Giorgia Meloni

Tutti i nemici di Giorgia Meloni: “Supponente, arrogante, offensiva”

Gianrenzo Orbassano 18/10/2022
Updated 2022/10/19 at 12:28 AM
6 Minuti per la lettura

Il 25 settembre scorso, l’Italia ha scelto molto chiaramente chi dovesse assumersi la responsabilità di governare il Paese. Giorgia Meloni è impegnata in questi giorni a formare una squadra di governo che dovrà fronteggiare una crisi economica dilagante: non bastava la pandemia, da mesi siamo alle prese con una guerra nel cuore dell’Europa che sta portando gravi conseguenze alla nostra economia.

Insomma, non proprio un buon momento per diventare Presidente del Consiglio. Ma Giorgia Meloni si dice pronta, a giorni salirà al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella per le consultazioni. Dovrebbe andare tutto bene. Dovrebbe, appunto. Serpeggia – poi neanche così segretamente – un pericolo di una eventuale caduta del governo prima ancora che lo stesso possa nascere. Chi sono i nemici di Giorgia Meloni? Noi qualche indizio palese lo abbiamo scovato già in queste ore.

Supponente, arrogante, offensiva

Ha fatto il giro del web e dei giornali, il foglietto degli appunti di Silvio Berlusconi in cui annotava alcune considerazioni su Giorgia Meloni. Berlusconi si sente il padre putativo del concetto di centrodestra unito. è stato lui ad accogliere in un unica bandiera tutti quei movimenti politici che si riconoscevano nella sua visione. Li ha istituzionalizzati, li ha perfino educati ad un certo modo di intendere la politica. E Giorgia Meloni si annovera tra questi. Ora, Silvio Berlusconi, riserva molti dubbi sulla sua “piccolina” e sul ruolo che la vedrà presiedere il Governo futuro.

Tanto che, Berlusconi, si è messo in testa di poter dare ancora le carte in questa nuova fase. E qui i primi scontri, i primi malumori, il foglietto incriminato. Uno scatto rubato a cui Giorgia Meloni ha dato il giusto peso: “Berlusconi si è dimenticato di scrivere che non sono ricattabile“. Ma da cosa deriva questo screzio? Forse per il primo atto di questa nuova legislatura. L’elezione di Ignazio La Russa, si è conclusa con un giallo: Forza Italia non ha votato per il braccio destro della Meloni, ma l’ex Ministro della Difesa ha trovato lo stesso i voti che servivano per la sua elezione. Diciannove voti in cerca di autore. Stesso discorso per la formazione del governo: Berlusconi vorrebbe piazzare i suoi fedelissimi, Giorgia Meloni tira dritto per la sua strada e lotta per i suoi nomi. Cosa ne uscirà?

L’incognita Salvini: rischio Papeete per Giorgia?

Oltre Berlusconi, qualche ruggine Giorgia Meloni ce l’ha con il suo alleato Matteo Salvini. Non sono andate via le nuvole scure per quanto riguarda il posto al Viminale. Salvini vorrebbe occuparlo, “forte” della sua esperienza come Ministro dell’Interno durante il Conte I, sicuro di portare risultati – a loro parere – importanti per il Paese, nonché fondamentali per la base dell’elettorato della Lega. Una Lega che esige un segnale forte dal suo leader Salvini, messo in discussione dopo i risultati sotto le aspettative nelle ultime politiche. Un primo “colpo”, Matteo Salvini lo ha piazzato alla Presidenza della Camera con l’ex Ministro alla Famiglia Lorenzo Fontana. Scelta ampiamente criticata dalle opposizioni per il profilo ultra conservatore del nuovo Presidente della Camera.

Salvini però non è nuovo a colpi di scena e spesso si agita quando le cose hanno bisogno di una scossa. E la Lega, da un punto di vista elettorale unito all’esigenza dello stesso segretario del Carroccio di confermare la sua leadership, quando c’è bisogno di sovvertire i piani è sempre in prima linea. Giuseppe Conte ne sa qualcosa… e anche il Papeete.

Giorgia, attenta agli amici

Sarebbe stato banale elencare gli oppositori in Italia della futura Premier. Li conosciamo fin troppo bene, così come abbiamo conosciuto le loro strategie per cercare di fermare una sua vittoria alle elezioni: vane. Quindi, dando per buono che l’assassino sia sempre il maggiordomo, Giorgia Meloni dovrebbe guardarsi intorno e capire in anticipo i tentativi di delegittimazione provenienti dai suoi stessi alleati di governo. Il pericolo è proprio in casa sua: Silvio Berlusconi e Matteo Salvini non sopportano l’idea di vederla sedere sullo scranno più importante. Non lo dicono – almeno così apertamente – ma pensano che non sia adatta al ruolo che la attende. D’altronde, il loro macismo è direttamente proporzionale al loro ego.

Ma questo Giorgia Meloni, abituata a sgomitare in mezzo ai colonnelli, lo sa. Probabilmente non sarà scaltra ad anticipare eventuali strappi, ma ha sicuramente la tempra di affrontare le situazioni più complicate. La riflessione che però ci interessa più da vicino, non sono le solite manovre di palazzo così care ai nostri volti noti della politica italiana. Ci sta a cuore capire come questo governo affronterà le emergenze che si fanno giorno dopo giorno sempre più pressanti, che stritolano le famiglie italiane: crisi economica e fronte guerra vanno gestite con delicatezza, consci del fatto di trovarci dentro una terza guerra mondiale in atto a due passi da noi. Se le premesse sono queste, si può parlare di avere un centrodestra veramente unito? Sarà un governo concentrato sulle questioni di cui sopra abbiamo citato?

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