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“Tre modi per non morire”: Toni Servillo torna al Bellini e incanta il pubblico

Luisa Del Prete 25/01/2023
Updated 2023/01/25 at 10:50 AM
3 Minuti per la lettura

In scena al Teatro Bellini di Napoli dal 24 al 29 gennaio 2023, l’attesissimo spettacolo “Tre modi per non morire: Baudelaire, Dante, i Greci” di Giuseppe Montesano con Toni Servillo. Uno spettacolo che da subito ha annunciato il sold out per tutte le date napoletane e che non ha deluso le aspettative degli spettatori.

Un’assenza, quella di Servillo al Teatro Bellini, durata ben quattro anni. Impossibile dimenticare l’intramontabile “Elvira (Elvire Jouvet 40)” andato in scena nel gennaio 2019 e che ancora sembra riecheggiare negli angoli del teatro. Ma questo ritorno non è stato certo da meno.

Servillo torna con un affascinante testo di Giuseppe Montesano in cui l’autore, attraverso un verso di Baudelaire o Dante o frammenti di filosofi greci, vuole trovare la cura all’analfabetismo emotivo e mentale che colpisce la nostra generazione. Ma come è possibile questo cambiamento? La risposta la si trova nella letteratura e nel teatro, dove si può trovare il senso più piena della vita attraverso le emozioni.

Tre modi per non morire: una cura all’analfabetismo emotivo dei nostri giorni

Servillo domina il palcoscenico: in tre tempi intreccia tre modi di stare diversi, cambiando a seconda del racconto, muovendosi ed entrando con maestria all’interno di ognuno di loro. Un unione, senza la perdita di singolarità di Baudelaire in “Monsieur Baudelaire, quando finirà la notte?” che racconta come la bellezza combatte contro la depressione e l’ingiustizia, Dante in “Le voci di Dante che racconta come la poesia si trasforma in romanzo e salvezza, i greci in “Il fuoco sapiente” che racconta come la poesia e la filosofia accendono una visione che sa immaginare il futuro.

“Per i Greci il Teatro non è un passatempo. Assistere alle grandi tragedie è un compito essenziale di ogni cittadino di uno Stato democratico. Gli edifici, i poeti, gli attori, i registi, i biglietti sono pagati con le tasse che il governo democratico impone ai ricchi perché a Teatro ci devono andare tutti: le donne, gli adolescenti, i poveri, i carcerati, gli schiavi” afferma nell’ultima parte Servillo. Uno spettacolo che invita al fine più puro del teatro: quello di far riflettere, di stimolare i sentimenti di ognuno di noi per vivere la vita vere, attraverso emozioni reali.

Il testo di Montesano è forte, interpretato da un Toni Servillo immenso che, attraverso miti e racconti, con il suo modo singolare di stare in scena, di camminare ed attraversare il palcoscenico, di catturare con la sua espressività, arriva ad ogni spettatore. Un Teatro che trasmette, il Teatro puro che adempie al suo compito più sacro: scatenare riflessioni nello spettatore e, grazie a quest’ultime, portare alla libertà spirituale.

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