto di riferimento per gli iscritti del territorio e “uno con cui poter dialogare” per le controparti datoriali, anche se è inflessibile nel richiedere il rispetto delle norme e dettami contrattuali che regolano il mondo del lavoro dipendente, agisce alla luce del sole. Assume presto la responsabilità zonale del comune di Marcianise e diventa referente della Ugcons, l’associazione dei consumatori dove collabora con l’avvocato Giorgio Giudizioso, eppure, mentre percorre la strada della tutela dei diritti dei deboli e dei lavoratori, trova tempo e modo di mettere al mondo il suo quarto figlio, si laurea in ingegneria elettronica e assume ruoli di coordinamento nell’azienda dove presta servizio.

Lì dove in tanti avrebbero chiesto ed ottenuto il distacco per lasciare il lavoro, l’ex ragazzo di San Giorgio a Cremano ha fatto il perfetto contrario, è semplicemente un esempio da seguire. «Di Luca colpisce la grande umiltà» – argomenta Ferdinando Palumbo – «abbiamo partecipato assieme a tavoli istituzionali, ma abbiamo anche montato assieme uno per uno gli arredi del sindacato. È destinato ad un radioso futuro, è lui il giovane che ha fatto della confederalità la cifra della sua azione sindacale, un requisito che non è assolutamente trascurabile».

di Laura Ferrante

TAGGED: ,
Condividi questo Articolo
Lascia un Commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *