Un’opera nata per esperire un linguaggio artistico insolito nel panorama dell’arte contemporanea, quella presentata lo scorso mese al Lanificio 25 da Monica Marioni con il regista Nicolangelo Gelormini e la curatrice Maria Savarese.

“Le umane paure”, il breve film d’arte, proiettato per la prima volta a Napoli dopo Venezia, Roma, Milano e dopo aver partecipato a numerosi festival raccogliendo finora 22 allori nel mondo, è un vero e proprio “ritratto filmico di un progetto artistico” dove confluisce la narrazione dell’intima stratificazione emotiva alla base dello straordinario processo di autodeterminazione artistica di Monica Marioni, che interpreta se stessa ed è stata insignita, tra l’altro, del premio come migliore attrice protagonista all’Alternative Film Festival di Toronto.

L’incontro con due profondi conoscitori dei linguaggi contemporanei, come Maria Savarese e Nicolangelo Gelormini, hanno rappresentato una fortunata opportunità per la realizzazione di un prodotto artistico altamente innovativo, in grado di rappresentare la visione che Monica Marioni ha della propria capacità comunicativa e, allo stesso tempo, esprimere un potente messaggio di disprezzo verso il potere economico, culturale e morale precostituito.

Nata e cresciuta in Veneto, laureata in scienze statistiche, dopo un’esperienza lavorativa svolta in ambito aziendale, comprende che non è quello il suo mondo e non sarà lì il suo futuro.

Avendo frequentato l’istituto d’arte comincia a dedicarsi alla pittura e ad occuparsi di temi legati alla natura psicologica del suo vissuto fino alla svolta della sua vita grazie alla gallerista e mecenate Antonina Zaru che ne riconosce e promuove il talento. Si trasferisce a vivere a Milano dove comincia e consolida la sua variegata esperienza di artista attuando molteplici e importanti progetti performativi e di pittura digitale.

A partire da gennaio 2018 risiede a Napoli, città che l’ha letteralmente folgorata per la sua cultura e per il melting-pot della sua società, «una popolazione accogliente, dinamica, tollerante, dove tutte le possibili diversità dell’essere umano non sono né giudicate, né discriminate».

Girato tra Milano, Consonno e Como “Le umane paure” è un ritratto d’artista che vuole scavare, enfatizzandole per destrutturarle, le paure dell’umanità ma anche quelle dell’artista nella sua individualità. Efficace, pervasiva e sostanziale, la non facile narrazione degli stati d’animo e delle congetture mentali della protagonista, ha rivelato l’abilità cinematografica del regista che, forte della sua profonda conoscenza del mezzo tecnico e della sua esperienza con i grandi cineasti mondiali come Paolo Sorrentino, entrando in sintonia creativa con l’artista ha realizzato un’opera dal taglio insolito ma di indubbia qualità artistica.

di Angela Mallardo

Tratto da Informare n° 182 Giugno 2018