Uguaglianza delle persone Lgbtiq in Europa

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La Commissione europea ha presentato la prima strategia dell’Unione europea per l’uguaglianza delle persone LGBTIQ

La crisi generata dalla pandemia di COVID-19 ha colpito in particolare i gruppi più vulnerabili e, tra questi, le persone lesbiche, gay, bisessuali, transgender, non binarie, intersessuali e queer (LGBTIQ). Secondo l’Agenzia dell’Unione europea per i diritti fondamentali, nel 2019 il 43% delle persone LGBT ha dichiarato di sentirsi discriminato, rispetto al 37% nel 2012. Sebbene vi sia maggiore accettazione e sostegno sociale a favore della parità di diritti nell’UE, ciò non si è sempre tradotto in chiari miglioramenti nella vita delle persone LGBTIQ. In linea con l’impegno preso da Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione europea, a favore di un’Unione dell’uguaglianza, dopo l’annuncio nel suo discorso sullo stato dell’Unione europea (UE) nel settembre 2020, la Commissione europea ha presentato la prima strategia dell’UE per l’uguaglianza delle persone LGBTIQ, articolata in alcune azioni chiave.

Innanzitutto combattere la discriminazione attraverso la protezione giuridica, azione fondamentale per promuovere l’uguaglianza delle persone LGBTIQ. La Commissione europea monitorerà la situazione, in particolare nel settore dell’occupazione. La relazione sull’applicazione della direttiva sulla parità di trattamento in materia di occupazione sarà pubblicata entro il 2022. Dando seguito alla relazione, la Commissione europea presenterà eventuali atti legislativi, in particolare per quanto riguarda il rafforzamento del ruolo degli organismi per le pari opportunità, nonché un quadro normativo che affronterà specificamente il rischio di pregiudizi e discriminazioni inerenti ai sistemi di intelligenza artificiale.
Garantire la sicurezza delle persone LGBTIQ è fondamentale, dato che i reati generati dall’odio, l’incitamento all’odio e la violenza colpiscono in modo sproporzionato le persone LGBTIQ. Nel contempo persiste il grave problema che la maggior parte di tali reati non è denunciata. Per questi motivi, nel 2021, la Commissione europea presenterà un’iniziativa volta ad ampliare l’elenco dei reati dell’UE in modo da includervi i reati generati dall’odio e l’incitamento all’odio, anche nei confronti delle persone LGBTIQ. La Commissione europea metterà inoltre a disposizione delle opportunità di finanziamento per iniziative volte a combattere tali reati.
A causa delle differenze tra le normative nazionali degli Stati membri, non sempre i legami familiari sono riconosciuti quando le cosiddette famiglie arcobaleno attraversano le frontiere interne dell’UE. Per proteggere i diritti delle famiglie arcobaleno, la Commissione europea presenterà un’iniziativa legislativa sul riconoscimento reciproco della genitorialità ed esaminerà possibili misure a sostegno del riconoscimento reciproco tra gli Stati membri del partenariato tra persone dello stesso sesso.
In varie parti del mondo le persone LGBTIQ subiscono gravi violazioni e abusi dei loro diritti. La Commissione europea sosterrà azioni a favore dell’uguaglianza delle persone LGBTIQ nell’ambito dello strumento di vicinato, cooperazione allo sviluppo e cooperazione internazionale, dello strumento di assistenza preadesione e del Fondo Asilo e migrazione.
Molti dei settori politici connessi al miglioramento dell’uguaglianza delle persone LGBTIQ sono principalmente di competenza nazionale. Tuttavia l’UE svolge un ruolo importante nel fornire orientamenti politici, coordinare le azioni degli Stati membri, monitorare l’attuazione e i progressi, fornire sostegno attraverso i fondi dell’UE e promuovere lo scambio di buone pratiche tra gli Stati membri. Questi sono poi incoraggiati a basarsi sulle migliori pratiche esistenti e a sviluppare i propri piani d’azione a favore dell’uguaglianza delle persone LGBTIQ. L’obiettivo è quello di proteggere meglio le persone LGBTIQ dalla discriminazione, di integrare le azioni intraprese nell’ambito di questa strategia con misure volte a promuovere l’uguaglianza delle persone LGBTIQ nei settori di competenza degli Stati membri.

di Fabio Di Nunno

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TRATTO DAL MAGAZINE INFORMARE N° 215
MARZO 2021

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