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Too Good To Go: un’app per ridurre i tanti sprechi alimentari

Marco Polli 05/05/2021
Updated 2021/05/05 at 4:58 PM
5 Minuti per la lettura

Sulla Terra sono oltre 820 milioni le persone che soffrono la fame. Il paradosso è che, secondo i dati raccolti dalla Food and Agriculture Organization (FAO), ogni anno quasi 1/3 del cibo prodotto viene perduto o sprecato. Si tratta di circa 1,3 miliardi di tonnellate.
Come agire nel concreto? Too Good To Go è una delle risposte. Si tratta dell’app anti-spreco, nata in Danimarca nel 2015, che permette di collegare utenti ed attività commerciali che hanno cibo invenduto o in eccesso.
Ne abbiamo parlato con Pierluigi Simmini, Area Manager del Centro e Sud Italia.

Indice
Too Good To Go è attiva in Italia dal 2019. Qual è stata la risposta all’arrivo dell’app nel nostro Paese?«Abbiamo iniziato creando una rete di commercianti e utenti nelle principali città italiane, da Nord a Sud. In un primo momento ci siamo dovuti confrontare con uno scetticismo generale, specialmente da parte dei negozianti: non appena hanno compreso la mission di Too Good To Go, hanno deciso di affidarsi all’app e si sono resi conto di quanto sia intuitiva da usare e capace effettivamente di adattarsi a quanto invenduto c’è giornalmente. Anche per i consumatori l’elemento semplicità, oltre che l’effetto sorpresa, fa la differenza: con pochi veloci click possono scaricare gratuitamente l’app, geolocalizzarsi per trovare i negozi nelle vicinanze e acquistare la propria Magic Box, un sacchetto di prodotti invenduti che potrà essere ritirato nella fascia oraria indicata dal negoziante. A due anni di attività il riscontro è davvero molto positivo, siamo ormai arrivati ufficialmente in più di 50 città italiane, con oltre 10.000 esercizi commerciali aderenti all’iniziativa e 3 milioni e mezzo di utenti registrati. In Campania al momento siamo attivi su Napoli, città che abbiamo lanciato ufficialmente a novembre 2019. Sul territorio contiamo oltre 700 negozi, tra pasticcerie, panifici, caffetterie, ristoranti e supermercati, e grazie ai nostri utenti solo in questa regione siamo riusciti a salvare circa 50.000 Magic Box».Vi occupate anche di divulgazione e sensibilizzazione. Quanto è importante proporre idee per spingere le persone ad agire concretamente?Too Good to Go ha lo stesso scopo di tante associazioni benefiche: ci sono delle collaborazioni?La lotta allo spreco alimentare è presente nel dibattito pubblico da diverso tempo e le persone sembrano aver preso coscienza della sua importanza: si iniziano a vedere i risultati?
Too Good To Go è attiva in Italia dal 2019. Qual è stata la risposta all’arrivo dell’app nel nostro Paese?
«Abbiamo iniziato creando una rete di commercianti e utenti nelle principali città italiane, da Nord a Sud. In un primo momento ci siamo dovuti confrontare con uno scetticismo generale, specialmente da parte dei negozianti: non appena hanno compreso la mission di Too Good To Go, hanno deciso di affidarsi all’app e si sono resi conto di quanto sia intuitiva da usare e capace effettivamente di adattarsi a quanto invenduto c’è giornalmente. Anche per i consumatori l’elemento semplicità, oltre che l’effetto sorpresa, fa la differenza: con pochi veloci click possono scaricare gratuitamente l’app, geolocalizzarsi per trovare i negozi nelle vicinanze e acquistare la propria Magic Box, un sacchetto di prodotti invenduti che potrà essere ritirato nella fascia oraria indicata dal negoziante. A due anni di attività il riscontro è davvero molto positivo, siamo ormai arrivati ufficialmente in più di 50 città italiane, con oltre 10.000 esercizi commerciali aderenti all’iniziativa e 3 milioni e mezzo di utenti registrati. In Campania al momento siamo attivi su Napoli, città che abbiamo lanciato ufficialmente a novembre 2019. Sul territorio contiamo oltre 700 negozi, tra pasticcerie, panifici, caffetterie, ristoranti e supermercati, e grazie ai nostri utenti solo in questa regione siamo riusciti a salvare circa 50.000 Magic Box».
Vi occupate anche di divulgazione e sensibilizzazione. Quanto è importante proporre idee per spingere le persone ad agire concretamente?

«Per noi è fondamentale informare e sensibilizzare tutti sulla tematica dello spreco alimentare, perché siamo convinti che ognuno nel proprio piccolo possa davvero fare la differenza. Per questa ragione, oltre al nostro core business, abbiamo integrato un reparto “Movement” – Movimento contro lo spreco alimentare, un dipartimento interno a Too Good To Go che si fa promotore di iniziative e campagne anti-spreco a tutto tondo, lungo la filiera e verso i consumatori, per accrescere la consapevolezza su questa problematica. In più, proprio perché il 53% dello spreco alimentare avviene tra le mura domestiche, cerchiamo sempre di offrire ai nostri utenti consigli utili anti-spreco».

Too Good to Go ha lo stesso scopo di tante associazioni benefiche: ci sono delle collaborazioni?

«L’iniziativa abbraccia il contrasto allo spreco a 360°, anche grazie ad azioni di sensibilizzazione e informazione per evitare lo spreco domestico e in contesti come le scuole, dove si formano i waste warriors del futuro. Le collaborazioni con il terzo settore sono quindi altrettanto fondamentali: abbiamo inserito una modalità sull’app per permettere di effettuare donazioni dirette e a stiamo portando avanti una partnership con Croce Rossa Italiana all’interno del nostro progetto di Patto contro lo Spreco Alimentare».

La lotta allo spreco alimentare è presente nel dibattito pubblico da diverso tempo e le persone sembrano aver preso coscienza della sua importanza: si iniziano a vedere i risultati?

«Sì, effettivamente l’Italia, insieme alla Francia, è uno dei due Paesi dell’Unione che ha una vera e propria legge che cerca di combattere gli sprechi, non solo alimentari: la legge Gadda 166/16. Oggi sicuramente c’è molta più consapevolezza e sensibilità circa le implicazioni sociali, economiche e ambientali che lo spreco alimentare comporta ed è per questo che il tema viene percepito ora come una vera problematica da affrontare.
La strada rimane comunque ancora molto lunga ed è necessario l’impegno costante da parte di tutti per raggiungere modelli più virtuosi capaci di rispettare le esigenze del pianeta, oltre che della società».

di Marco Polli

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°217

MAGGIO 2021

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