The Two Popes: uno sguardo umano all’uomo che parla con Dio

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In realtà me l’aspettavo. Netflix quest’anno ha già ben due pellicole nominate all’Oscar per Miglior Film (The Irishman e Marriage Story), entrambi basati sullo studio del personaggio. Non poteva certo averne un terzo, ma va bene così.

The Two Popes non è un drammone con i giovani attoroni del momento che si fanno a pezzi sullo schermo in una tragedia familiare (leggi: divorziano). Né è un’epica di guerra, di Hollywood, di mafia, o un film sulla povertà o sul razzismo. È un film su due uomini il cui titolo lavorativo è praticamente “messaggero di Dio” eppure recano messaggi diversi.
Sembra assurdo, ma nessuno è più diverso di Papa Benedetto XVI e Papa Francesco – paladini del controriformismo l’uno e della liberalizzazione l’altro – ma il film non parla solo di questo. Anzi, si concentra più su Josef Ratzinger e Jorge Bergoglio, gli uomini sotto la tunica. Uno suona il piano e cena in solitudine, l’altro balla il tango ed esulta alle partite di calcio al bar con la gente normale.

Il film inventa un artificio per farli incontrare: una crisi di Bergoglio, il quale ritiene che possa fare di più come semplice prete di strada che cardinale, porta l’argentino a Castel Sant’Angelo nel 2012, dove si scontra con Ratzinger, lui stesso roso dai dubbi della sua posizione e sul punto di abdicare. Lo scontro è dapprima ideologico, e Ratzinger rimprovera a Bergoglio di aver fatto compromessi quando da giovane era un conservatore, mentre Bergoglio insiste che ha compiuto un cambiamento spirituale e un riavvicinamento a Dio di cui tutta la Chiesa necessita.
Nonostante non riescano mai a riconciliarsi su questi argomenti, fin da subito legano sugli argomenti più terreni: l’amore per la musica, la televisione, la solitudine, la vecchiaia. E pian piano, tra una canzone al pianoforte e un tango nel sagrato, i due uomini si aprono a ciascun altro.

Mentre Francesco rimpiange di non essersi opposto al regime dei colonelli e nel non aver protetto adeguatamente i preti argentini, Benedetto rimpiange di non essere riuscito a fermare la piaga degli abusi sessuali. Nonostante gli scontri entrambi i pontefici si confessano a vicenda i propri peccati, e si assolvono, sia come uomini sia come sacerdoti.
Bergoglio è dei due forse il vero protagonista, il penitente che si vota alla comunità per rimediare agli errori di una vita, ma anche Ratzinger, intrappolato nel ruolo papale quando non più capace di comunicare con Dio, porta una umanità senza pretese allo schermo. Ed è proprio questa la vera forza di The Two Popes.

Non mira a vincere premi, a incassare, a far politica o a scuotere lo spettatore nella sua sedia. Prende due persone vere, e le racconta come sono nella realtà, tramite una fotografia quasi documentaristica e due interpretazioni talmente naturali, senza sforzi o eccessi drammatici, che possono essere quasi scambiate per le vere figure del nostro tempo che rappresentano.

Ah, e i due pontefici sono interpretati da Anthony Hopkins e Jonathan Pryce. Ma non ve ne accorgete, fidatevi.

di Lorenzo La Bella

TRATTO DA MAGAZINE INFORMARE N°202 – FEBBRAIO 2020

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