tregua Ucraina

Ucraina, fallisce il tentativo di tregua e ricominciano gli scontri

Gennaro Alvino 07/01/2023
Updated 2023/01/06 at 11:57 PM
7 Minuti per la lettura

Continuano drammaticamente ad evolversi le vicende in Ucraina con Putin che avrebbe clamorosamente chiesto un “cessato il fuoco” all’esercito ucraino, una tregua in occasione del Natale Ortodosso. Dietro le quinte di questa incredibile richiesta del Capo del Cremlino ci sarebbe un colloquio telefonico avvenuto nella mattinata di ieri con il presidente turco Erdogan. Ancora una volta è stata espressa la disponibilità da parte di Ankara di mediare fra le due parti alla ricerca di una risoluzione pacifica del conflitto. Il presidente turco ha poi, ancora una volta, ribadito la necessità di un “cessate il fuoco unilaterale” per permettere alle due parte di incontrarsi ed insieme negoziare un accordo per porre fine allo scontro.

Da parte sua, Vladimir Putin, non ha mai chiuso le porte ad eventuali negoziazioni con il governo ucraino a patto che Kiev soddisfi le cosiddette “richieste note”. Il presidente russo fa così riferimento al riconoscimento dei territori del Donbass annessi attraverso un referendum illegale lo scorso settembre. Ad avallare questa richiesta è poi arrivata la voce del Patriarca russo Kirill I che già da giorni richiedeva una tregua per permettere ai fedeli di festeggiare il Natale Ortodosso.

La richiesta di tregua da parte del Cremlino

A fronte della richiesta del Patriarca, il presidente russo Vladimir Putin ha convocato il Ministro della Difesa, Serghei Shoigu, per indire un regime di “cessate il fuoco”. La tregua, che coinvolgerà l’intera linea di contatto sul fronte ucraino, sarebbe partita dalle ore 12:00 del 6 gennaio (le 10:00 italiane) per terminare poi alla mezzanotte del 7 gennaio (le 22:00 nostrane) in corrispondenza della celebrazione della Veglia e del Natale della fede Ortodossa. Il Cremlino ha poi aggiunto: «Chiediamo anche alla parte ucraina di dichiarare un cessate il fuoco e consentire ai cittadini di partecipare alle funzioni natalizie».

La risposta ucraina

Il governo di Kiev ha subito rispedito al mittente la richiesta di tregua definendo «cinica e ridicola» l’iniziativa avanzata dalla controparte russa. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, attraverso il suo portale Telegram, ha così denunciato l’inganno che si cela dietro la tregua richiesta in occasione del Natale Ortodosso.

«Ora vogliono usare il Natale come scusa per fermare brevemente l’avanzata dei nostri ragazzi nel Donbass e portare attrezzature, munizioni e reclute più vicino alle nostre posizioni. Cosa otterranno? Soltanto un ulteriore aumento dei morti. Tutto il mondo sa che il Cremlino utilizza le tregue per poi riprendere la guerra con maggiore vigore. Ma per porre fine rapidamente alla guerra non c’è bisogno di questo. C’è bisogno che i cittadini russi trovino il coraggio di liberarsi dalla vergognosa paura nei confronti di un solo uomo al Cremlino, almeno per 36 ore, almeno a Natale».

Il presidente ucraino non ripone infatti particolare fiducia nel capo del Cremlino che, nella giornata di ieri, poche ore dopo aver chiesto ufficialmente il “cessate il fuoco”, ha bombardato l’area di Kherson uccidendo un’intera famiglia di civili. A denunciare l’accaduto ci hanno pensato le parole del vice capo dell’ufficio del presidente dell’Ucraina Kyrylo Tymoshenko.

«Questa è la bassezza e la meschinità della Russia: la mattina parlano di una “tregua natalizia” e a mezzogiorno uccidono un’intera famiglia. Qual è la colpa del marito, della moglie e del loro figlio di 12 anni? Il fatto solo che siano ucraini. Si stavano preparando a festeggiare insieme il Natale, ma un colpo cinico dei russi li ha uccisi nella loro stessa casa». Infine Zelenski ha chiuso qualsiasi spiraglio di trattativa affermando la volontà dell’esercito ucraino di non volersi piegare al potere russo. «La guerra finirà soltanto quando i vostri soldati se ne andranno o quando noi li avremo cacciati».

La reazione del resto del mondo

Al fianco dell’Ucraina si sono subito schierate le principali forze mondiali che hanno duramente condannato il tentativo di Putin di ingannare l’esercito ucraino. «Sta solo cercando un po’ di ossigeno per poi tornare all’attacco» ha detto il presidente degli USA Joe Biden che, attraverso alcuni colloqui telefonici, ha stabilito una nuova sinergia con il cancelliere tedesco Olaf Sholz per il rifornimento militare da inviare a Kiev. Nella capitale ucraina arriveranno presto dei Panzer tipo Marder dalla Germania mentre gli Stati Uniti invieranno presto dei Panzer tipo Bradley.

L’accordo fra le due potenze prevede inoltre di inviare presto all’esercito di Zelenski nuovi missili Patriot. Dalla parte dell’Ucraina si schiera anche Charles Michels, presidente del Consiglio UE, che in un tweet ha scritto: «C’è un aggressore: il Cremlino. E una vittima: il popolo ucraino. Il ritiro delle truppe russe è l’unica opzione seria per ripristinare la pace e la sicurezza. L’annuncio di un cessate il fuoco unilaterale è falso e ipocrita quanto le annessioni illegali e grottesche e i referendum che le accompagnano».

I bombardamenti in Ucraina continuano nonostante il tentativo di tregua

Nonostante la richiesta di “cessate il fuoco” il governo di Kiev nella giornata di oggi ha accusato la Russia di aver ugualmente bombardato l’area di Kramatorsk, ad est del paese. A sua volta il Cremlino ha riferito di aver ricevuto diversi attacchi da parte dell’esercito ucraino nonostante la completa osservanza della tregua di 36 ore da poco entrata in regime. Il portavoce del Ministero della Difesa russo ha però specificato: «Da parte nostra solo fuoco di risposta grazie al quale le truppe russe hanno distrutto le posizioni delle forze armate ucraine da dove sono stati lanciati gli attacchi».

Immediata è arrivata la risposta della Vicepremier ucraina Iryna Verenshchuk che un’intervista ha detto: «Gli attacchi avrebbero lo scopo di far passare l’Ucraina come aggressore e incoraggiare potenziali reclute ad arruolarsi nell’esercito».

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