Nonostante la pubblicità dei “Gratta e Vinci” affermi che vincere è facile, la verità è alquanto diversa: vincere al gioco d’azzardo è più difficile di quanto si possa pensare e a volte, addirittura, quasi impossibile.

Il gioco d’azzardo non è una “scoperta” recente: già nell’Ottocento, importanti autori della letteratura, come Fëdor Dostoevskij, erano accaniti giocatori. In Italia oggi è permesso il gioco, le scommesse e le lotterie solamente se autorizzate dall’autorità pubblica. Tra tutte le forme di gioco d’azzardo presenti, secondo l’indagine Eurispes del 2014, i “Gratta e Vinci” sono certamente da inserire nella lista dei “giochi” più amati dagli italiani: circa il 31,8% della popolazione ci gioca almeno una volta l’anno e circa il 3,9% degli italiani ci gioca più di una volta alla settimana. Ma cosa sono davvero i “Gratta e Vinci” e cosa si nasconde dietro di essi?

A quanto riportato dal sito delle Dogane e dei Monopoli, sono lotterie istantanee che assegnano premi prestabiliti e di varia identità a seconda dei simboli che il giocatore scopre grattando via la vernice sul tagliando. Sono figli abbastanza recenti del sistema italiano, in quanto introdotti nel 1994, nati “per soddisfare l’esigenza del giocatore”, con la caratteristica dell’istantaneità: il giocatore infatti scopre immediatamente il risultato. Sebbene si possa pensare che la loro introduzione sia stata un favore fatto alla cittadinanza, è necessario ammettere che lo Stato ha usufruito della loro diffusione poiché nell’Aprile 2009, dopo il terremoto in Abruzzo, il governo di allora ha varato un decreto legge per raccogliere i fondi necessari per la ricostruzione della città e uno dei modi per farlo era proprio l’uso dei Gratta e Vinci.

In Italia, i Gratta e Vinci, sono 51: tutti quanti hanno un proprio costo e una propria probabilità di vincita e, per dimostrare che vincere non è così semplice, analizzeremo un solo tipo e ciò che vale per questo vale anche per gli altri.

Prendiamo ad esempio un “10X”: i biglietti stampati sono circa 38.000.000 e tra questi solo 9.000.000 circa sono vincenti e che quindi i restanti 29.000.000 sono perdenti.    

Il nostro Gratta e Vinci in questione ha un costo di 2€ e i premi vanno da 2€ a 100.000€: importante è notare come lo Stato reputi vincenti anche i cosiddetti biglietti a bilancio zero, ovvero quelli che restituiscono al giocatore il costo del biglietto. Facendo alcuni conti, tra questi 38.000.000 biglietti, solo 4 nascondono una vincita massima e perciò la probabilità è talmente piccola da essere dello 0,00001%: questo significa che solo 1 persona su 10.000.000 è capace di vincere la cifra più alta.

Giocare ai Gratta e Vinci e, più in generale, al gioco d’azzardo, non porterà mai a lungo andare una vincita al giocatore ma soltanto una perdita non solo monetaria, ma anche psicologica. Per questo l’unico modo per vincere al gioco d’azzardo è non giocarci: si vince, decisamente, una somma maggiore.

di Greta Ciervo

Tratto da Informare n° 185 Settembre 2018