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È da cinque giorni nelle sale cinematografiche di tutta Italia il nuovo film di Checco Zalone, Tolo Tolo. La pellicola è la quinta che ha come protagonista il comico pugliese, ma è la prima che lo vede anche come regista, dopo che i primi 4 film sono stati diretti da Gennaro Nunziante.

informareonline-tolo-tolo-1Dopo il primo giorno dalla sua uscita, Tolo Tolo ha superato gli 8 milioni di euro di incassi. Un numero da record che lo fa diventare il lungometraggio con il maggior incasso di sempre nella storia del cinema nazionale. Al quarto giorno, invece, la somma è salita a 24 milioni, per ora in svantaggio rispetto al penultimo film di Zalone Quo vado?, uscito nel 2016. Ma si trattava di giorni della settimana differenti ed un vero confronto lo si potrà avere solo dopo il 6 gennaio.

In questi primi giorni dell’anno, quindi, si registrano spettacoli e sale piene dalle 11 del mattino fino a tarda notte per un film che sta avendo un grande successo ma che sta facendo anche tanto discutere. Zalone, infatti, ha deciso di cambiare registro rispetto ai film precedenti: in Tolo Tolo si è deciso di sacrificare qualche risata in più per mettere in risalto un tema molto importante come quello dell’immigrazione, nella maggior parte dei casi sottovalutato dalla classe politica italiana.

Insomma, non si fa che parlare del film di Zalone sia sui giornali che sui social network: parecchi l’hanno visto ma anche chi non l’ha fatto ne parla, soprattutto grazie al video trailer pubblicato prima dell’uscita del film. Un video che ha ricevuto non poche critiche di contenere stereotipi razzisti ma forse l’attore questa volta ha deciso di mandare un messaggio diverso al pubblico, un messaggio politico che facesse riflettere su uno dei grandi problemi che avvolge oggi il nostro paese, appunto quello dell’immigrazione. In Tolo Tolo, Checco ha voluto molto probabilmente criticare l’italiano medio di oggi, che non si accorge di quello che gli accade intorno e che pensa solo a se stesso, attaccato ai soldi e alla bella vita.

La maggior parte del pubblico, però, pensa che sia stato solo un film comico ed ha rivolto molte critiche a Zalone, per la presenza di poche scene divertenti rispetto alle pellicole precedenti. Solo una fetta degli spettatori pensa che l’attore pugliese abbia voluto dare un messaggio politico.

Recensioni del film, quindi, molto contrastanti: c’è chi è rimasto entusiasta ed anche chi è rimasto un po’ deluso. C’è chi, come Gabriele Niola, ritiene che il film abbia “altre ambizioni e altri valori produttivi” e che abbia “un ritmo e una regia un filo più sofisticati” rispetto a quelli precedenti di Zalone. C’è chi, come Paolo Mereghetti, dice che “il regista offre al suo protagonista non solo l’occasione per una risata, ma lo spinge a misurarsi con qualcosa su cui in passato avrebbe preferito sorvolare con una battuta”.

Secondo Maurizio Cabona, invece, il film è un ibrido che non fa ridere e che non riesce nemmeno ad essere serio, classificandolo come “drammatico non credibile e comico non riuscito”. Per altri ancora, il film è pieno di spunti di riflessione e di riferimenti su un tema così complicato come quello dei migranti e del razzismo tra gli italiani.

Tolo Tolo non sarà forse il film più divertente del buon Checco Zalone, ma di certo il comico sa sempre come far parlare di sé e come lasciare il segno in tutti gli italiani. Lo ha fatto, questa volta, con un film che vuole spostare l’attenzione mediatica su altri temi e aspetti spesso considerati poco importanti.

di Donato Di Stasio

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