Tony Topazio: l’arte del Barbiere

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Sin dall’antichità, la figura del barbiere ha avuto grande rispetto per la credenza popolare che nei capelli abitasse l’anima dell’uomo e che il taglio fosse un modo per rimuovere l’essenza del male accumulatosi, quasi come un rinnovamento delle energie positive.

È per questo che il compito era appannaggio dei più saggi… i sacerdoti ovviamente.
Nella Grecia antica l’arte del barbiere ebbe grande rilevanza perché, creandosi i primi negozi, questi diventarono luoghi di incontro per lunghe conversazioni di filosofia, di politica o di questioni civiche. Lo stesso accadde a Roma, dove i barbieri erano chiamati “tonsori”.

Dopo un periodo buio per i saloni e la stessa figura del barbiere con la Rivoluzione Francese sembra cambiare qualcosa. Difatti, come rifiuto al vecchio regime, ritornò ad essere popolare la tendenza ad acconciare i propri capelli e si tornò a lavorare il taglio di capelli e la barba.

Un percorso in ascesa se si considera che dalla seconda metà del XIX secolo in tutte le città cominciano ad essere inaugurate le prime catene di barberie.

I barbieri recuperano il loro prestigio sociale e l’attività ha una rinascita gloriosa, che motiva la ricerca di nuovi standard e regolamenti per rendere la professione più affidabile e alquanto prestigiosa.

Ed è in nome di questa ricerca di nuovi standard che il dodici giugno del 1969 ci fu nel quartiere Vomero di Napoli l’inaugurazione di un locale che, in maniera sorprendente, sostituì la classica insegna in vigore a quei tempi (‘’salone’’), con una scritta dalla dicitura innovativa: acconciature maschili.

Nessuno mai avrebbe immaginato che oggi, dopo 50 anni, si sarebbe ritrovato nello stesso identico luogo a festeggiare le “nozze d’oro” di un artigiano e della sua bottega.
Il valore è ancora più prestigioso se si ripensa al fatto che la nostra attuale società stritola vecchie e nuove attività in un battito di ciglia!

E invece l’amico Tonino, conosciuto col nome d’arte di Tony Topazio, è sempre qui in via Mascagni al Vomero, circondato dalla sua grande famiglia e dagli amici di allora, ma non solo.

Topazio festeggia la sua bottega che ha aperto le porte ai tantissimi clienti che affidatisi alle sue esperte mani di barbiere sono rimasti fedeli nel tempo, diventandone anche grandi amici.

Per la sua bottega sono passati le più importanti figure di spicco partenopee (e non solo), tutti accomunati dal gusto per l’estetica che ha sempre caratterizzato Topazio. Ricordiamo infatti di un premio mondiale vinto a Parigi, la patria dell’eleganza che premia un acconciatore napoletano.

Anche io con il trascorrere del tempo sono passato da normale cliente a grande amico, e non potrò mai dimenticare la mia “prima volta” quando nel 1970 decisi finalmente di tagliare i miei lunghi capelli che, “rispettoso” della moda allora in vigore, avevo lasciato crescere per quasi due anni…

Ah, il magico ‘68 con i Beatles, i Rolling Stones, i Beach Boys… Fu una dura battaglia che Tonino combatté quel giorno con la mia lunga capigliatura apparentemente ordinata (per via dei miei capelli lisci) ma che in realtà era completamente disordinata per colpa dei tagli operati da mia madre nel tentativo di riportare la lunghezza dei miei capelli nel binario della “sua” presunta ordinarietà… Ad maiora semper, Topazio!

di Bruno Marfè
TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°195
LUGLIO 2019

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