Trump vs Biden, tutti gli scontri elettorali in TV

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Donald Trump e Joe Biden sono in guerra elettorale da un bel po’. La partita è iniziata con i risultati del lockdown, ma continua anche in queste ultime ore che precedono il 3 Novembre, giorno in cui gli americani andranno alle urne.

Andiamo a ripercorrere i momenti clou degli scontri elettorali fra il repubblicano Trump e il democratico Biden, appoggiato dall’ex leader della Casa Bianca Barack Obama.

30 Settembre: primo scontro

Subito alta tensione fra i due che si sono sfidati alla Case Western Reserve University di Cleveland, in Ohio, alle 21 (ora locale, le 3 del mattino in Italia). Come moderatore era presente il conduttore di Fox Chris Wallace.

Joe Biden ha concentrato l’attenzione sulla gestione covid e sulla questione tasse.

“Hai pagato solo 750 dollari nel 2016 e 2017”, ha replicato Joe Biden riferendosi alle rivelazioni del New York Times. “I miliardari come Trump stanno andando bene, mentre la gente perde il lavoro per la pandemia e soffre la peggiore depressione economica della storia”, ha aggiunto il democratico.

“Sei il peggior presidente che l’America abbia mai avuto”. Biden ha quindi chiesto con insistenza al presidente di pubblicare ufficialmente e una volta per tutte le sue dichiarazioni fiscali. Trump ha dichiarato che le presenterà presto.

Trump ha accusato Biden di voler far diventare socialista il sistema sanitario attuale. “Non sono socialista, faccio parte del Partito Democratico”, ha controbattuto l’ex vicepresidente della Casa Bianca.

15 Ottobre: secondo scontro

I due in questa occasione si sono sfidati a distanza, con la conduttrice Savannah Guthrie della Nbc pronta a fare domande ai candidati. Ed è stata proprio la anchorwoman ad essere la vera protagonista della serata, mettendo in difficoltà Trump anche più di quanto Biden abbia fatto. La Guthrie ha chiesto chiarimenti all’attuale presidente su argomenti come la gestione covid, l’estremismo di destra e la patata bollente delle dichiarazioni fiscali.

“Non li conosco, non so niente di loro”, ha affermato Trump sui suprematisti bianchi, nonostante la moderatrice gli ricordasse come spesso abbia sposato le loro teorie del complotto. “Lei è il presidente, non uno zio pazzo qualunque”, la reazione della moderatrice. “I numeri usciti sono sbagliati, e comunque il fisco mi ha trattato molto male”, ha detto Trump, nonostante il New York Times abbia svelato che il presidente ha pagato 750 dollari l’anno sia nel 2016 che nel 2017.

Sul discorso della pandemia c’è Biden pronto a concentrare tutte le sue energie per sconfiggere il virus. “Whatever It takes” è lo slogan del dem. “Le parole di un presidente contano. Quando un presidente non indossa la mascherina e prende in giro la gente come me che la porta, la gente pensa che la mascherina allora non è così importante”, ha concluso Biden.

22 Ottobre: ultimo scontro prima delle urne

A moderare il dibattito questa volta c’è Kristen Welker, giornalista della Nbc. Turni alternati da due minuti per gli sfidanti, più ordine garantito.

Trump subito promette: “La pandemia sta per finire, il vaccino è in arrivo”.

Biden nel frattempo ha definito “criminale” la separazione dei bambini dai genitori immigrati al confine col Messico praticata dall’amministrazione Trump. “Li hanno strappati alle loro madri e ora sono soli, non sanno dove andare”. 

Trump ha poi dichiarato di “amare l’ambiente”, ma di tenere soprattutto alle priorità che l’hanno convinto ad uscire dall’accordo di Parigi. Biden invece promette di far rientrare gli Usa in esso.

Ad un certo punto del dibattito Biden commette uno degli errori più gravi della sua campagna elettorale. Alle 21:21 ora di Nashville Joe Biden commette lo stesso “errore” di George H.W Bush nel 1992 durante il dibattito con Bill Clinton e Ross Perot: guarda l’orologio. Un gesto letto come un segno di impazienza o di difficoltà secondo alcuni analisti. Potrebbe valere tanto quanto una risposta sbagliata, sicuramente un passaggio a vuoto del democratico. Infine Biden però ci tiene a sottolineare che “Trump è uno dei presidenti più razzisti della storia moderna” e che abbia alimentato un razzismo divenuto istituzionale.

“Credo di essere la persona meno razzista che esista e sono convinto di aver fatto per gli afro-americani più di qualsiasi altro presidente da Abramo Lincoln, ha concluso Trump.

Terminato anche il terzo e ultimo scontro l’America è pronta per il voto. 7,3 punti percentuali il vantaggio di Joe Biden su Donald Trump nella media dei sondaggi nazionali, calcolata da RealClearPolitics che dà l’attuale presidente Usa al 43,2% e il rivale democratico al 50,5%. Biden  è avanti di soli 3 punti percentuali in cinque degli swing state, tra cui però troviamo Michigan, Pennsylvania e Wisconsin dove Trump vinse nelle elezioni del 2016.

3 Novembre 2020, appuntamento con la storia. Save the date.

di Matteo Giacca

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