The Lighthouse – Mascolinità tossica e narratori inaffidabili

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Mesi fa ho fatto le lodi di Mandy di Panos Cosmatos, un film horror sperimentale e lovecraftiano dai colori improbabili che sfrutta l’energia folle di un attore altrettanto folle come Nicolas Cage.

E chi mai potrebbe arrischiarsi a tentare un film ancora più folle, se non Robert Eggers, già noto per The Witch, con il suo capolavoro del 2019 The Lighthouse?

Le somiglianze ci sono tutte: la differenza è che anziché Nicolas Cage in cerca di vendetta con un’ascia di metallo alieno abbiamo Willem Dafoe e Robert Pattinson chiusi in un faro sperduto su uno scoglio in mezzo al mare. I due interpretano rispettivamente il guardiano del faro, Thomas Wake, e il suo aiutante, Ephraim Winslow alias Thomas Howard. Il primo è un burbero e gioviale ciarlatano che venera gelosamente la lampada del faro; il secondo un assassino in fuga che vorrebbe solo poter lavorare alla lampada anche lui e non finire in galera, mille grazie.
Informareonline-Lighthouse-2Prevedibilmente, i due non vanno d’accordo e si ritrovano presto a litigare, fare pace, litigare, fare amicizia, litigare di nuovo, scusarsi, litigare ancora, eccetera. Wake prende costantemente in giro Winslow per i suoi lineamenti quasi angelici e lo costringe a lavorare come un mulo, in uno sforzo di prepotenza macho reso comico dalla perfetta interpretazione di Willem Dafoe. Winslow, dal canto suo, diventa sempre più preda dell’isolamento e dell’alcolismo che comincia ad allucinare sirene, mostri marini, e non può fare a meno di masturbarsi tutto il tempo.
Presto le provviste scarseggiano, e l’alcool e la follia inghiottono entrambi. O quanto meno, inghiottono Winslow: è lui ad avere le allucinazioni, è lui il personaggio che costituisce il punto di vista del film. E se lui allucina sirene, morti ritornanti, mostri e dei malvagi, chi può dire se i tormenti a cui lo sottopone Wake siano reali o allucinati anche quelli? Tanto più che quando prova ad affrontarlo in merito ad essi, Wake afferma che è Winslow il pazzo violento, e che i due hanno trascorso sullo scoglio molto più tempo di quanto in realtà non pensi.

È questo il bello di The Lighthouse: la realtà è sempre in discussione. È un’esperienza da provare. Vi lascerà confusi? Quasi sicuramente. Sarà uno spasso? Sì, accidenti. Ed è la ragione per cui dovreste guardarlo.

A cura di Lorenzo La Bella 

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