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Tra beauty e cinema, colori e trasformismo con Emanuela Rosa

Chiara Del Prete 05/01/2022
Updated 2022/01/05 at 12:47 PM
5 Minuti per la lettura

Tra beauty e cinema, colori e trasformismo con Emanuela Rosa

Creatività e passione si abbracciano nei lavori di Emanuela Rosa, sostenitrice sorridente dell’ars gratia artis. Si forma come autodidatta, esegue ritratti su commissione, espone al Comicon, è consulente di armocromia e meraviglia con i suoi lavori di body e face painting. In arte Emmarosart, carpisce il brio che le procura trasformare il proprio volto e decide di addentrarsi nel mondo make-up beauty e cinematografico all’Accademia Liliana Paduano, dove padroneggia palette e protesi scultoree.

Cambia l’approccio dal make-up estetico a quello prostetico?

«Il trucco correttivo estetico punta a valorizzare gli aspetti migliori e a nascondere i difetti. C’è tutta una tecnica di base da seguire. Quindi si può spaziare con la creatività, con i colori, con le forme ma bisogna attenersi a delle regole correttive. Il trucco cinematografico come quello per la moda è più artistico, c’è molto più estro e affinità con il disegno e la pittura».

Nel trucco cinematografico i prodotti utilizzati sono diversi?

«È necessaria una grande conoscenza dei materiali utilizzati perché sono difficili e si rischia, nel caso di protesi attaccate male, di causare abrasioni alla pelle dell’attore. Silicone, latex, gesso, protesi fatte a mano, sono strumenti che richiedono talento scultoreo. Il trucco cinematografico è un’unione di mestieri, c’è una componente creativa perché si modellano personaggi fantastici da creare in maniera reale e infine c’è la parte di trucco correttivo e beauty per un risultato realistico».

L’aggiornamento è parte indispensabile del mestiere?

«Sì, nel trucco beauty con Instagram nascono forme nuove di trucco che devi imparare per stare al passo. Nell’ambito del cinema, invece, si cresce con la tecnologia. Gli effetti speciali vanno di pari passo con green screen, macchine fotografiche di ultima generazione, effetti ottenibili con Photoshop. Il make-up si interseca con l’aspetto tecnologico registico per ottenere in video l’effetto più verosimile possibile».

In cosa si contraddistingue il trucco moda?

«È artistico, prende le regole del trucco correttivo e le stravolge. Fondamentali nel trucco moda sono le basi luminose, le modelle devono essere super naturali con la pelle perfetta. Bisogna saper giocare coi colori e saper riflettere l’espressione artistica dello stilista nonché della collezione.

Il capo truccatore concorda il trucco con lo stilista e si coordina con gli altri truccatori. L’aspetto interessante è che tutte le modelle sono diverse, ma il trucco da sfilata prevede che si faccia lo stesso make-up su ognuna, quindi, è super challenging. Poi nel backstage di una sfilata come in un servizio fotografico, c’è tanta adrenalina e pressione».

Sei anche consulente di armocromia, abbraccia anche il mondo make-up?

«L’armocromia ha molto a che vedere con il trucco, con l’hair style ed il costume perché è un’analisi del colore. Per un trucco beauty dobbiamo fare un’analisi e capire quali colori possano valorizzare al meglio. Lo stesso capita ai parrucchieri per decidere un colore di capelli».

Come spiegheresti l’armocromia a chi non la conosce?

«È a tutti gli effetti un’analisi, studia i colori che possediamo intrinsecamente su volto, occhi, capelli e labbra per capire quali nuance possano meglio valorizzare la persona. La pelle non è banalmente color carne ma è fatta da colori sottocutanei dati dal carotene e l’emoglobina, a seconda di quei colori si può avere un sottotono freddo o caldo. L’armocromia sceglie la palette di colori che meglio riescono ad esaltare i colori che già ci appartengono».

Come si svolge una consulenza di armocromia?

«Ogni armocromista ha una sua palette di drappi, tessuti colorati, con cui aiuta il cliente a capire se possiede un sottotono freddo, un sottotono caldo, se è intenso o luminoso. La consulenza si svolge allo specchio e a capelli raccolti, viso struccato si appongono i drappi sotto al viso. Si parla di stagioni per una convenzione a cui associare rispettivi colori».

Cosa diresti a chi è scettico a riguardo?

«Ognuno è libero di vestirsi come vuole, l’abito come il trucco è un’espressione della personalità ed è giusto che rispecchi l’essere. Consiglierei di provare e di verificare se i drappi rivelano quello che constatiamo noi armocromisti».

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE

N°225 –  GENNAIO 2022

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