«Un preciso momento non riesco ad indicarlo; posso dirti che sono stato sempre affascinato da quel modo di cantare “rap”, di ballare la “breakdance”, dai quei suoni fatti dai dj, gli “scratch”, e da quei disegni fatti sui muri, dai writers… Insomma, è stato un amore a prima vista; quello che poi avrei scoperto come cultura Hip Hop ed i suoi 4 elementi». Così Federico Flugi descrive la sua passione, che coincide col suo lavoro. Il suo nome d’arte è Tueff, che sta per Two Effe (‘Due Effe’), come le iniziali del proprio nome e cognome. Il rapper napoletano, oltre alla bravura artistica, ha un grande merito. Federico, infatti, è stato uno dei volontari accorsi per domare gli incendi appiccati nel territorio dell’ente Parco nazionale del Vesuvio, nei mesi di luglio ed agosto 2017. «Come tutto quello che faccio, fu una spinta interiore a farmi correre lì. C’erano fiamme alte e bisognava fare tanta attenzione, in quanto vento ed aghi di pino non erano buoni alleati; con una piccola fiamma si potevano scatenare sempre nuovi incendi e, all’improvviso, iniziava tutto daccapo». Poi continua la testimonianza: «In quei giorni, ho apprezzato ancora di più una categoria, quella dei pompieri, che venivano anche da altre regioni. Mi ricordo anche di una signora, sicuramente un angelo, che ci portò da bere. Avendo le maschere in viso, per ovvi motivi, ne sentivamo ancora di più la necessità. Ho imparato tutto sul campo, molto in fretta. Del resto, non c’è tempo per riflettere, quando ci si trova in queste situazioni. Ho imparato a fare trincee con la pala per isolare i focolai, a capire il vento come si muovesse e a fare attenzione alle trappole che può nascondere la cenere. Sì, proprio la cenere, perchè quando tutto era “calmo”, lo scenario appariva quello di una neve grigia, dove, fino a poco tempo prima, c’era tutta vegetazione». L’impegno di Tueff a favore dell’ambiente è stato riconosciuto dalla città di Terzigno. Il consiglio comunale della città vesuviana gli ha infatti concesso, qualche settimana fa, la cittadinanza onoraria. «Sono grato a Francesco Ranieri, che prima di allora non sapevo fosse il sindaco di Terzigno. L’ho visto in prima fila, con tanto di pala ,ed ho apprezzato una qualità che dovrebbero avere tutti: il cuore, che dovrebbe venir prima di qualsiasi partito o ideologia politica» . “Brigante pe’ ammore, brigante gente ‘e core”. Recita così un passaggio dell’ultima canzone di Tueff, Brigante pe’ ammore. In essa, il rapper descrive la storia del brigantaggio in provincia di Napoli e di come quelle persone hanno contribuito a fare la storia d’Italia. Dopo aver dato il proprio contributo nello spegnere le fiamme, persone della zona gli hanno raccontato che quell’area – che oggi fa parte del comune di Terzigno – era stata del brigante Pilone, da lui menzionato proprio nella canzone citata poc’anzi.

La mia natura mi porta a non limitarmi semplicemente a scrivere un testo per una nuova canzone, ma a cercare di fare sempre qualcosa di concreto per la mia terra.

«Con le mie canzoni, mi capitano delle cose che a volte non so spiegarmi nemmeno io. È accaduto anche con Brigante pe’ ammore; prima ho parlato di una delle zone dove mi sono recato per spegnere gli incendi. Ecco, quelle zone in passato erano appartenute al Brigante Pilone, uno dei briganti che cito nel mio testo. Quindi, in sintesi, vado sul Vesuvio per gli incendi e càpito, per puro caso, in un posto appartenuto al brigante Pilone che avevo citato in un testo composto da me tempo prima. Non so spiegarmi tutto questo; nemmeno se avessi voluto fare di proposito una cosa simile, penso che ci sarei riuscito. Sono emozioni forti, le stesse che ho provato quando la mia vita si è intrecciata a quella di Giancarlo Siani». Della natura di tale incontro, Tueff spiegherà in seguito, illustrando coincidenze apparentemente inspiegabili ma che, di fatto, sono delle piccole grandi ricompense che la vita dona a chi ha buon cuore, dimostrandolo con azioni concrete, aiutando gli altri.

Il video di Brigante pe’ ammore:

di Teresa Lanna