Tra bellezza, giustizia e amore: a lezione di filosofia con la Prof.ssa Laura Russo

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La 1° edizione del Festival della filosofia a Sessa Aurunca ha davvero segnato una svolta in questa antica città d’arte e di studi. A distanza di poco più di un mese ancora se ne parla e per questo motivo abbiamo deciso di intervistare la docente di storia e filosofia del liceo classico della città che ha coordinato l’intera operazione culturale, la prof.ssa Laura Russo.

Proporre un Festival della filosofia sembra essere un vero atto di ribellione in questa città, significa dare a Sessa una prospettiva di cambiamento che parte dalla sostanza delle cose.

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L’idea di realizzare il Festival della filosofia “A. Nifo” di Sessa Aurunca è nata dal Dirigente scolastico dell’Istituto Superiore “A. Nifo”, il prof. Giovanni Battista Abbate, ex docente di filosofia e particolarmente sensibile alla necessità di valorizzare una disciplina che si rivela fondamentale nel percorso formativo degli studenti.

Legare poi il Festival alla figura del filosofo sessano Agostino Nifo, ha significato proporre una riscoperta ed una rilettura del pensiero del filosofo alla luce degli studi più recenti, compiuti in particolare dal prof. Ennio De Bellis, docente presso l’Università del Salento e presidente del Comitato tecnico scientifico che ha curato l’organizzazione, insieme agli Assessorati alla cultura ed alla pubblica istruzione dell’Amministrazione comunale della città di Sessa Aurunca.

Cosa ha spinto, dunque, ad organizzare il festival della filosofia? Un bisogno di natura didattica o la necessità di tornare a confrontarsi per capire e superare il limite di essere quello che siamo?

«Il Dipartimento di Filosofia e Storia del Liceo Classico dell’ I.S. “A. Nifo”, formato da me e dal prof. Antonio Aniello, con la collaborazione di un comitato tecnico-scientifico, costituito da docenti ed esperti interni ed esterni al Liceo Classico, hanno inteso promuovere all’interno del Progetto un Premio, una borsa di studio di 500 euro, rivolto agli alunni dei  licei classici della regione Campania.

Si è chiesto ai partecipanti di redigere un elaborato sul tema di quest’anno Sulla bellezza e sull’amore. Il tema coincide con l’opera del Nifo “De pulchro et de amore” che i partecipanti al bando hanno dovuto analizzare in alcune parti, traducendo alcuni testi dal latino, attraverso un lavoro di analisi puntuale che ha consentito agli studenti di ricostruire l’estetica e l’etica del Nifo, percorrendo piste di ricerca inedite ed originali».

Questo Festival può cambiare il volto di una città che ha radici storiche e filosofiche millenarie, eppure sopita, stordita dal nulla, una condizione contemporanea nella quale sembriamo essere caduti come genere umano. Una nuova speranza per i giovani?

«La prima edizione del Festival della filosofia di Sessa Aurunca si è avvalsa della collaborazione e del patrocinio dell’Amministrazione comunale della Città e del patrocinio del Consiglio Regionale della Campania. Tutto ciò ha avviato una rete di contatti che hanno visto la collaborazione con la Pro Loco APS Sessa Aurunca, il Dipartimento di Studi umanistici dell’Università del Salento, il Centro Studi aristotelici ed il MIUR, attraverso Philolympia. I giovani sono stati coinvolti in un seminario, in attività di laboratorio, in una proiezione cinematografica, in attività teatrali e nell’esibizione dello straordinario Ambrogio Sparagna, musicista ed etnomusicologo italiano».

Tre giorni intensi e fortemente voluti dal Dirigente Scolastico, prof. Giovanni Battista Abbate, consapevole che la sinergia tra le Istituzioni può creare realmente percorsi formativi di qualità per i nostri studenti.

Cosa rappresenta Agostino Nifo per questa città?

«La promozione della riscoperta di Agostino Nifo a Sessa Aurunca, filosofo vissuto tra il 1469 ed il 1545, può essere uno strumento per valorizzare la storia, la cultura, le tradizioni della città poiché la rilevanza della sua produzione testuale, ed i suoi contatti con intellettuali autorevoli, dimostra come il territorio fosse centrale rispetto al panorama culturale dell’epoca rinascimentale.

Agostino Nifo, ha sostenuto il prof. Ennio De Bellis nel suo intervento al Festival, è uno dei pochi filosofi “che ha commentato tutte le opere di logica di Aristotele e uno dei filosofi che ha commentato il maggior numero di opere dello Stagirita. Egli ha lasciato un segno importante della sua speculazione nel pensiero del Rinascimento come importante esponente dell’aristotelismo che ha interpretato in modo eclettico secondo i principi dell’averroismo, del tomismo, del sigerianesimo e del neoplatonismo”.

Al Nifo sono attribuite ben 56 opere che spaziano in campi d’indagine diversi e che segneranno la cultura rinascimentale e moderna: logica, metodologia, dottrina della conoscenza, teoria dell’immortalità dell’anima, metafisica, astrologia, meteorologia, filosofia naturale, medicina e  filosofia della corte,  morale e  politica».

La potenza dell’amore e della bellezza basteranno davvero a farci migliorare?

«L’amore e la bellezza possono davvero salvarci se questi concetti vengono intesi nel loro significato etico più alto: ciò che è bello è anche giusto e buono, questo è l’unico significato possibile se vogliamo recuperare il senso dell’umano che è tutto nella capacità di pensare, capacità fondamentale se si vuole scorgere e salvaguardare la bellezza e l’amore. Amore per la bellezza, per il mondo che ci circonda e per l’altro rappresentano l’unica possibilità di salvezza individuale e collettiva in un mondo sempre più interdipendente e globale».

Possono la filosofia e i filosofi cambiare il corso della storia?

«La filosofia educa al pensiero critico, al dialogo, al rispetto del pensiero altrui. La filosofia insegna a pensare attraverso la logica, attraverso la padronanza linguistica che equivale alla capacità di raziocinio. Credo che ogni uomo sia filosofo, ogni uomo possa cambiare il corso della storia se non rinuncia a pensare e soprattutto a “pensare con gli altri”. Nel dialogo vi è la possibilità di arrivare a scelte condivise ed universali che promuovano realmente il bene individuale e collettivo. Lo studio della filosofia da parte dei nostri giovani è palestra di democrazia e formazione di personalità armoniose, di identità integrali e libere».

La Filosofia ricerca la totalità dell’essere, senza però mai raggiungerla; si pone come disciplina-guardiana dei modi di vita, garantendo la pluralità delle verità. Ma in fondo, che cos’è la Filosofia?

«La filosofia serve a decodificare e a conoscere la realtà. Per questo il suo sguardo è generale anche quando rinuncia a pensieri totali ed onnicomprensivi della realtà. La filosofia è “amore per il sapere”, è ricerca della verità, è scienza e rende possibile l’indagine scientifica perché è dalla domanda generale che nascono le risposte settoriali e specifiche delle singole discipline.

La filosofia si nutre di domande e i campi d’indagine sono molteplici ed ineludibili: nessun uomo può rinunciare alla filosofia, essa è inaggirabile, coinvolge tutti ed è interdisciplinarità che serve a comprendere il mondo e lo spirito di un’epoca».

Cos’è la filosofia oggi? Quale è la definizione che lei darebbe alla filosofia? E alla sua filosofia?

«Filosofare significa pensare, significa voler conoscere sé stessi, solo così è possibile conoscere il mondo ed operare scelte valide e proficue per se stessi e per gli altri. Il ventunesimo secolo ha bisogno di arginare scientismo e visioni unilaterali da una parte, irrazionalismi e fanatismi dilaganti dall’altra, di mettere in discussione quanto acquisito, di comprendere chi è l’uomo ed in quale direzione deve andare, per approdare a valori universali ed interculturali.

La filosofia è indagine sempre aperta, è dubbio e ricerca incessante della verità, poco conta se alcuni risultati non potranno mai essere considerati “veri” o se i risultati della ricerca scientifica stessa siano sempre perfezionabili o falsificabili: il cammino di ricerca rimane il senso dell’esistenza umana. Solo un sapere dialogante, infatti, e la ricerca continua ed incessante, attività propria dell’uomo/filosofo, può creare un mondo umano, nella convinzione che la strada della conoscenza e della formazione/educazione appartiene ad ogni essere umano per tutto l’arco della sua vita.

Non bisogna rinunciare alla conoscenza e ad esercitare il proprio raziocinio perché in queste facoltà c’è il senso dell’umano, in questa prospettiva la possibilità di coltivare la bellezza, cioè la giustizia e l’amore».

 

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