The Game – Avan-avanguardia

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Trama

“The Game” è l’ultimo libro pubblicato da Alessandro Baricco. Un’ incredibile narrazione che ripercorre le tappe che hanno portato la società a trasformarsi da fissa a fluida. Innovazione dopo innovazione, si arriverà addirittura alla creazione di una mappa che aiuta a riordinare la storia del cambiamento.

Username, Passowrd, Play, Maps, Level Up. Questi i titoli dei cinque capitoli. L’autore ha scelto di narrare la modernità, non solo attraverso la trattazione di un tema moderno, ma anche nella realizzazione grafica del suo lavoro. Non meraviglia infatti che in “The Game Unplugged”, lavoro non curato da Baricco, ma esplicitamente ispirato al suo, gli interventi dei vari esperti di comunicazione digitale, web, videogame, siano segnati come si segnava il titolo delle canzoni sul lettore MP3 (con il trattino basso a separare le parole).

L’occhio vuole la sua parte, ma non si tratta solo di questo. I comunicatori cercano di interagire con i giovani parlando la loro stessa lingua. Non è un caso che le canzoni di Billie Eilish abbiano il titolo scritto in caratteri minuscoli, come fossero un messaggio inviato su whatsapp. Storytelling direbbe Baricco. Non basta saper fare le cose, oggi giorno bisogna soprattutto saperle proporre.

Trite parole

“The Game” è scritto in prima persona. È un saggio, ma non un saggio ortodosso, potrebbe essere definito un saggio racconto. La narrazione autodiegetica di Baricco ha un ritmo inconfondibile. Parte da un concetto, lo esplica cercando di sviscerarlo e poi si prende una pausa per interrogarsi sulle conseguenze di ciò che è stato appena detto.

Tutto ciò porterà ad una nuova conclusione, più precisa e definita della precedente, e all’affermazione di un nuovo concetto che ha la pretesa di essere universalmente valido e condivisibile. Per quanto, nella maggior parte dei casi, Baricco si avvicini parecchio al nocciolo della questione che sta affrontando, il ritorno di fiamma di questo modo di scrivere lo rende, a volte, insopportabilmente saccente.

Tuttavia esistono caratteri e caratteri, modi e modi di scrivere. Superato la superficiale patina di presunzione che la caratterizza, ogni lettore potrà apprezzare la qualità della riflessione che Baricco propone e, ciò le conferisce ancora più mordente, ma la sua straordinaria originalità.

Nuova umanità

Alessandro Baricco non è esattamente uno sconosciuto o uno scrittore emergente. Baricco ha sfiorato il Nobel, è un narratore affermato, un professore affermato ed ha anche fondato una scuola di scrittura a Torino, sua città natale.

Un “intellettualone”, direbbe qualcuno molto meno qualificato di lui, che con il suo lavoro è riuscito a fare il punto sulla società dei nostri giorni. “Quando la gente crede di intravedere il degrado culturale in un sedicenne che non usa più il congiuntivo – scrive –senza però registrare che in compenso quel ragazzo ha visto trenta volte i film che alla stessa età aveva visto suo padre, non sono io l’ottimista, sono loro i distratti”.

In “The Game” non si trova soltanto la descrizione saggista del percorso che ha portato la nostra società ad evolversi, la sua trasformazione da fissa a fluida, me vengono esaminate le radici di tale cambiamento. La mancanza di fiducia nelle elites, la democratizzazione del potere, la volontà di facilitare l’approccio ad un mondo ostico come quello della tecnologia, rendendo il tutto un gioco (the Game).

E Baricco, umanista se ce n’è uno, prova anche delineare il ruolo di tutti umanisti nel mondo hightech. “Non è il Game che deve tornare all’umanesimo. E’ l’umanesimo che deve colmare il ritardo e raggiungere il Game. […] Abbiamo invece fretta di cristallizzare un umanesimo contemporaneo, dove le orme lasciate dagli umani dietro di sé siano tradotte nella grammatica del presente e immesse nei processi che generano, ogni giorno, il Game”. Anche i computer hanno bisogno di un’anima.

di Marco Cutillo

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