“Troisi poeta Massimo”: l’omaggio all’attore della città di Napoli

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Di Napoli spesso si racconta che è una città che fa innamorare, con tutte le luci e ombre dei suoi vicoli e delle sue mille sfaccettature, con i suoi secoli di storia, tutti i suoi sprazzi di vita. La verità, però, è che Napoli sa anche amare dal profondo i suoi figli e i suoi eroi, restando a loro indissolubilmente legata in un mix di ricordi e racconti capaci di impreziosire la molteplicità delle sue vite.

È accaduto con tutti i grandi che hanno avuto modo di respirarla, di viverla, di amarla e odiarla allo stesso tempo: Totò, Eduardo, Pino Daniele, Maradona, Massimo.
“Troisi poeta Massimo”. Un titolo, una mostra, un uomo, un artista con una carriera brillante e fulminea, uno dei volti più belli, puliti e veri della città.

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“Troisi poeta Massimo” è il meraviglioso omaggio a Troisi della città di Napoli, in una mostra che ne ripercorre tutte le tappe della vita e della carriera, soffermandosi su uno degli aspetti più intimi e teneri di un artista capace di raccontare l’ingenuità, la meraviglia, la disillusione di una generazione cresciuta in uno dei periodi più aurei e, in fondo, ingannatori della nostra storia: il suo indissolubile legame con la poesia: origine, culmine e filo conduttore – seppur in maniera estremamente variegata – di tutta la sua carriera.

Fra le strade e i vicoli di San Giorgio a Cremano, culla dell’infanzia e dell’adolescenza di uno dei più grandi attori partenopei, si sviluppa e acuisce giorno dopo giorno la prorompente teatralità e la profonda sensibilità del Pulcinella senza maschera che, fin dall’adolescenza, sceglie di esprimere fra le righe di qualche pagina i suoi sentimenti più profondi, non immaginando neanche lontanamente che anni dopo sarebbero stati i protagonisti di una sorta di sacrario laico ammirato con un sorriso da tutte le persone che nel corso degli anni hanno imparato ad amarlo.

Una teatralità e una profonda sensibilità portate in scena in ogni suo film e sketch con una semplicità e una naturalezza disarmanti, capaci di contagiare di volta in volta i suoi innumerevoli compagni di viaggio, gli amici di una vita, cuore e fulcro di tutta la mostra.
Da Pino Daniele a Roberto Benigni, da Lello Arena a Enzo Decaro, artisti così differenti ma allo stesso modo capaci di fondersi con le mille sfaccettature della sua poliedricità, per farne conoscere al pubblico di nuove e inedite.

Del Troisi poeta Massimo è inevitabile ricordare l’apice e il culmine con “Il postino”, uno dei suoi film più teneri e struggenti, capaci di consegnarlo al mondo in tutta la sua unicità e immortalità, lirico e poetico al tempo stesso, intriso di poesia e incentrato su quest’arte così magica e sublime in ogni parola e inquadratura, così profondamente sentita da questo immenso artista.

Eppure Troisi, in tutta la sua grandezza, non è stato un poeta Massimo solo all’alba e al culmine della sua carriera. La delicatezza e la classe dell’arte poetica lo hanno accompagnato in tutto il suo percorso artistico e umano, permettendogli di mettere in scena sentimenti ed emozioni comuni a tutti gli uomini e le donne, a tutti i ragazzi e le ragazze, con una profondità e una malinconia impossibili da descrivere eppure così veri, così universali, così semplici e reali, con la maestria e l’arte di un vero poeta. “La poesia non è di chi la scrive, è di chi gli serve”, diceva. E aveva ragione.

È stato proprio il bisogno di una poesia viscerale, limpida e sentimentale come la sua a renderlo unico, immenso, eterno.

di Teresa Coscia

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°221 – SETTEMBRE 2021

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