Le parole hanno un peso

«Le parole hanno un peso. È necessario esserne consapevoli quando le si scaglia contro l’animo di un adolescente troppo fragile per poter decidere o scegliere». Estremamente toccante il monologo di Tiziano Ferro a Che Tempo Che Fa, in occasione della presentazione del suo nuovo Album “Accetto Miracoli”, uscito il 22 novembre. Volto noto e amatissimo da tutte le generazioni quello di Tiziano Ferro, da sempre legato alla tematica del bullismo.

Il monologo

«Le parole hanno un peso, nella vita e sugli schermi», questo il messaggio che il cantautore lascia passare, guardando dritto nella telecamera, quasi a voler guardare negli occhi chi, molto spesso, non se ne ricorda. O chi, piuttosto, finge di non ricordarsene, semplicemente perché sembra più divertente così.

Comincia quasi sempre tutto per gioco, uno scherzo che però si protrae per tanto, troppo tempo, trascinando la vittima in un baratro dal quale sì, forse riuscirà a rialzarsi, ma senza essere mai più la stessa.

Ci si giustifica dicendo che non si fa sul serio, che bisogna saper stare al gioco, altrimenti si è immaturi. Ci si racconta che non bisogna dar retta a certe sciocchezze, tanto prima o poi si stancheranno, smetteranno, passerà.

E invece non passerà proprio un bel niente.

Non passerà mai la paura di essere troppo o di non essere abbastanza: troppo grassi (o troppo magri), troppo alti (o troppo bassi), troppo diversi. Di non essere abbastanza belli, abbastanza accattivanti, abbastanza intelligenti.

«Le parole hanno un peso. E certe ferite resistono nel tempo».

Il fenomeno del bullismo dilaga pericolosamente fra gli adolescenti oggi. È spaventosa la brutalità con cui provano in tutti i modi a sopraffare i propri coetanei, massacrandoli psicologicamente.

È la cultura dell’odio a dilagare, ed è questo il problema principale. Risolverlo, significherebbe non aver bisogno di una legge che punisca “gli odiatori” perché, semplicemente, non ce ne sarebbero.

«Io intanto aspetto tempi migliori, nei quali le parole, magari, avranno un peso»

 

di Teresa Coscia

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