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Avete mai notato che i nomi delle strade sono quasi esclusivamente di personaggi di genere maschile? Basta farci caso per accorgersi che è così.

Informare ha contattato Nadia Marra, referente provinciale del gruppo casertano di Toponomastica Femminile, che spiega: «Nel Comune di Caserta l’indice di femminilizzazione toponomastica risulta estremamente basso e precisamente solo 36 strade o piazze su 1908 sono intitolate a donne».

L’associazione Toponomastica Femminile nasce su Facebook nel Gennaio 2012 con l’idea di impostare ricerche, pubblicare dati e fare pressioni su ogni singolo territorio affinché strade, piazze, giardini e luoghi urbani in senso lato, siano dedicati alle donne per compensare l’evidente sessismo che caratterizza l’attuale toponomastica. Dal 16 marzo, inoltre, è online “vitaminevaganti” rivista digitale settimanale dell’associazione.

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«Promuovere figure femminili di rilievo – prosegue Marra – è un valore aggiunto al miglioramento della società. La toponomastica, infatti, può farsi parte attiva nel recupero della memoria storica delle donne che hanno agito, prodotto cultura e contribuito al progresso. Riteniamo sia d’interesse mostrare a cittadine e cittadini il ruolo che esse hanno avuto nell’evoluzione della storia, delle scienze e delle arti; offrire in tal modo alle giovani generazioni una pluralità di prospettive che permettano di superare gli stereotipi femminili».

La cancellazione delle donne dalla storia è evidente in ogni ambito: dai libri alla toponomastica cittadina, la memoria collettiva ignora o dimentica l’operato delle donne.

«Per modificare l’immaginario collettivo – conclude Marra – è necessario agire sui simboli restituendo visibilità culturale all’elemento femminile. Abbiamo pertanto chiesto al sindaco Carlo Marino e al consiglio comunale di intitolare uno spazio o una strada pubblica ad alcune donne, come Maria Rita Saulle, Grazia Mancini e Anna Maria Mozzoni”.

AAA Cercasi

Il gruppo casertano Toponomastica Femminile si apre volentieri alla collaborazione con il territorio casertano: amministrazioni locali, pro loco, storici locali, associazioni, cittadine e cittadini. Tutti sono invitati a partecipare alla ricerca e ad inviare segnalazioni.

In virtù di ciò, si potrebbe intitolare un luogo ad IBI, ovvero Ibitocho Sehounbiatou, la fotografa di origini Beninesi che operava tra Caserta e Castelvolturno, protagonista del documentario del 2017 di Andra Segre, scomparsa a seguito di una malattia il 19 Maggio 2015. È bene confidare in questa pratica, come strumento di livellamento sociale ed integrazione culturale.

Di Francesco Cimmino

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