Tradizione e denuncia, il presepio napoletano de “La Scarabattola”

La Scarabattola - Napoli - Photo credit Maria Grazia Scrima

Nel cuore del decumano maggiore di Napoli, è nata 22 anni La Scarabattola, un atelier d’arte presepiale ideata dai fratelli Scuotto. Sono Salvatore, Raffaele ed Emanuele che, insieme ai loro collaboratori, realizzano ogni giorno opere dell’artigianato partenopeo, fondendo tradizione, folclore e contemporaneità. Le loro opere sono conosciute sia in Italia che all’estero, grazie alla loro frequente partecipazione a mostre di spessore come “il Mostro…Diavolo” nel 2003, “Il mondo sospeso” nel 2005 e molte altre più recenti. Nel 2013 danno vita alla galleria “Esse arte” indirizzata a una riflessione sull’opera d’arte e alla promozione dei giovani. Abbiamo incontrato Raffaele Scuotto che ci ha raccontato le origini dell’attività e di un’arte, quella presepiale, che in una città come Napoli non morirà mai.

 

 

Come nasce l’idea la Scarabattola?
«Abbiamo avuto l’esigenza e la voglia di fare qualcosa di diverso in un territorio complicato. Siamo fratelli e sorelle con un progetto in comune e l’ambizione originaria di esaltare le nostre capacità creative, in particolar modo quella di mio fratello Salvatore che ci ha aiutati ad avviare questo percorso artistico».

Cosa rappresenta per voi il presepe e come riuscite a fondere tradizione e innovazione?
«Il presepe è un mondo tutto da scoprire, rappresenta l’arte classica che è molto più impegnativa di quella contemporanea, perché è figurativo, esplicito, esteso alla popolazione, ma si presta per rappresentare la quotidianità nelle sue diverse forme. Attraverso il nostro lavoro trattiamo anche temi di attualità, come ad esempio quello della omosessualità. Il presepe è antico e contemporaneo allo stesso tempo, è una tradizione che nasce più di 300 anni fa. Prescindendo dalla chiesa e dal concetto religioso, si crea un palcoscenico dove troviamo la natività al centro del mondo ed inoltre si realizzano dei luoghi creativi, dai vicoletti alle piazze, che raccontano la vita dell’epoca ambientandola a Napoli. Noi rispettiamo tutto quello che concerne la tradizione, contemporaneizzandola alla vita attuale».

 

Raffaele Scuotto de "La Scarabattola" di Napoli - Photo credit Maria Grazia Scrima
Raffaele Scuotto de “La Scarabattola” di Napoli – Photo credit Maria Grazia Scrima

 

Quali sono le caratteristiche del presepio classico napoletano?
«Il fascino del presepio è la meta storicità che esula da un progetto che ti racconta cos’è successo 3.000 anni fa, è qualcosa che si può raccontare sempre in ogni momento. Il presepio è riuscire a mettere la speranza dell’avvento nel quotidiano, è uno dei più potenti strumenti presenti che abbiamo, ma molto sottovalutato. Noi abbiamo un’interpretazione tutta nostra. Il presepio ha la prerogativa di essere anche uno strumento di denuncia, di riflessione umana, ma soprattutto di rappresentazione della famiglia».

Come si crea un pastore?
«Si comincia creando una struttura scultorea lavorando l’argilla, si creano gli arti, successivamente la testa lasciando le orbite vuote, dato che l’argilla va cotta a 930° C, che si andranno a riempire successivamente con i bulbi oculari in vetro. Verranno poi dipinti e vestiti».

Quali sono i vostri progetti futuri?
«Vorremo trovare uno spazio per fare una “Factory” dove dedicheremo delle giornate per chi volesse visitare il nostro laboratorio e tutte le fasi della realizzazione delle nostre opere».

di Maria Grazia Scrima

Tratto da Informare n° 176 Dicembre 2017

About Maria Grazia Scrima

Classe ’86. Laureata in Arti Visive (Laurea I livello) e in Fotogiornalismo (Laurea specialistica) presso l’Accademia delle Belle Arti di Napoli. Attualmente frequenta un corso in Fotografia pubblicitaria presso l’ILAS (Istituto Superiore di Comunicazione Visiva). Le sue passioni sono l’arte, la musica, la fotografia, la grafica pubblicitaria, la poesia e la lettura.