The Blue Gospel Singers: un progetto musicale fuori dal coro

The Blue Gospel Singer

Il gospel non è solo una musica di spettacolo, ma ha una base spirituale che fa ballare e cantare dentro, e cambia lo stato d’animo di chi l’ascolta. The Blue Gospel Singers è un coro gospel composto da 40 impeccabili voci che si contraddistingue per la capacità nel sapere unire le musiche tradizionali religiose con le nuove tendenze del gospel contemporaneo raggiungendo un equilibrio musicale di grande spessore artistico. La corale inizia la propria attività musicale nel settembre 2004, diretti dal maestro Mario Paduano, con il primario intento di dare spazio ai molti giovani appassionati di gospel che cercano occasione per esprimere il proprio talento. Il loro sound sa essere esplosivo ma anche carico di sfumature e suggestioni tipiche della più genuina tradizione gospel afroamericana. Una musica che racconta il dolore, le difficoltà e le frustrazioni della vita quotidiana, ma anche la fede e la speranza di liberazione e di riscatto.

Il gruppo colleziona numerose collaborazioni e ospitate televisive come in “Ti lascio una canzone”, “Italia’s Got Talent”, in gara nel programma “La Canzone di Noi”.  Nel 2014 pubblicano il primo disco gospel live dal titolo “A Decade of us”, mentre nel 2015 presentano il nuovo album esclusivamente di brani natalizi “It’s time to sing”.

Maestro Paduano, come descriverebbe il vostro stile?
«Il nostro stile accoglie tutte le suggestioni del gospel senza snaturarne la forza. Gli arrangiamenti spaziano su vari generi musicali: è un efficace agglomerato di soul, gospel e ritmiche africane, tanto da creare una musica ariosa e in grado di suscitare emozioni e sprigionare una carica contagiosa e irresistibile».

La vostra formazione conta oltre 40 persone. Come si riesce ad amalgamare più personalità in uno stesso progetto?
«È un gruppo eterogeneo dove ognuno di noi possiede una spiccata personalità, poiché proveniamo da esperienze e background molto diversi. Siamo 41 elementi e molti degli attuali membri del coro non erano nemmeno a conoscenza del fatto che esistesse questo genere musicale e soprattutto non erano abituati a pregare in questo modo. È per me motivo di orgoglio essere riuscito a mettere su questa grande famiglia. Il segreto di tutto si chiama “Amore”, amore per quello che da anni facciamo, sempre con la stessa passione».

Da dove arriva l’ispirazione dei brani inediti?
«Sentivamo l’esigenza di rinnovare completamente il nostro repertorio proiettandoci verso nuove sfumature, dilatando i confini del gospel creando melodie dinamiche arricchite di armonie che portano l’ascoltatore ad assaporare delle inedite prospettive del gospel. Dopo anni di cover era giunto per noi il momento di avere un’identità ben definita. Il primo esperimento è stato nel 2017 pubblicando il nostro primo inedito intitolato “Our father”, poi seguito da “True Love”, “GodFull” e “The Promise”. Da molti anni il pubblico ci chiedeva un Gospel in lingua napoletana. Abbiamo così inciso il brano “Rìdere e Pazzià”, che ha trovato fin da subito la giusta direzione e per noi rappresenta una grande novità da inserire nei nostri spettacoli live. A maggio incideremo il nostro nuovo album che conterrà brani inediti».

di Chiara Arciprete

Tratto da Informare n° 181 Maggio 2018