The Bay: horror ecologico dalla terra delle lobby antiambientaliste

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The Bay, una moderna versione di “Pompei”

Il titolo sa un po’ di presa in giro, lo so. Ma l’America è davvero la patria delle lobby, nonché della maggior parte delle compagnie responsabili dei maggiori danni ambientali al mondo, le quali coincidentalmente rientrano tra i maggiori finanziatori delle correnti antiambientaliste che, purtroppo, oggi hanno un Presidente alla Casa Bianca. Però l’America è anche la patria del genere cinematografico perfetto per fare della satira su questo tipo di argomenti: il mockumentary. Esso è un “falso documentario” presentato come vero, e quando si mischia con l’horror, prende il nome di found footage. Ed è così che il regista Barry Levinson (Rain Man, Good Morning Vietnam, Il Migliore) descrive The Bay: una versione moderna di Pompei, ripresa dai cellulari e le telecamere della vittime. Terrificante… ma pieno di commedia nera. Vediamo perché.

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The Bay in breve parla di un’invasione di parassiti del pesce scatenata dallo scarico nell’omonima Baia (di Chesapeake) degli agenti chimici usati nell’industria del pollame locale. La gente muore con ferite orrende su tutto il corpo, divorata dall’interno da questi parassiti mutati. Una giovane giornalista di nome Donna riprende l’accaduto e forma il filo conduttore del film, il quale è presentato come tutto l’insieme delle prove che è riuscita a creare dopo che le autorità hanno insabbiato la vicenda, e che è riuscito ad arrivare a noi solo dopo che Donna è stata fatta sparire.

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Sembra a prima vista il film che un teorico cospirazionista americano girerebbe, ma non è presentato esattamente in questo modo.

Sì, è vero, da una parte vi è certo la cospirazione, ma la qualità del found footage (dovuta al fatto che tutti stanno riprendendo con telecamere di basso livello o cellulari), l’esagerazione e la scarsa naturalezza della recitazione (dovuta al fatto che i dialoghi nella realtà suonano più irrealistici di quelli dei film), e infine l’assurdità della premessa rendono tutto quanto uno spettacolo alquanto divertente.

Non sono infatti tanto i mostri a spaventare, in questo film. Semmai sono l’incompetenza e la corruzione delle autorità, le quali nella vita reale troppo spesso preferiscono stare a guardare quando corporazioni e multinazionali causano danni alla popolazione, e l’America è anche la patria di questo brand di orrore.

di Lorenzo La Bella

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