Tony Colombo e Tina Rispoli : Pensavo fosse amore, invece erano affari?

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Photo Credit Fanpage.it
L’ inchiesta di Fanpage.it “Camorra Entertainment” ha mostrato con dovizia di particolari, documenti e testimonianze, cosa si cela tra il famoso cantante neomelodico Tony Colombo e la vedova del boss di Secondigliano Gaetano Marino, Tina Rispoli.

Un matrimonio in un ambiente di camorra è un rito, ha precisi linguaggi e liturgie che devono essere decriptati. E questo ne ha tutte sue.

Il loro matrimonio è stato portato in diretta televisiva su canale 5 da Barbara D’Urso, attirandosi un’infinità di polemiche sull’opportunità o meno di questa celebrazione televisiva. Non è la prima volta che la musica neomelodica e i linguaggi della camorra si avvicinano e si mescolano. Molto spesso, può capitare che un boss in decadimento faccia dei prestiti a un cantante neomelodico per finanziargli un disco o un concerto, per poi applicare tassi da usura. Questo meccanismo, secondo l’inchiesta, emerge anche in questo caso. Tra i produttori di Tony Colombo figurano Agostino Iacovo (lo stesso di Fabrizio Corona), un affarista calabrese accostato più volte nelle indagini al clan di ‘ndrangheta dei Muto.

Allora cosa c’è di diverso in questo caso?

Secondo molti non sarebbe un matrimonio di camorra nel senso classico del termine, quelli nei quali si stabiliscono alleanze e decisioni. Sicuramente non era questo lo scopo. Tina Rispoli, tra l’altro, ha sempre dichiarato di non sapere cosa facesse il marito. Però ha vissuto con quel denaro, lo ha usato, nonostante fosse sporco e questo, se non altro, la rende colpevole di non aver voluto sapere. Gaetano Marino faceva parte degli scissionisti, il gruppo che si staccò da quello potentissimo dei Di Lauro, dei quali faceva parte la famiglia Rispoli. Una Di Lauro tra gli Scissionisti. Il tavolo dei Di Lauro al matrimonio della Rispoli. Ecco un primo segno di quella liturgia. Gruppi vicini in un momento di festa che percorrono le stesse strade tra i tavoli che diventano territori. Come quelle che portano a Piazza Plebiscito, nel cuore di Napoli, non a Secondigliano, dove, qualche giorno prima, Colombo aveva organizzato un evento per il matrimonio. Un segno di vicinanza? Forse. Secondo Saviano è segno che il clima è cambiato, è finita l’epoca del sangue per le strade. I luoghi e i tempi della liturgia.

Le telecamere di Mediaset a seguirli.

Carrozze, giocolieri, fuochi d’artificio e la manifestazione “100 passi per le vittime di camorra” che è stata spostata per dar spazio proprio a loro. Tutto questo significa attenzione e quindi polemiche. Tutto messo in conto. Persino l’inchiesta di Fanpage.it. Anche queste righe. Solitamente le famiglie mafiose preferiscono il riserbo, ma questa volta no. Perché? Le testimonianze intercettate da Fanpage.it sono chiare: vogliono far morire d’invidia tutti. Non sono più confinati a Secondigliano, sono usciti fuori a Napoli e nelle case di tutta Italia.

La Rispoli su Instagram fa l’influencer, ostenta la ricchezza come una Ferragni qualsiasi. E infatti, la loro unione non è diversa dai cosiddetti Ferragnez. Un evento mediatico e monetizzabile, ma la ricchezza di questi ultimi deriva dai dischi di Fedez e dall’abilità della Ferragni, quella di Colombo e Rispoli dal riciclaggio, dalla droga, dalle estorsioni. Eppure, diventano uguali. È forse questo il punto, oltre alle dinamiche tra famiglie analizzate da Fanpage.it e Saviano. Quelle si sarebbero potute sancire in un evento privato invece no. Si è voluto lo scandalo.  Un clan vive di soldi, di potere, ma anche di immagine. Un boss ha le stesse esigenze di un imprenditore. C’è una fetta di territorio di Napoli che ha bisogno di smarcarsi dai fatti di sangue e violenza e questo è il modo perfetto. I clan si evolvono nelle dinamiche e senza un filtro il passaggio che passa è solo l’ostentazione della ricchezza, il numero di interazione, di like, lo share televisivo. Il confine tra economia legale e illegale è sempre più sottile. Gli obiettivi sono gli stessi: essere come loro. Che siano la Ferragni o la Rispoli. Non conta il talento, non conta la modalità, l’importante è raggiungere quel livello. Colombo da una famiglia poverissima siciliana ha raggiunto la notorietà e questo desiderano i ragazzi delle periferie che cantano Colombo e gli altri. D’altra parte, è il mito del self-made man spinto alle estreme conseguenze che è sempre stato sbandierato.

Un messaggio pericolosissimo è stato lanciato: tutto quello che accade intorno a te non riguarda te. Quello che conta è quello che hai fatto tu. Su questo si pesa il giudizio. Tina Rispoli non ha mai ammazzato nessuno, né spacciato o rubato. È “semplicemente” una vedova di camorra, non una camorrista. Non ha mai chiesto, non ha mai saputo, quindi è innocente. Forse è vero: sapere ti rende colpevole perché ti rende partecipe, ti obbliga a scegliere. Non sapere però ti condanna a subire, ad accettare, senza avere modo di riscattarsi. Tra non sapere e sapere passa la distanza che c’è tra il non voler essere come Tina Rispoli e l’essere condannati a non esserlo. Perché no, non siamo tutti uguali.

di Saverio Di Giorno

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