“Tetto agli stranieri nelle aule”: esiste già ed è anche inutile

Gianmario Ricciardi 03/04/2024
Updated 2024/04/03 at 12:22 AM
3 Minuti per la lettura

Al noto talk show Porta a Porta, il Ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini si lancia in una nuova tirata populistica: “ci vorrebbe un tetto del 20% massimo di studenti stranieri nelle aule”. La dichiarazione è stata subito rilanciata da Valditara, che la maschera anacronisticamente come “più semplice difesa della Costituzione nelle aule”. Ma in realtà i nostri ministri forse non sanno che un tetto agli stranieri nelle aule esiste già.

Tetto agli stranieri: una riforma… già esistente, ma inutile

In effetti un tetto al numero di stranieri nelle aule esiste già ormai da anni. E’ pari al 30%, con flessibilità in territori particolari, e fu introdotto dalla ministra Gelmini nel 2010. Questa flessibilità, che su specifica autorizzazione dell’ente competente permette di superare questo limite, è peraltro quasi inutilizzata. Infatti già oggi nella maggior parte delle aule italiane, il 75% circa, ha meno del 15% di ragazzi stranieri, e, considerando il 20% di Salvini, si arriverebbe ad un 80%. Il tutto considerando anche i ragazzi con genitori stranieri, ma nati in Italia. Escludendoli, si arriverebbe a percentuali quasi sempre inferiori all’1%. Inoltre è evidente come i ragazzi stranieri siano l’unica opportunità, al momento, per frenare un progressivo svuotamento delle classi, soprattutto elementari, dovuto alla denatalità. Questo si vede guardando la concentrazione di stranieri nelle primarie, molto più alta di ogni altro grado. L’allarmismo, dunque, è tutto strumentale.

C’entra forse il caso Pioltello?

Sarà una coincidenza, o forse no, che queste due tirate populistiche vengano lanciate dai due leghisti proprio pochi giorni dopo la chiusura del cosiddetto caso Pioltello, ovvero il caso di quella scuola che ha deciso di chiudere un giorno per l’inizio del Ramadan, in virtù di una forte presenza di alunni musulmani. Dopo l’apprezzamento da parte di Mattarella, Valditara aveva infatti inviato un’ispezione per verificare la regolarità della decisione. Ispezione che, ovviamente, non ha riscontrato alcuna irregolarità, in quanto le scuole godono di uno spazio decisionale autonomo per alcuni giorni di festa. Tutta propaganda, dunque, fatta da Valditara e Salvini per spalleggiarsi tra loro con i soliti slogan televisivi ingannevoli. L’urgenza è, per loro, “difendere la Costituzione” diminuendo gli stranieri nelle aule, quando le nostre stesse scuole cadono a pezzi. Questione di priorità.

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