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The Lighthouse – Mascolinità tossica e narratori inaffidabili

Redazione Informare 01/12/2020
Updated 2020/12/01 at 1:25 PM
3 Minuti per la lettura
Mesi fa ho fatto le lodi di Mandy di Panos Cosmatos, un film horror sperimentale e lovecraftiano dai colori improbabili che sfrutta l’energia folle di un attore altrettanto folle come Nicolas Cage.

E chi mai potrebbe arrischiarsi a tentare un film ancora più folle, se non Robert Eggers, già noto per The Witch, con il suo capolavoro del 2019 The Lighthouse?

Indice
Mesi fa ho fatto le lodi di Mandy di Panos Cosmatos, un film horror sperimentale e lovecraftiano dai colori improbabili che sfrutta l’energia folle di un attore altrettanto folle come Nicolas Cage.Le somiglianze ci sono tutte: la differenza è che anziché Nicolas Cage in cerca di vendetta con un’ascia di metallo alieno abbiamo Willem Dafoe e Robert Pattinson chiusi in un faro sperduto su uno scoglio in mezzo al mare. I due interpretano rispettivamente il guardiano del faro, Thomas Wake, e il suo aiutante, Ephraim Winslow alias Thomas Howard. Il primo è un burbero e gioviale ciarlatano che venera gelosamente la lampada del faro; il secondo un assassino in fuga che vorrebbe solo poter lavorare alla lampada anche lui e non finire in galera, mille grazie.Prevedibilmente, i due non vanno d’accordo e si ritrovano presto a litigare, fare pace, litigare, fare amicizia, litigare di nuovo, scusarsi, litigare ancora, eccetera. Wake prende costantemente in giro Winslow per i suoi lineamenti quasi angelici e lo costringe a lavorare come un mulo, in uno sforzo di prepotenza macho reso comico dalla perfetta interpretazione di Willem Dafoe. Winslow, dal canto suo, diventa sempre più preda dell’isolamento e dell’alcolismo che comincia ad allucinare sirene, mostri marini, e non può fare a meno di masturbarsi tutto il tempo.Presto le provviste scarseggiano, e l’alcool e la follia inghiottono entrambi. O quanto meno, inghiottono Winslow: è lui ad avere le allucinazioni, è lui il personaggio che costituisce il punto di vista del film. E se lui allucina sirene, morti ritornanti, mostri e dei malvagi, chi può dire se i tormenti a cui lo sottopone Wake siano reali o allucinati anche quelli? Tanto più che quando prova ad affrontarlo in merito ad essi, Wake afferma che è Winslow il pazzo violento, e che i due hanno trascorso sullo scoglio molto più tempo di quanto in realtà non pensi.
Le somiglianze ci sono tutte: la differenza è che anziché Nicolas Cage in cerca di vendetta con un’ascia di metallo alieno abbiamo Willem Dafoe e Robert Pattinson chiusi in un faro sperduto su uno scoglio in mezzo al mare. I due interpretano rispettivamente il guardiano del faro, Thomas Wake, e il suo aiutante, Ephraim Winslow alias Thomas Howard. Il primo è un burbero e gioviale ciarlatano che venera gelosamente la lampada del faro; il secondo un assassino in fuga che vorrebbe solo poter lavorare alla lampada anche lui e non finire in galera, mille grazie.
Prevedibilmente, i due non vanno d’accordo e si ritrovano presto a litigare, fare pace, litigare, fare amicizia, litigare di nuovo, scusarsi, litigare ancora, eccetera. Wake prende costantemente in giro Winslow per i suoi lineamenti quasi angelici e lo costringe a lavorare come un mulo, in uno sforzo di prepotenza macho reso comico dalla perfetta interpretazione di Willem Dafoe. Winslow, dal canto suo, diventa sempre più preda dell’isolamento e dell’alcolismo che comincia ad allucinare sirene, mostri marini, e non può fare a meno di masturbarsi tutto il tempo.
Presto le provviste scarseggiano, e l’alcool e la follia inghiottono entrambi. O quanto meno, inghiottono Winslow: è lui ad avere le allucinazioni, è lui il personaggio che costituisce il punto di vista del film. E se lui allucina sirene, morti ritornanti, mostri e dei malvagi, chi può dire se i tormenti a cui lo sottopone Wake siano reali o allucinati anche quelli? Tanto più che quando prova ad affrontarlo in merito ad essi, Wake afferma che è Winslow il pazzo violento, e che i due hanno trascorso sullo scoglio molto più tempo di quanto in realtà non pensi.

È questo il bello di The Lighthouse: la realtà è sempre in discussione. È un’esperienza da provare. Vi lascerà confusi? Quasi sicuramente. Sarà uno spasso? Sì, accidenti. Ed è la ragione per cui dovreste guardarlo.

A cura di Lorenzo La Bella 

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